{"id":12737,"date":"2025-02-20T02:30:00","date_gmt":"2025-02-20T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12737"},"modified":"2025-02-19T10:00:24","modified_gmt":"2025-02-19T09:00:24","slug":"gruppi-di-acquisto-solidali-un-altro-modo-di-fare-la-spesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/20\/gruppi-di-acquisto-solidali-un-altro-modo-di-fare-la-spesa\/","title":{"rendered":"Gruppi di acquisto solidali, un altro modo di fare la spesa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Con Elda Dalla Bona oggi parliamo dei GAS (Gruppi di acquisto solidali). Si tratta di un insieme di persone che si organizzano per acquistare prodotti direttamente dai produttori, privilegiando eticit\u00e0, sostenibilit\u00e0 e filiera corta\u2026 senza mai dimenticarsi della \u201cs\u201d di solidariet\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi offro un t\u00e8 o un caff\u00e8?\u201d \u00c8 cos\u00ec che comincia, quasi sempre, una conversazione con Elda Dalla Bona. Non te lo dir\u00e0, ma lei ha una missione precisa: rendere il mondo un posto pi\u00f9 bello. Non a parole \u2013 che volano, si sa \u2013 ma con i fatti, che invece restano. Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa ha fondato il primo Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) in Alto Adige, quando ancora pochi sapevano cosa fosse. Oggi \u00e8 presidente di \u201cGinko per il Bene Comune\u201d, ma il suo curriculum vitae non si ferma di certo qui.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando si dice GAS, non tutti pensano immediatamente ai Gruppo d\u2019Acquisto Solidale\u2026 ci spieghi cosa sono?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molto brevemente, un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) \u00e8 un insieme di persone che si organizzano per acquistare prodotti direttamente dai produttori, privilegiando eticit\u00e0, sostenibilit\u00e0 e filiera corta\u2026 senza mai dimenticarsi della \u201cs\u201d di solidariet\u00e0. In Alto Adige i GAS nascono pi\u00f9 di vent\u2019anni fa, tra l\u2019altro, proprio a Merano con il GASlein. Poi si sono sviluppati velocemente in provincia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E Ginko? Perch\u00e9 \u00e8 legata al mondo dei GAS?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGinko per il Bene Comune\u201d nasce come cooperativa di comunit\u00e0 nel 2022, per\u00f2 gi\u00e0 qualche anno prima alcune persone si erano messe assieme per delineare un progetto comune. Avevamo in mente di sviluppare l\u2019idea del GAS in qualcosa di parzialmente diverso, cio\u00e8, accessibile a pi\u00f9 persone.&nbsp; Perch\u00e9 accedere a un GAS \u00e8 un impegno non da poco e\u2026 non \u00e8 per tutti (persone anziane, persone sole ecc.). Un progetto non privo di insidie, perch\u00e9 \u00e8 difficile da trasmettere come idea: giusto prezzo al produttore, senza mediazione, giusto prezzo al \u201cusufruitore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I primi passi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019aiuto di alcune persone ispirate, abbiamo individuato un locale presso il Rione Maria Assunta di Merano e abbiamo scoperto che \u00e8 di propriet\u00e0 dell\u2019IPES. Ci siamo messi in contatto e\u2026 una lungaggine dietro l\u2019altra. Per fortuna abbiamo trovato anche chi si prendesse a cuore la nostra causa.<br>E poi, parlando in giro del nostro progetto, altre persone si sono aggiunte. \u00c8 stato un periodo di confronti, abbiamo individuato lo scopo primario, cio\u00e8 animare il territorio e creare luoghi di comunit\u00e0, e abbiamo scelto il nome.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ecco, il nome: perch\u00e9 \u201cGinko\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il ginko \u00e8 un albero antichissimo, risale a oltre 250 milioni di anni fa. Ha radici profonde ben ancorate al terreno, come la solidariet\u00e0, la giustizia sociale che guidano la nostra cooperativa; le sue foglie sono leggere, delicate, come la flessibilit\u00e0 e l\u2019apertura al cambiamento; e poi \u00e8 una parola \u201cplurilingue\u201d, adatta al nostro contesto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le persone socie della prima ora? Quanti eravate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dodici. Quasi tutte donne. Di fatto una start-up femminile. E praticamente tutte maestre (o maestri). Non penso sia un caso. Infatti la funzione educativa \u00e8 alla base del