{"id":12658,"date":"2025-02-06T02:05:00","date_gmt":"2025-02-06T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12658"},"modified":"2025-02-05T16:56:18","modified_gmt":"2025-02-05T15:56:18","slug":"stani-smiraglia-e-di-nuovo-stani-labonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/06\/stani-smiraglia-e-di-nuovo-stani-labonia\/","title":{"rendered":"Stani Smiraglia\u00a0\u00e8 di nuovo Stani Labonia!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per i bolzanini che seguivano il mondo musicale locale di fine anni Sessanta, il nome di Stanislao Smiraglia \u00e8 sicuramente associato alle band studentesche come i Brahms &#8211; in cui militava anche il compianto Alessio Oss Omer &#8211; e al suo ruolo di bassista (suonava un Hofner come quello di Paul McCartney) nella storica Doctor Brown\u2019s Fuzz Band. Quando la famiglia di Smiraglia decise di fare ritorno nell\u2019originaria Napoli, per Stani fu un po\u2019 un trauma.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVenivo da Bolzano \u2013 ci racconta \u2013, che per me e i miei coetanei era la porta verso l\u2019Europa, a Bolzano si trovavano i dischi, c\u2019era una scena stimolante, c\u2019era da suonare. A Napoli ci ho messo un po\u2019 per trovare il mio posto, la gente mi guardava strano per via del fatto che avevo i capelli lunghi, e l\u00ec non si trovavano i dischi dei Pink Floyd e degli altri gruppi che mi piacevano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo per\u00f2, Stani avrebbe scoperto che c\u2019era anche una Napoli diversa, pi\u00f9 affine al suo mondo: dapprima conobbe Alan Sorrenti e sua sorella Jenny, poi fece amicizia con Tony Cercola, Pino Daniele, Enzo Avitabile, quindi frequent\u00f2 gli Osanna, Il Balletto di bronzo e persino il futuro maestro Peppe Vessicchio! Nel 1978 col nome d\u2019arte di Stani Labonia pubblic\u00f2 il suo primo LP, Amarsi, nato proprio all\u2019ombra di quella rigogliosa scena musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer la verit\u00e0 la musica credevo di averla messa definitivamente da parte \u2013 ci spiega Smiraglia \u2013 dopo la mia esperienza discografica degli anni Settanta. Fa parte della mia natura, quando un amore finisce, sia esso sentimentale o di altra natura, come quello per la musica, lo considero finito. Il passato scompare, insomma. Dopo un LP e un paio di singoli litigai col mio produttore, quel Vincenzo Micocci che era stato metaforicamente ucciso da Alberto Fortis nella sua Milano e Vincenzo. Avevo capito che non era intenzionato ad investire seriamente su di me e in quel momento \u00e8 stato come se la musica si fosse annullata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Smiraglia smise di comporre, di cantare, anche di ascoltare musica, per almeno vent\u2019anni, mentre riprese a seguire il mondo musicale intorno al 2000, ma senza farsi coinvolgere. Fino a due anni fa circa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel 2022 \u2013 prosegue nel suo racconto \u2013 la mia famiglia ha subito il dramma della scomparsa di mio figlio Davide, a cinquant\u2019anni, e questo mi ha sconvolto. \u00e8 stata una cosa veloce e durissima; Davide era un musicista, un bravo pianista, suonava in una tribute band dei Genesis, guarda caso uno dei miei gruppi preferiti quando lui era un bimbo. Venuto in possesso di alcuni provini registrati da Davide, ho cominciato ad ascoltarli e ad un certo punto le porte della musica si sono riaperte, ho sentito il bisogno di tornare a scriverne, a cantare. Fare questo disco \u00e8 stato terapeutico, un modo per ricomporre una frattura, cos\u00ec a quarantasette anni dall\u2019uscita del mio precedente LP con lo pseudonimo di Stani Labonia, sono tornato con quello stesso nome sulle scene musicali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo!, questo l\u2019azzeccato titolo del disco pubblicato da Retro Records con distribuzione Audioglobe, \u00e8 un prodotto godibilissimo, non certo allegro, ma denso d\u2019ispirazione, fatto col cuore e con la testa, registrato praticamente a casa con l\u2019aiuto di alcuni amici del figlio, che ben volentieri si sono messi a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra fondamentale per me \u2013 puntualizza Smiraglia\/Labonia \u2013 che la musica che mi era uscita da dentro non rimanesse l\u00ec. La musica \u00e8 comunicare, non \u00e8 una cosa autistica, \u00e8 etero riflessiva, riguarda anche gli altri, \u00e8 empatica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le canzoni di Di nuovo! si lasciano ascoltare, trasportano, come trasporta la voce matura, ma non vecchia, dell\u2019autore che in certi momenti ricorda il modo in cui Battiato raccontava e scandiva le parole cantando. Gli interventi di Antonio Catalano e Francesco Vitiello alle chitarre, di Francesco Albano al piano, calzano a pennello sulle composizioni. Ciliegina sulla torta, in due brani Stani ha usato anche delle registrazioni provenienti dai demo di suo figlio Davide, e tra queste spicca la bellissima e commovente Adieu, posta in chiusura del disco. E, per non dimenticare i propri natali bolzanini, Smiraglia, che \u00e8 anche autore dell\u2019eloquente disegno di copertina, ha usato una foto scattata da Gino Insabato e affidato il packaging a Ronny Lorenzoni, due dei suoi compari nella vecchia Doctor Brown\u2019s Fuzz Band.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i bolzanini che seguivano il mondo musicale locale di fine anni Sessanta, il nome di Stanislao Smiraglia \u00e8 sicuramente associato alle band studentesche come i Brahms &#8211; in cui militava anche il compianto Alessio Oss Omer &#8211; e al suo ruolo di bassista (suonava un Hofner come quello di Paul McCartney) nella storica Doctor [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12630,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-12658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12658"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12659,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12658\/revisions\/12659"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}