{"id":12671,"date":"2025-02-06T02:00:00","date_gmt":"2025-02-06T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12671"},"modified":"2025-02-05T17:08:09","modified_gmt":"2025-02-05T16:08:09","slug":"lidentita-alpina-e-le-grandi-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/06\/lidentita-alpina-e-le-grandi-migrazioni\/","title":{"rendered":"L\u2019identit\u00e0 alpina e le grandi migrazioni"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In un\u2019epoca in cui si discute quotidianamente di \u201cmigranti\u201d, ci si sofferma poco su un\u2019altra domanda cruciale: chi sono veramente i \u201cnativi\u201d o \u201cUreinwohner\u201d attorno a noi? Qual \u00e8 il segreto che si cela nella loro storia personale e collettiva? E, soprattutto, siamo davvero cos\u00ec stanziali come ci piace pensare?<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La scienza moderna e approfonditi&nbsp; studi linguistici ci offrono risposte sempre pi\u00f9 sorprendenti ed esaustive, raccontando la storia delle migrazioni che hanno plasmato l\u2019identit\u00e0 europea \u2013 e quindi nostra \u2013 attraverso l\u2019analisi del Dna e della lingua dei nostri antenati.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa 60000 anni fa, un gruppo di \u201csapiens\u201d lasci\u00f2 l\u2019Africa, dando il via alla colonizzazione del pianeta. Dopo 15000 anni, i loro discendenti raggiunsero l\u2019Europa centro-meridionale attraverso il Medio Oriente. Erano persone dalla carnagione scura e con occhi chiari. L\u2019Europa era in gran parte ricoperta da un imponente strato di ghiaccio e nei pochi luoghi vivibili si erano ritirati gli uomini di Neanderthal, arrivati dall\u2019Africa moltissimo tempo prima. I primi Europei \u201cmoderni\u201d, cacciatori e raccoglitori, vissero dunque fianco a fianco con costoro per molti millenni fino alla loro misteriosa scomparsa, avvenuta circa 40000 anni fa. Ci\u00f2 nonostante, il loro Dna non si \u00e8 del tutto estinto: ancora oggi il 2% del genoma degli Europei proviene dai Neanderthal, che dunque si sono sicuramente \u201cmescolati\u201d con i sapiens. Solo gli Africani rimasti in Africa ne sono privi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il graduale ritiro dei ghiacciai wurmiani e il conseguente riscaldamento climatico, circa 14500 anni fa questi primi Europei iniziarono a spostarsi anche verso nord. Si parla di poche migliaia di persone, che seguirono i fiumi e attraversarono il continente nuovamente ricoperto di fitte foreste. Tracce significative di queste popolazioni sono state trovate anche nella valle dell\u2019Adige, che prima di allora (mesolitico) non risulta essere mai stata frequentata: in misura maggiore in Trentino ma anche in Alto Adige. Le spedizioni estive dei cacciatori \u201ctrentini\u201d raggiunsero in particole localit\u00e0 lungo la cresta della Mendola e della Val di Non: Sas de la Prieda, Rifugio Mezzavia, Monte Roen, Malga Romeno, Macaion, Penegal sono solo alcuni siti in cui \u00e8 dimostrato il passaggio e il soggiorno sottoroccia di queste primordiali comunit\u00e0 specializzate nella caccia a caprioli, camosci e cinghiali. Nel fondovalle, i siti rinvenuti sono tuttora pochi ma significativi: San Giacomo di Laives e Castel Firmiano i pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa 8.000 anni fa, una seconda ondata migratoria arriv\u00f2 dall\u2019Anatolia, nell\u2019odierna Turchia. Questi uomini e donne erano agricoltori. La cosiddetta rivoluzione neolitica trasform\u00f2 l\u2019Europa, portando una nuova economia basata sulla coltivazione dei campi e l\u2019allevamento di animali. I contadini neolitici si insediarono nei loro villaggi non pi\u00f9 in altura ma sui conoidi del fondovalle, i terrazzamenti e a mezzacosta.&nbsp; Circa 5.400 anni fa, dovettero accogliere una nuova cultura, portata dai guerrieri nomadi Yamnaia provenienti dalle steppe russe e ucraine. Con s\u00e9 portarono la ruota e i carri, i cavalli e, purtroppo, anche la peste, che decim\u00f2 la popolazione locale. Questi nuovi abitanti si mescolarono con i contadini neolitici, imponendo la loro lingua proto-indoeuropea che ancora oggi forma la base di molte lingue moderne come le lingue latine, germaniche e slave.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non fanno parte di questa famiglia linguistica il Basco, l\u2019Etrusco e il Retico della zona alpina, che probabilmente sono sopravvissuti dall\u2019epoca anatolica e possono essere considerate lingue \u201cautoctone\u201d. Per quale ragione questi idiomi non-indoeuropei siano sopravvissuti ancora non si sa \u2013 ed anche questa sarebbe una storia interessante da scoprire e raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, \u00e8 evidente che siamo tutti figli di viaggiatori, il risultato di migrazioni e mescolanze che hanno attraversato millenni. Dai cacciatori e raccoglitori africani ai contadini anatolici, dai nomadi Yamnaia agli uomini di Neanderthal, il nostro Dna \u00e8 una testimonianza vivente di come i confini culturali e biologici siano sempre stati fluidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca in cui si discute quotidianamente di \u201cmigranti\u201d, ci si sofferma poco su un\u2019altra domanda cruciale: chi sono veramente i \u201cnativi\u201d o \u201cUreinwohner\u201d attorno a noi? Qual \u00e8 il segreto che si cela nella loro storia personale e collettiva? E, soprattutto, siamo davvero cos\u00ec stanziali come ci piace pensare?\u00a0 La scienza moderna e approfonditi&nbsp; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-12671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bassaatesina-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12671"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12672,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12671\/revisions\/12672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12635"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}