nostro agire e anche del nostro pensare. Un negozio di questo tipo d\u00e0 la possibilit\u00e0 di capire il perch\u00e9 io debba acquistare una cosa al posto di un\u2019altra. Tenendo conto dell\u2019ambiente, del rione, costituito da persone anziane, extracomunitari, famiglie ecc. Attualmente le persone socie sono 124, ma aumenteranno! Sar\u00e0 prevista una piccola zona di incontro, tipo bar, dove si potr\u00e0 leggere il giornale, incontrarsi, chiacchierare. Sar\u00e0 uno spazio per offrire occasioni di apprendimento: come si produce il cibo, come fare le pulizie in maniera \u201cecologica\u201d ecc. Ci immaginiamo momenti di formazione come: \u201cSai cosa metti nel cestino?\u201d Qualcosa di simile \u00e8 gi\u00e0 stato offerto nel 2024: cinque eventi nella sala del comitato di quartiere. A gennaio \u00e8 cominciata speditamente la ristrutturazione. Questo ci induce ai prossimi passi, acquisto di mobili, frigoriferi, organizzazione degli spazi. Il lavoro \u00e8 veramente notevole, ma grazie alle competenze messe a disposizione da amici e amici degli amici (architetti, ingegneri ecc.) sta uscendo veramente qualcosa di bello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come vi finanziate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le persone socie pagano una quota sociale di 25 euro, abbiamo vinto bandi, organizzato crowdfunding. Ma abbiamo sempre bisogno di fondi perch\u00e9 organizzare un negozio costa molto. Nella nostra scelta del partner bancario abbiamo scelto Banca Etica, di cui sono una fedelissima cliente e socia, perch\u00e9 riteniamo che l\u2019utilizzo giusto del denaro sia parte integrante di questo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anno della speranza, cosa sperate per il vostro progetto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo l\u2019ambizione di essere qualcosa di significativo per la nostra citt\u00e0 (e non solo), perch\u00e9 vogliamo incidere sulle abitudini delle persone, che sono mosse pi\u00f9 dalla pubblicit\u00e0 che dal buon senso. \u00c8 sotto gli occhi di tutti. Compriamo cose che non ci servono, convinti che ci servano, e che ci fanno addirittura male. Questo progetto ha la concretezza di fornire le cose giuste, ma anche idee, pensieri, cambiamenti, conversione di intenti, nell\u2019acquisto, nel relazionarci con l\u2019ambiente e con le altre persone. \u00c8 un luogo (e non un non-luogo come il supermercato!) di incontro e di scambi di parole. Crediamo che fornire semplicemente delle merci non sia fondamento del nostro cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A proposito di cambiamento: un consiglio per chi vuole cambiare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCambiare\u201d significa in primo luogo prendere coscienza della situazione di oggi, per\u00f2 con attitudine positiva. Ci troviamo in una situazione ambientale, sociale e politica veramente gravissima. Rendersene conto \u00e8 importante. Il secondo passaggio \u00e8 \u201ce allora cosa faccio?\u201d, non pensare di cambiare radicalmente, radicalizzarci ci brucia.<\/p>\n\n\n\n<p>In Alto Adige buttiamo via 27,5 kg di cibo all\u2019anno\u2026 a persona! Se ci rendiamo conto che nel frigorifero c\u2019\u00e8 troppa roba e che ci tocca gettarne via una parte, compriamone di meno! Ho bisogno davvero di tutti questi vestiti? Quintali di cose mai usate. Ed esempi analoghi potrei farne anche per altri settori.<br>Quindi: guardarsi intorno e vedere cosa c\u2019\u00e8 che mi assomiglia, associarmi, confrontarmi con persone che hanno l\u2019esperienza. Ci vuole la volont\u00e0 di cambiare con calma, senza farsi prendere dalle nevrosi, per esempio, delle diete. Se evitassimo i cibi troppo processati e altre abitudini, sarebbe gi\u00e0 tanto.<br>Poi si diventa contenti di vivere in modo pi\u00f9 semplice. Infine: informarsi, formarsi, approfondire, perch\u00e9 non \u00e8 mai finito il tempo dell\u2019apprendimento. Ma soprattutto: essere grati per quello che si ha.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cOggi essere rivoluzionari significa togliere pi\u00f9 che aggiungere, rallentare pi\u00f9 che accelerare, significa dare valore al silenzio\u2026\u201d dice Franco Arminio, perch\u00e9, in fondo, il mondo non si cambia chiacchierando. Si cambia facendo. Come fa Elda.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Elda Dalla Bona oggi parliamo dei GAS (Gruppi di acquisto solidali). 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