{"id":12547,"date":"2025-01-23T02:30:00","date_gmt":"2025-01-23T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12547"},"modified":"2025-01-21T16:39:23","modified_gmt":"2025-01-21T15:39:23","slug":"tra-benin-e-togo-nel-nome-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/01\/23\/tra-benin-e-togo-nel-nome-della-pace\/","title":{"rendered":"Tra Benin e Togo\u00a0nel nome della pace"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u201cBonne arriv\u00e9e! Accomodatevi, arrivo subito con dell\u2019acqua cos\u00ec poi possiamo cominciare a parlare&#8230;\u201d. Con un sorso d\u2019acqua, ovvero un piccolo gesto di ospitalit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che sono cominciati molti degli incontri che alcuni soci dell\u2019associazione Pozzo di Giacobbe Jakobsbrunnen e i giovani scout di Merano \u2013 sette persone in tutto \u2013 hanno vissuto nel loro recentissimo viaggio tra Benin e Togo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo partiti con qualche domanda, ma siamo tornati con il doppio degli interrogativi, se non il triplo. In un certo senso, quindi, ci siamo arricchiti \u2013 riconosce Sofia Rizzi, la pi\u00f9 giovane della delegazione \u2013 \u201cAlle persone che abbiamo incontrato abbiamo chiesto \u2018cos\u2019\u00e8 per te la pace concreta?\u2019, proprio perch\u00e9 prima di partire, anche con gli altri ragazzi scout, ci siamo detti che spesso tra pace e guerra c\u2019\u00e8 una \u2018zona grigia\u2019, fatta di paci effimere, di dialoghi mancati e di indifferenza. Quindi quale occasione migliore per approfondire il tema della pace raccogliendo i punti di vista addirittura da un altro continente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La pace ha bisogno di incontro, di scambio; ha bisogno di \u201csaltatori di muri\u201d, come direbbe Alex Langer, e di andare oltre se stessi. E \u201candare oltre\u201d qualche volta significa anche viaggiare.<br>Il rischio \u00e8, per\u00f2, quello di viaggiare con superficialit\u00e0, e la sfida, quindi, \u00e8 viaggiare \u201ccon stile\u201d, cio\u00e8 senza pregiudizi o, comunque, consapevoli di averne, e quindi nella libert\u00e0 di mettersi continuamente in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Natitingou<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI primi giorni siamo stati alla casa-famiglia di Christine e Andr\u00e8 a Natitingou, in Benin. Ci\u00f2 che mi ha veramente colpito \u2013 racconta Matteo Ghione \u2013 \u00e8 stata la loro filosofia di tenere le porte aperte a chiunque, offrendo calore familiare o anche solo un pasto a chi ne ha bisogno\u201d.<br>Christine e Andr\u00e8 hanno vissuto per diverso tempo in Italia, per\u00f2 poi hanno deciso di tornare, di spendersi completamente per la propria comunit\u00e0 e in particolar modo per i pi\u00f9 vulnerabili. Oltre alla casa-famiglia, gestiscono un eco-centro: per puntare sulla raccolta e il riciclaggio di rifiuti, ma anche sulla formazione e la sensibilizzazione su temi ambientali. Una sfida urgente e quanto mai attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>La pace, l\u2019ambiente, sono concetti dal sapore quotidiano per chi ha la promessa scout nel cuore. \u201cParadossalmente \u00e8 grazie all\u2019incontro con altri scout, dall\u2019altra parte del mondo, che ci rendiamo conto di quanto sia importante questa proposta: i valori che l\u2019accompagnano e che danno un orizzonte a questi bambini e ragazzi, educandoli alla cura della comunit\u00e0, degli altri, dei pi\u00f9 deboli. \u2013 spiega Nicola Balzarini \u2013 \u00c8 qui che ci si misura, che si pu\u00f2 fare la differenza: allenandosi all\u2019attenzione verso i pi\u00f9 piccoli e coloro che stanno ai margini. Ci siamo ritrovati gli uni accanto agli altri, come se fossimo parte di un\u2019unica famiglia, rinvigoriti da un senso di fraternit\u00e0, per esempio, durante la marcia della pace del primo dell\u2019anno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Djougou<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ospitalit\u00e0 di Christine e Andr\u00e8 e lo scambio di visioni con gli scout, il viaggio \u00e8 proseguito verso Djougou, sempre in Benin, per incontrare vecchi e nuovi amici, e visitare il pozzo realizzato in memoria di Lia Marzoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo