{"id":12669,"date":"2025-02-06T02:00:00","date_gmt":"2025-02-06T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12669"},"modified":"2025-02-05T17:05:41","modified_gmt":"2025-02-05T16:05:41","slug":"a-spasso-fra-le-fontane-di-salorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/06\/a-spasso-fra-le-fontane-di-salorno\/","title":{"rendered":"A spasso fra le fontane di Salorno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sono belle, apprezzate e anche molto preziose le fontane che caratterizzano la storia e l\u2019architettura di Salorno. Si tratta di piccoli monumenti che vogliono ricordarci ricordano che la nostra memoria\u00a0 scorre anche attraverso l\u2019acqua.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Facendo due passi tra le vie storiche di Salorno, salta all\u2019occhio che molte fontane sono risalenti al XVIII e al XIX secolo. Il valore pratico di questi oggetti all\u2019epoca era inestimabile e ancora oggi sono in grado di raccontarci il passato agricolo e commerciale del borgo. Di fatto il legame tra la comunit\u00e0 e le sue fontane ha radici molto profonde. \u201cUn tempo le fontane erano divise in due &#8211; racconta Manfred Joppi, esperto del settore -. Per legge l\u2019acqua si versava nella prima fontana, quella solo adibita all\u2019abbeveraggio del bestiame, e chi sporcava l\u2019acqua veniva multato. Poi l\u2019acqua passava nella seconda fontana, quella utilizzata per il lavaggio dei panni. Le fontane servivano anche come approvvigionamento per l\u2019antincendio\u201d. Nel Medioevo, invece, erano essenziali al sostentamento quotidiano degli abitanti e degli animali da soma. Con il passare dei secoli c\u2019\u00e8 stata un\u2019evoluzione verso un valore soprattutto culturale e simbolico da preservare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune fontane sono caratterizzate da linee semplici e dall\u2019essere costruite con materiali locali. Altre sono impreziosite da dettagli gotici e barocchi, rivelando l\u2019influenza delle correnti artistiche che hanno attraversato la zona. Oltre essere testimoni silenziose della vita del borgo, le fontane sono state punti d\u2019incontro, e quindi di socialit\u00e0, e oggi sono luoghi in cui passato e presente si intrecciano armoniosamente. Recentemente sono state restituite all\u2019antica bellezza grazie a importanti lavori di restauro, e continuano ad offrire acqua potabile ai passanti. \u201cSono dieci, ma in origine erano sette, tutte collegate all\u2019acquedotto centrale &#8211; continua Joppi &#8211; Sono stati investiti molti soldi per la costruzione e per la manutenzione.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le pi\u00f9 significative spicca la Fontana dei Delfini: con la propria eleganza marmorea si erge dinanzi all\u2019edificio comunale. Realizzata in marmo bianco, in una nota sul sito del comune \u00e8 ricordato che \u201csi ispira all\u2019originaria fontana barocca (1776) di Antonio Giongo, scultore di chiara fama e figlio di Francesco Giongo, famoso autore della fontana del Nettuno in Piazza Duomo a Trento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa fontana originaria, posizionata nella piazza del paese basso e ormai perduta, era completata dalla statua di un Ercole. L\u2019eroe, vestito con la pelle di leone, brandiva la clava e poggiava su dei delfini &#8211; prosegue il testo -. Il tema iconografico dell\u2019Ercole vittorioso sulle acque, simboleggiate dai delfini, \u00e8 da collegare agli sforzi che in quegli anni furono intrapresi per regolare il corso dell\u2019Adige, dopo le infinite e disastrose alluvioni che colpirono pi\u00f9 volte il paese. L\u2019originale \u00e8 stato smontato durante l\u2019invasione francese e la statua di Ercole \u00e8 sparita\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn quegli anni la popolazione comp\u00ec grandi sforzi per fare i lavori necessari a domare l\u2019Adige &#8211; prosegue Joppi -. La convinzione era quella di far vedere che l\u2019intelligenza umana aveva vinto sulle catastrofi naturali. Ma non fu cos\u00ec perch\u00e9 un\u2019altra alluvione colp\u00ec la zona. Venne rifatta la piazza e si pens\u00f2 bene di non mettere pi\u00f9 l\u2019Ercole ma tenere i delfini. Questo perch\u00e9 si spera che la statua mancante venga ritrovata\u201d.&nbsp; Un\u2019altra fontana, oggi riprodotta con dimensioni pi\u00f9 ridotte e moderne, si trova a lato dell\u2019incrocio nord di via Trento. Osservando una vecchia fotografia ritrovata alcuni anni fa dall\u2019amministrazione comunale, si scopre che era centrale nella disposizione urbanistica del paese. \u201cFino agli anni 60 era fuori dalla Locanda alla Rosa. Poi \u00e8 stata tolta, perch\u00e9 ostruiva il traffico\u201d, ricorda Joppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Daniele Bebber<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono belle, apprezzate e anche molto preziose le fontane che caratterizzano la storia e l\u2019architettura di Salorno. Si tratta di piccoli monumenti che vogliono ricordarci ricordano che la nostra memoria\u00a0 scorre anche attraverso l\u2019acqua. 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