{"id":12959,"date":"2025-03-20T02:00:00","date_gmt":"2025-03-20T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12959"},"modified":"2025-03-19T10:28:36","modified_gmt":"2025-03-19T09:28:36","slug":"la-figlia-di-dostoevskij-riposa-a-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/03\/20\/la-figlia-di-dostoevskij-riposa-a-bolzano\/","title":{"rendered":"La figlia di Dostoevskij riposa a Bolzano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel cuore di Bolzano si cela una storia affascinante e poco conosciuta: quella di Ljubov\u2019 Dostoevskaja, figlia del celebre scrittore russo F\u00ebdor Dostoevskij. Giunta in citt\u00e0 negli anni venti per motivi di salute, visse gli ultimi mesi della sua vita quasi dimenticata. Ma chi era realmente? Non solo la custode della memoria paterna, ma anche una scrittrice con una voce propria, autrice di romanzi e racconti che meritano di essere riscoperti. Ne abbiamo parlato con Marina Mascher, vicepresidente dell\u2019Associazione Rus\u2019, che da anni si dedica alla ricerca e alla valorizzazione della sua figura.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marina Mascher, oggi parliamo di Ljubov\u2019 Dostoevskaja, la figlia di Dostoevskij sepolta a Bolzano. Che storia \u00e8 la sua?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una storia affascinante. Parliamo della figlia di uno dei pi\u00f9 grandi scrittori non solo della Russia, ma della letteratura mondiale. Ma come \u00e8 arrivata a Bolzano? Come il padre, soffriva di diverse malattie e nel 1926 venne qui per farsi curare per problemi agli occhi. Si fece visitare alla clinica del dottor R\u00f6ssler, che si trovava nell\u2019attuale Grieserhof, poi si trasfer\u00ec a Merano, dove aveva gi\u00e0 soggiornato l\u2019inverno precedente. Pass\u00f2 un periodo ad Arco, ma alla fine torn\u00f2 a Bolzano, dove trascorse gli ultimi mesi della sua vita. Mor\u00ec quasi dimenticata e venne sepolta nel nuovo cimitero di Gries, appena annesso a Bolzano (prima era un comune autonomo). Questa tomba rischiava di essere dimenticata per sempre, ma nel 1931, in occasione del cinquantenario della morte di Dostoevskij, un quotidiano di Vienna, la Neue Presse, promosse una raccolta fondi per erigere un monumento in sua memoria. Tuttavia, l\u2019Italia si oppose: non dimentichiamo il contesto storico del tempo. Fu allora un giornale locale a organizzare una colletta per darle una sepoltura degna. L\u2019incarico fu affidato a Franz Ehrenh\u00f6fer, lo stesso artista che realizz\u00f2 le due statue ai lati dell\u2019ingresso della stazione di Bolzano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal punto di vista letterario, quanto \u00e8 importante la figura di Ljubov\u2019 Dostoevskaja?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una figura interessante, perch\u00e9 non fu solo la figlia di Dostoevskij, ma anche una scrittrice e biografa. Per il centenario della nascita del padre, nel 1921, scrisse una biografia basata sui suoi ricordi personali. Certo, era solo una bambina di undici anni quando lui mor\u00ec, ma aveva un\u2019intelligenza acuta ed era molto legata a lui. Lo stesso Dostoevskij diceva di aver capito, fin dalla nascita, che Ljubov\u2019 gli somigliava profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla biografia, scrisse tre libri: una raccolta di racconti intitolata Fanciulle malate e due romanzi, L\u2019emigrante e L\u2019avvocata. L\u2019emigrante, ambientato in Italia, nacque da un suo soggiorno romano, mentre L\u2019avvocata \u00e8 ambientato a Parigi. Come Associazione Rus\u2019, con la presidente Bianca Marabini Zoeggeler e Michail Talalay ci siamo impegnati a recuperare e valorizzare la sua opera, pubblicando proprio la prima edizione in italiano de L\u2019emigrante, con testo originale a fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;oltre a una nuova traduzione della biografia paterna.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua vita fu segnata da eventi drammatici. Durante la Prima guerra mondiale si trovava in Europa occidentale, poi la Rivoluzione russa e la guerra civile le impedirono di tornare in patria. I suoi beni vennero confiscati e lei si ritrov\u00f2 a vivere anni difficili tra Francia, Svizzera e Germania, prima di stabilirsi nella nostra regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto curioso \u00e8 il nome. In Europa, spesso si faceva chiamare Aim\u00e9e, la traduzione francese di Ljubov\u2019, che significa \u201camata\u201d. Un nome che forse rifletteva un desiderio di affetto e riconoscimento, che per\u00f2 non sempre trov\u00f2 nella sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sua tomba oggi si pu\u00f2 visitare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma non si trova pi\u00f9 nel cimitero originale di Gries, che nel frattempo \u00e8 stato smantellato. Molte tombe, compresa la sua, sono state trasferite al cimitero di Oltrisarco.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovarla non \u00e8 difficile: entrando, basta seguire il porticato&nbsp; a destra della cappella funeraria. A met\u00e0 percorso c\u2019\u00e8 un\u2019apertura: attraversandola e proseguendo verso la montagna, si arriva alla sua tomba. \u00c8 una grande anfora, un segno discreto ma significativo della sua presenza qui. Sulla tomba c\u2019\u00e8 ancora una vecchia targa con iscrizioni pompose, tipiche dell\u2019epoca, ma un suo lontano parente volle aggiungerne un\u2019altra, pi\u00f9 semplice, solo il&nbsp; nome e la parola \u201cscrittrice\u201d. Perch\u00e9 questo era ci\u00f2 che sentiva di essere: non solo la figlia di Dostoevskij, ma una voce autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore di Bolzano si cela una storia affascinante e poco conosciuta: quella di Ljubov\u2019 Dostoevskaja, figlia del celebre scrittore russo F\u00ebdor Dostoevskij. Giunta in citt\u00e0 negli anni venti per motivi di salute, visse gli ultimi mesi della sua vita quasi dimenticata. Ma chi era realmente? 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