arrivati al calar del sole \u2013 ricorda Ester Orso, nipote di Lia \u2013 in motocicletta, perch\u00e9 la strada \u00e8 un sentiero che attraversa la savana. Abbiamo visto come la condivisione di un bene primario come l\u2019acqua possa essere lo strumento ideale per favorire la coesione sociale. Ma \u00e8 stato anche toccante vedere con i propri occhi come la nostra comunit\u00e0, riunita intorno alla morte della nonna, abbia potuto realizzare una trasformazione concreta a favore di un\u2019altra comunit\u00e0 in un altro angolo del mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ani\u00e8<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono ore e ore di strada, un confine e parecchie peripezie \u2013 per utilizzare un eufemismo \u2013 ci\u00f2 che separa Djougou da Ani\u00e8, citt\u00e0 nel centro del Togo dove \u00e8 direttore scolastico don Emmanuel, prete e insegnante per vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Emmanuel parla cinque lingue molto bene, sei con il francese, l\u2019italiano, si fa capire in inglese, e sa pure qualche frase in tedesco\u2026 In pi\u00f9 riesce a comunicare ancora in un paio di altre lingue locali. \u201c\u00c8 davvero importante che i giovani sappiano le lingue, per riuscire a trasmettere il proprio messaggio. Come puoi farlo se non conosci le lingue? Imparare le lingue \u00e8 necessario per entrare in sintonia\u201d, bacchetta don Emmanuel, mosso dalla sua indole pedagogica. Si tratta senz\u2019altro di un\u2019affermazione che d\u00e0 da pensare a un gruppo di sette meranesi-sudtirolesi, che si interrogano sulla pace e sul dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pensieri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mio primo pensiero? Atterrata in Africa, la sensazione \u00e8 stata quella di essere tornati in un posto del mondo che puoi inspiegabilmente considerare \u2018casa\u2019. I colori, gli odori e la natura ti catapultano in una nuova e diversa realt\u00e0. \u2013 confida Ester, al suo secondo viaggio assieme al Pozzo di Giacobbe \u2013 Poi mi colpisce quel bisogno di ritornare a una dimensione comunitaria, ricca di solidariet\u00e0\u201d, aggiunge.<\/p>\n\n\n\n<p>Sofia \u00e8, invece, in difficolt\u00e0 \u201cperch\u00e9 il primo pensiero che ho avuto \u00e8 stato: ma come racconto questo? Come faccio a raccontare quello che vedo, quello che sto vivendo? Ho paura di perdermi qualcosa o di semplificare troppo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse abbiamo due percezioni del tempo diverse, \u2013 ammette Adele Aderenti \u2013 si dice che in Europa abbiamo l\u2019orologio, mentre in Africa hanno il tempo. Questo inno alla lentezza \u00e8 incarnato da molti, e a volte si scontra con la nostra frenesia. Appena si esce dalle metropoli, come Lom\u00e9 e Cotonou, il tempo \u00e8 ancora scandito dalla natura: il giorno e la luce, la notte e il buio, le piogge, la semina dell\u2019igname e la raccolta dei manghi. Noi ci siamo scordati del ritmo della natura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Viaggiare \u201ccon stile\u201d permette sempre di aggiornare la propria visione del mondo, affinch\u00e9 rimanga malleabile, \u201cperch\u00e9 dobbiamo abbandonare quella presunzione di riuscire a capire il mondo in un batter d\u2019occhio, soltanto guardandolo di sfuggita o leggendo un post scritto male\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tirando le somme: \u201cbelli i tramonti, i maestosi baobab, gli sparvieri che solcano i cieli annebbiati dalla polvere del Sahara, ma poi c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, in un\u2019ottica di scambio, di relazione. Il rischio \u00e8 di riempirsi gli occhi di un\u2019Africa da romanzo, oppure di atteggiarsi da piccoli Babbi Natale, riducendo il \u201cfare del bene\u201d a un \u201cmi fa sentire meglio\u201d. Il desiderio, invece, \u00e8 quello di incontrare, di instaurare relazioni autentiche con le persone, con cui realizzare uno scambio vero, allontanando quella tossica convinzione che \u201cnoi\u201d abbiamo solo da dare e solo da insegnare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBonne arriv\u00e9e! Accomodatevi, arrivo subito con dell\u2019acqua cos\u00ec poi possiamo cominciare a parlare&#8230;\u201d. 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