{"id":12748,"date":"2025-02-20T02:00:00","date_gmt":"2025-02-20T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12748"},"modified":"2025-02-19T10:17:49","modified_gmt":"2025-02-19T09:17:49","slug":"la-parrocchiale-di-lagundo-uno-scrigno-darte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/20\/la-parrocchiale-di-lagundo-uno-scrigno-darte-contemporanea\/","title":{"rendered":"La parrocchiale di Lagundo:\u00a0uno scrigno d\u2019arte contemporanea"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>A Lagundo la vecchia parrocchiale \u00e8 sita nel centro del paese, cio\u00e8 nella zona pi\u00f9 elevata, posta sulle pendici della montagna. Col passare del tempo per\u00f2 lo sviluppo urbano del paese ha avuto luogo pi\u00f9 in basso nelle vicinanze della strada nazionale, sulla direttrice Merano \u2013 Val Venosta, cos\u00ec si decise di costruire una nuova parrocchiale intitolata a San Giuseppe. I lavori iniziarono gi\u00e0 nel 1966 ma furono ultimati nel 1971. Furono i coniugi Willy e Lilly Gutweniger ad essere incaricati del progetto architettonico seguiti con attenzione da un comitato di parrocchiani e dal parroco Josef Chrost. Il 23 maggio 1971 fu aperta al pubblico ma la consacrazione solenne con il vescovo Josef Gargitter si ebbe solo il 13 marzo 1977.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I coniugi Gutweniger decisero di creare una struttura che fosse in grado di trasmettere il messaggio: \u201cDio abita in mezzo a noi\u201d. E per far questo pensarono alla struttura tipica del maso, generalmente costituito di piccole costruzioni annesse. L\u2019intera costruzione, gli interni e tutte le opere artistiche sono un continuo rimando simbolico. Il corpo di fabbrica principale \u00e8 l\u2019aula suddivisa in quadratum populi e quadratum dei ma con soluzioni inusuali. Annessi, seppur contigui, vi sono la torre d\u2019ingresso, il vano penitenziale e il battistero.&nbsp; Willy e Lilly Gutweniger individuarono nella struttura esagonale del favo delle api la forma perfetta per la planimetria. Azzeccato era naturalmente anche il significato simbolico del favo ossia unione, collaborazione, zelo. All\u2019interno della chiesa e nel susseguirsi dei vani, anche i materiali scelti hanno una funzione simbolica. Semplici come il mattone e la gettata di cemento simbolicamente vogliono invitare il credente a presentarsi \u201cper quello che \u00e8 senza unitili sovrastrutture e travestimenti\u201d. Nel vano penitenziale -il primo ad essere percorso- il pavimento \u00e8 d\u2019argilla per ricordare al fedele: \u201cPolvere eri polvere ritornerai\u201d. L\u2019acquasantiera \u00e8 un masso erratico che schiaccia il pentacolo, simbolo del male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La via crucis \u00e8 una importante opera di Peter Fellin (Rev\u00f2, 6 settembre 1920 \u2013 Merano, 22 aprile 1999) che per la sua realizzazione segu\u00ec le indicazioni del Consiglio pastorale di Lagundo che voleva una rappresentazione declinata alla vita quotidiana di oggi e quindi vicina alle persone. Ogni stazione rappresenta ci\u00f2 che oggi la societ\u00e0 pu\u00f2 fare ad un uomo. Sul pavimento un triangolo con l\u2019occhio di Dio indica il punto di intersecazione del vano penitenziale, del battistero e della navata. Esattamente in questo punto nella cerimonia battesimale i genitori promettono di condurre il proprio figlio a Dio. La grande pietra battesimale \u00e8 in marmo bianco di Lasa simboleggia il Cristo, la pietra angolare, la roccia della salvezza. L\u2019acqua corrente che sgorga nel ruscello rappresenta la pienezza della vita dopo il battesimo e i tre gradini che vi scendano rappresentano la discesa al giordano che fece Cristo per essere battezzato. Il muro perimetrale orientale racchiude in s\u00e9 tre diversi stili: pietre da taglio romaniche, archi gotici ed elementi moderni ad indicare la continuit\u00e0 della storia dell\u2019uomo e della presenza del divino. La parete sud invece \u00e8 la parete della \u201cGrazia\u201d ed \u00e8 caratterizzata da una grande vetrata raffigurante un albero colto in tre momenti capaci di simboleggiare le tre et\u00e0 dell\u2019uomo dall\u2019infanzia alla vecchiaia. L\u2019opera \u00e8 stata realizzata dall\u2019artista meranese Monika Malknecht (Parigi 5.4.1944 -Merano 5.5.2021). Qui i colori ora chiari ora scuri dei vetri rappresentano l\u2019eterna lotta tra bene e male che alberga nell\u2019uomo. Essa terminer\u00e0 solo sulla soglia della morte, l\u00ec i colori della beatitudine si fanno chiari. La navata \u00e8 un ampio vano multicolore per celebrare la grandezza del Signore. Le Travature sul soffitto disegnano linee che sembrano convergere in un punto posizionato l di l\u00e0 dell\u2019edificio. Da ci\u00f2 la convinzione di essere in cammino verso una meta, verso il Padre celeste. La parete dietro l\u2019altare lascia intravedere qualcosa di splendente: la vita oltre la morte. Si tratta infatti di una parete imponente un ostacolo invalicabile, che per\u00f2 ad un tratto si apre lasciando intravedere uno zona luminosa costituita da un mosaico dorato opera di Josef Widmoser (Haiming,&nbsp; 1911 \u2013 Innsbruck 1991). L\u2019artare maggior, opera dello scultore Josef Brunner (Prato 08.02.1924 \u2013 Merano 20.11.2017)<\/p>\n\n\n\n<p>Raffigura un bassorilievo di gusto paleocristiano con al centro la croce trionfante, i quattro pani, due pavoni contrapposti intenti a beccare i quattro pani. La cornice che corre lungo tutto il perimetro dell\u2019altare \u00e8 costituita da grappoli d\u2019uva e foglie di vite. Il tabernacolo ha una cornice marmorea con i simboli dei quattro evangelisti e i grappoli d\u2019uva. Mentre al centro una grata preziosa di fiori dorati opera dell\u2019orefice Willy Wiehmann. Le vetrate che con i loro colori vivaci illuminano l\u2019aula vengono a pag. 35 nell\u2019articolo dedicato a Susanne Demmel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Lagundo la vecchia parrocchiale \u00e8 sita nel centro del paese, cio\u00e8 nella zona pi\u00f9 elevata, posta sulle pendici della montagna. 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