{"id":12557,"date":"2025-01-23T02:00:00","date_gmt":"2025-01-23T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12557"},"modified":"2025-01-21T17:07:18","modified_gmt":"2025-01-21T16:07:18","slug":"gli-antichi-abitanti-della-val-dadige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/01\/23\/gli-antichi-abitanti-della-val-dadige\/","title":{"rendered":"Gli antichi abitanti della Val d\u2019Adige"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per milioni di anni la valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Trento \u00e8 stata un territorio unitario. Insomma, la barriera linguistica alla Chiusa di Salorno, che da qualche secolo appena separa l\u2019Unterland dalla Piana Rotaliana, non esisteva e le due regioni erano abitate \u2013 o forse sarebbe meglio dire percorse\u00a0 \u2013 da uomini e donne della medesima provenienza e lingua.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Orbene: chi fossero i pionieri della valle dell\u2019Adige rimane tuttora un mistero. Trattandosi di popolazioni nomadi, abituate a grandi spostamenti in tutta l\u2019area padana e prealpina, si pu\u00f2 ipotizzare un\u2019origine mediterranea e mediorientale. Certo \u00e8 che a partire dal mesolitico (IX millennio a.C.), in seguito al lento ritiro dei ghiacciai che avevano sepolto la valle sotto una spessa lingua di ghiaccio, il territorio offr\u00ec a questi sparuti gruppi di cacciatori \/ pescatori e raccoglitori un clima favorevole e un ottimo punto di partenza per raggiungere i siti in altura lungo la dorsale della Mendola e verso gli altipiani sotto il Corno Nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio tra la Piana Rotaliana e il Monte di Mezzo da un lato e i monti che sovrastano gli abitati della Bassa Atesina dall\u2019altro sono stati scoperti molti siti che testimoniano la presenza di gruppi pi\u00f9 o meno numerosi di cacciatori e raccoglitori. Noti sono anche il Riparo Gaban nei pressi di Romagnano, Zambana, il Dos della Forca e vari ripari sottoroccia&nbsp; presso Mezzocorona, i siti sulla Mendola, i ripari tra Faedo e la Val d\u2019Ega, tra cui alcuni molto significativi anche tra Laives \/ S. Giacomo (Staller) e Castel Firmiano. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A tal riguardo \u00e8 entrata nella leggenda archeologica la straordinaria&nbsp; \u201cnonna di Mezzocorona\u201d, una sepoltura di donna trentenne risalente a 8000 anni fa e quindi antenata, per cos\u00ec dire, anche del noto \u00d6tzi. \u00c8 stata scoperta nel 1995 in localit\u00e0 Borgonuovo sotto il Monte di Mezzocorona e oggi si pu\u00f2 visitare nel locale Centro di Documentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi camminatori instancabili con il passare del tempo iniziarono a frequentare sempre gli stessi siti, dove a poco a poco sono nati piccoli insediamenti semi-permanenti. Questi spazi dovevano garantire la sicurezza delle persone e perci\u00f2 occupavano aree difficilmente raggiungibili e, soprattutto, con ottima vista sulla valle. Stranamente, proprio&nbsp; in quei luoghi sono poi stati rinvenuti gli insediamenti pi\u00f9 tradizionali dell\u2019area alpina, i cosiddetti castellieri (da non confondere con i castelli medievali), in tedesco Wallburgen. Il solo ingegnere bolzanino Georg Innerebner ne localizz\u00f2 e document\u00f2 all\u2019incirca 600, tra cui moltissimi anche in Bassa Atesina e Oltradige. Uno di questi, impressionante ma ancora tutto da \u201cdecifrare\u201d, era Trens Birg sul Montelargo, la \u201cmontagna sacra\u201d che sovrasta Laives.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si \u00e8 chiesti molte volte per quale motivo questi castellieri sorgessero sempre in luoghi cos\u00ec scomodi, distanti dai campi coltivati e dalle vie di transito. Il noto antropologo Karl Felix Wolff ha avanzato un\u2019ipotesi assai condivisibile: questi castellieri non facevano riferimento ai contadini neolitici che realizzarono i primi villaggi sui terrazzamenti e sui conoidi alluvionali della Val d\u2019Adige o dell\u2019Oltradige ma alle popolazioni precedenti, mesolitiche, che da costoro venivano chiamati \u201cselvaggi\u201d, Wilde. Insomma, dai vecchi cacciatori e raccoglitori. Per molti secoli queste due popolazioni di contadini provenienti dall\u2019Asia Minore (ecco perch\u00e9 anche \u00d6tzi era di sangue \u201cturco\u201d) e di \u201cselvaggi\u201d locali ritiratisi in luoghi riparati in altura hanno convissuto e ci sono voluti moltissimi anni&nbsp; prima che prevalesse definitivamente la cultura contadina. Da questa convivenza, caratterizzata da forti contrasti ma anche da molti matrimoni \u201cmisti\u201d, dovrebbe essere uscita la cultura di Fritzens-Sanzeno dei Reti. Ne rimane traccia in molte storie e leggende che lo stesso Wolff ha raccolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per milioni di anni la valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Trento \u00e8 stata un territorio unitario. 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