{"id":12537,"date":"2025-01-23T02:00:00","date_gmt":"2025-01-23T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12537"},"modified":"2025-01-21T16:53:08","modified_gmt":"2025-01-21T15:53:08","slug":"il-6-gennaio-e-deceduto-il-famoso-archeologo-e-etnografo-reimo-lunz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/01\/23\/il-6-gennaio-e-deceduto-il-famoso-archeologo-e-etnografo-reimo-lunz\/","title":{"rendered":"Il 6 gennaio \u00e8 deceduto il famoso archeologo e etnografo Reimo Lunz"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Archeologo, etnografo, autore di numerosi libri, direttore del Museo civico di Bolzano, collaboratore della Sovrintendenza ai beni culturali, collaboratore della rivista Der Schlern, importanti furono gli studi, gli scavi, gli scritti e le scoperte che Reimo Lunz comp\u00ec nell\u2019arco della sua carriera, consentendo di comprendere meglio il territorio altoatesino e per certi versi l\u2019intero arco alpino ponendo spesso a confronto lo sviluppo delle popolazioni che lo percorsero e lo abitarono nelle varie epoche dalla protostoria all\u2019antichit\u00e0.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Reimo Lunz studi\u00f2 fra l\u2019altro gli influssi culturali fra le diverse popolazioni che attraversarono e si stanziarono nelle zone alpine e riscontrabili nei reperti archeologici soprattutto nella produzione di alcuni oggetti metallici della prima e media et\u00e0 del bronzo rinvenuti nella nostra regione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Lunz scriveva ad esempio nel saggio intitolato \u201cConsiderazioni sull\u2019et\u00e0 del bronzo finale e la prima et\u00e0 del ferro nel Trentino &#8211; Alto Adige\u201d e pubblicato nel Vol. XLVII di Studi Trentini di Scienze Naturali del 1970.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli influssi culturali dell\u2019area bavarese e danubiana che si rispecchiano soprattutto in una serie di oggetti metallici della prima e media et\u00e0 del bronzo rinvenuti nella nostra regione alpina, si vanno via via perdendo durante un orizzonte recente dell\u2019et\u00e0 del bronzo dando luogo ad un intensificarsi dei rapporti con la zona prealpina tra Brenta e Mincio. Da un esame dei materiali della prima e media et\u00e0 del bronzo, ci sono parsi d\u2019intravvedere, nelle vallate alpine, diversi centri locali, con uno specifico inventario di forme vascolari e di bronzi; anche per una fase recente dell\u2019et\u00e0 del bronzo, notiamo un fenomeno analogo determinato pi\u00f9 che altro dalla posizione geografica delle singole aree prese in considerazione. Nei bronzi ravvisiamo diversi punti di contatto con l\u2019ambiente palafitticolo di Peschiera, mentre rimane circoscritta alla V al Pusteria l\u2019infiltrazione di elementi irradianti dai bacini di Villach e Klagenfurt e dalla Stiria\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Reimo Lunz era nato a Innsbruck nel 1943, ma dopo la guerra la famiglia fece ritorno a Brunico dove Reimo frequent\u00f2 le scuole elementari e medie. A Bressanone frequent\u00f2 invece il liceo scientifico. Nel 1962 ebbe modo di partecipare agli scavi presso il cimitero di Windschnur vicino a Rasun e appartenente al periodo di Hallstatt. Da quel momento l\u2019archeologia divenne la passione e la professione di una vita. Nel 1964 infatti inizi\u00f2 a studiare preistoria e storia antica all\u2019Universit\u00e0 di Innsbruck, che complet\u00f2 nel 1971 dopo un periodo di studi anche all\u2019Universit\u00e0 di Marburgo. La sua tesi, supervisionata da Osmund Menghin, direttore del Dipartimento di Preistoria e Storia Antica della Regione Alpina dell\u2019Universit\u00e0 di Innsbruck, era intitolata \u201cStudi sulla fine dell\u2019et\u00e0 del bronzo e sull\u2019et\u00e0 del ferro antica nella regione alpina meridionale\u201d. Nel 1973 pubblic\u00f2 con Athesia Preistoria e protostoria dell\u2019Alto Adige. Nello stesso anno, sempre con Athesia, pubblic\u00f2 La collezione archeologica del Museo civico di Bolzano. L\u2019anno dopo con Sansoni pubblic\u00f2 Studi sulla tarda et\u00e0 del bronzo e sull\u2019et\u00e0 del ferro antico nella regione alpina meridionale.&nbsp; Nel 1981 pubblic\u00f2 Venosten und Raeter che rester\u00e0 una pietra miliare negli studi sulla Val Venosta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Numerosissimi furono gli scavi archeologici cui prese parte e altrettanti che diresse sia nel Tirolo del Nord che in Trentino e ovviamente in Alto Adige. La sua attenzione scientifica si concentr\u00f2 in particolare sull\u2019et\u00e0 del ferro, ma i suoi numerosi scavi lo fecero progredire anche nella conoscenza di altre epoche. Egli scopr\u00ec ad esempio diversi luoghi di riposo di cacciatori mesolitici sui passi dell\u2019Alto Adige.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1971 al 1999 Reimo Lunz lavor\u00f2 al Museo Civico di Bolzano. Qui la sua carriera inizi\u00f2 dapprima come conservatore della sezione archeologica e, a partire dal 1986, divenne il direttore del museo. Nel 1977 fu premiato con l\u2019ambito riconoscimento \u201cWalther von der Vogelweide Preis\u201d e nel 1982 la citt\u00e0 di Brunico gli confer\u00ec la Medaglia d\u2019onore per la cultura. Negli anni Novanta sotto la sua direzione ci fu la riorganizzazione, secondo schemi scientificamente pi\u00f9 rigorosi, dell\u2019esposizione archeologica del museo. Ai funerali, tenutisi a Brunico, Helmut Rizzolli ha ricordato con parole toccanti l\u2019attivit\u00e0 scientifica di questo studioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Archeologo, etnografo, autore di numerosi libri, direttore del Museo civico di Bolzano, collaboratore della Sovrintendenza ai beni culturali, collaboratore della rivista Der Schlern, importanti furono gli studi, gli scavi, gli scritti e le scoperte che Reimo Lunz comp\u00ec nell\u2019arco della sua carriera, consentendo di comprendere meglio il territorio altoatesino e per certi versi l\u2019intero arco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12521,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,5],"tags":[],"class_list":["post-12537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita","category-merano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12538,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12537\/revisions\/12538"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}