{"id":12760,"date":"2025-02-20T02:00:00","date_gmt":"2025-02-20T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12760"},"modified":"2025-02-21T19:35:42","modified_gmt":"2025-02-21T18:35:42","slug":"cavoli-cavolfiori-cavoli-cappucci-verze-e-rape-nella-tradizione-ebraica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/02\/20\/cavoli-cavolfiori-cavoli-cappucci-verze-e-rape-nella-tradizione-ebraica\/","title":{"rendered":"Cavoli, cavolfiori, cavoli cappucci,\u00a0verze e rape nella tradizione ebraica\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>I cavoli e le rape fanno parte dell\u2019immaginario ebraico cos\u00ec come hanno fatto parte della tradizionale attivit\u00e0 agricola e tutt\u2019ora sono ingredienti importanti della cucina e di alcune pietanze dedicate a specifiche festivit\u00e0.\u00a0 Non possiamo per\u00f2 dimenticare neppure che il cavolo e la rapa fecero tristemente parte della quotidianit\u00e0 disperata degli ebrei del ghetto di Varsavia, quando nell\u2019aprile del 1941 395.000 persone furono costrette a risiedervi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il cibo scarseggiava e agli ebrei venivano concesse razioni a bassissimo contenuto calorico: erano infatti le autorit\u00e0 tedesche a rifornire gli ebrei con rape, patate, cavoli, pane secco, farina e un supplemento mensile di margarina, zucchero e carne. Fra l\u2019ottobre del 1940 e il luglio del 1942 morirono di fame e di stenti circa 92.000 persone, le altre furono deportate nei campi di sterminio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La grande importanza che l\u2019alimentazione riveste nella vita dell\u2019uomo spiega bene come nel mondo ebraico essa sia disciplinata da una grande quantit\u00e0 di norme. Il singolo alimento e il cibo che se ne ricava cos\u00ec come la prassi per cucinarlo sono sottoposti a numerose regole stabilite nella Torah, soprattutto nel Levitico e nel Deuteronomio, interpretate dall\u2019esegesi del Talmud e codificate nello Shulchan Arukh.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insieme delle norme alimentari \u00e8 detta Casherut, ossia \u201cadeguatezza\u201d. Ogni alimento deve rispondere a criteri precisi per essere considerato \u201cadeguato\u201d e quindi commestibile. Il capitolo pi\u00f9 ampio dei divieti e dei distinguo in tal senso riguarda il regno animale, ma anche il mondo vegetale \u00e8 sottoposto a una congerie di regole di cui daremo un brevissimo saggio nelle righe a seguire&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019universo culinario ebraico \u00e8 assai variegato e sfaccettato a seconda anche del territorio di stanziamento. L\u2019annoso pellegrinare della popolazione ebraica nell\u2019arco dei secoli, infatti, ha fatto s\u00ec che ne scaturisse un\u2019ampia offerta gastronomica. Le ricette e i sapori si sono via via arricchiti e hanno subito le influenze degli alimenti e delle spezie tipici del contesto geografico, cos\u00ec cavoli, rape cipolle, patate, aringhe, carpe, grasso d\u2019oca e di pollo sono divenuti gli ingredienti base della cucina degli ebrei Ashkenaziti, stanziati nella Mitteleuropa e nell\u2019Europa dell\u2019Est. Ceci, fagioli, cous cous, verdure, latticini, carne di agnello e di montone, sono divenuti la dieta base degli ebrei Sefarditi, abitanti il bacino del Mediterraneo. Cos\u00ec humus di ceci, pite e falafel sono pietanze della cucina ebraica tanto quanto i carciofi alla giud\u00eca, i bagel newyorkesi al salmone e i borsch di cavolo polacchi. Molte ricette sono dedicate alle singole festivit\u00e0 del calendario religioso e altre allo Shabat. In ognuna delle \u201cnumerose cucine ebraiche\u201d le pietanze riservate allo Shabat devono essere condotte a cottura lenta o addirittura preparate il giorno prima e tenute in caldo sulla plata. Di generazione in generazione, approfittando via via dello sviluppo tecnologico, le donne ebree credenti hanno messo in tavola le loro ricette di sformati, brasati, brodi, stufati, stracotti, che potessero essere lasciati cuocere, o riposare, dal venerd\u00ec sera fino al pranzo del sabato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo fantasioso e succulento patrimonio culinario i singoli membri della grande famiglia delle Brassicacee hanno un posto d\u2019onore soprattutto nei men\u00f9 ashkenaziti di molte festivit\u00e0. A Sukkot, la festa delle capanne o del raccolto, nel men\u00f9 italiano si trova il cavolo ripieno, in quello ashkenazita lo strudel di verze. Nella festa di Tu Bi Shvat, il capodanno degli alberi, nel men\u00f9 italiano troviamo il cavolo verza in agro e in quello ashkenazita lo strudel di cavolo verza. Per Shavuoth, la festa delle primizie o festa della legge, nel men\u00f9 ashkenazita troviamo i ravioli ripieni di crauti. Per Simchat Torah gli involtini di cavolo accontentato sia la cucina ashkenazita che quella italiana. Le ricette tradizionali per\u00f2 non finiscono qui: vi sono rape glassate, rape in salsa gialla, minestra di cavolfiore, cavolo verza stufato, cavolfiore fritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cavoli e le rape fanno parte dell\u2019immaginario ebraico cos\u00ec come hanno fatto parte della tradizionale attivit\u00e0 agricola e tutt\u2019ora sono ingredienti importanti della cucina e di alcune pietanze dedicate a specifiche festivit\u00e0.\u00a0 Non possiamo per\u00f2 dimenticare neppure che il cavolo e la rapa fecero tristemente parte della quotidianit\u00e0 disperata degli ebrei del ghetto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12726,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[223],"class_list":["post-12760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-tra-storia-e-architettura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12760"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12770,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12760\/revisions\/12770"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}