{"id":12967,"date":"2025-03-20T02:00:00","date_gmt":"2025-03-20T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12967"},"modified":"2025-03-19T10:36:38","modified_gmt":"2025-03-19T09:36:38","slug":"la-chiesa-di-san-pancrazio-in-val-dultimo-e-la-festa-di-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/03\/20\/la-chiesa-di-san-pancrazio-in-val-dultimo-e-la-festa-di-primavera\/","title":{"rendered":"La chiesa di San Pancrazio in Val d\u2019Ultimo e la festa di primavera"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>San Pancrazio, il martire decapitato a Roma per volere di Diocleziano, appartiene alla schiera dei cosiddetti \u201cSanti del ghiaccio\u201d. Ne fanno parte San Mamerzio, San Servazio e San Bonifacio.\u00a0 Nella tradizione contadina tirolese essi sono santi assai tenuti perch\u00e9 portano con loro un rigurgito di freddo con gelate anche devastanti per il raccolto.\u00a0 Essi sono al Centro di numerosi detti popolari che esprimono alcuni degli scenari possibili per clima e raccolto. Le notti fra l\u201911 e il 15 maggio i contadini tradizionalmente vegliavano e scrutavano il cielo. La coltre delle nubi avrebbe impedito un brusco calo delle temperature, mentre un cielo terso avrebbe portato una gelata. Al temuto Pancrazio \u00e8 dedicato l\u2019omonimo paese in Val d\u2019Ultimo e la sua parrocchiale.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Posto all\u2019ingresso della valle San Pancrazio \u00e8 un piccolo insediamento a 763 m d\u2019altitudine circondato da prati e frutteti. In epoca medievale il paese fu centro economico, religioso e giuridico per l\u2019intera vallata. Attraverso la cronaca del convento di Weingarten, che aveva in zona diversi possedimenti, \u00e8 possibile attestare la presenza di un luogo sacro gi\u00e0 a partire dall\u2019XI secolo e la residenza stabile di un parroco fin dal 1268. Per molti illustri la cura d\u2019anime dell\u2019intera vallata fu esplicata dunque dalla parrocchia di San Pancrazio mentre negli altri agglomerati valligiani furono edificate solo chiese filiali e cappelle. Numerose erano le processioni, le rogazioni, i pellegrinaggi, che scandivano il ciclo dell\u2019anno con lo scopo di pregare per il favore degli agenti atmosferici e per propiziare un buon raccolto. Importantissima era la processione che si teneva qui il 12 maggio il giorno di San Pancrazio: un ungo e faticoso cammino vino a Laces in Val Venosta e da l\u00ec inerpicarsi fino alla chiesa di San Martino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A tutt\u2019oggi l\u2019abitato che \u00e8 dislocato lungo il lato pi\u00f9 soleggiato della valle. Tanto che i suoi numerosi masi contadini sparsi arrivano fin quasi al confine boschivo, \u00e8 caratterizzato dall\u2019alto campanile gotico della parrocchiale dedicata a San Pancrazio. L\u2019attuale chiesa \u00e8 il frutto di una ricostruzione ottocentesca ed \u00e8 in stile neogotico. Della precedente struttura sopravvivono solo alcuni muri della navata centrale. Al suo interno si trovano tre altari a portelle cuspidati. L\u2019altare maggiore, eseguito da August Valentin, mostra figure sacre scolpite e colorate che si stagliano nelle nicchie. Sui lati interni delle portelle, i bassorilievi delle sante Barbara e Caterina prendono vita sugli sfondi dorati. Nello scrigno centrale \u00e8 visibile una sacra conversazione: nel centro, assisa sul trono, Maria mostra il bambin Ges\u00f9 mentre ai lati i due santi sono rivolti a lei e sono San Luigi Gonzaga e San Pancrazio con scudo e armatura. Appartengono allo stesso scultore i due altari laterali dedicati alternativamente al \u201cSacro cuore di Ges\u00f9\u201d e alla \u201cMadonna del Rosario\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro dettaglio di particolare interesse \u00e8 l\u2019orologio del campanile, riccamente decorato e splendidamente dipinto. Nelle vicinanze della Chiesa Parrocchiale si trova il cimitero locale con la cappella di San Sebastiano -a due piani- che, come riporta un\u2019iscrizione, venne eretta in memoria delle vittime della peste. Di particolare valore \u00e8 lo sfarzoso altare barocco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PER VISITARE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per raggiungere la Parrocchiale di San Pancrazio in auto occorre arrivare fino a Bolzano e\u00a0 proseguire quindi con la superstrada MeBo in direzione di Merano fino all\u2019uscita Merano Sud (Zona industriale di Lana). Proseguire verso Lana e quindi la segnaletica \u201cVal d\u2019Ultimo\u201d. All\u2019entrata di Lana si svolta a destra verso la Val d\u2019Ultimo. La valle \u00e8 lunga circa 40 km. Dopo alcuni tornanti si arriva a S. Pancrazio (10\u00ba km), 4 tunnel (al km 11,8 lungo 320 metri, al km 12,5, al km 13 lungo 240 metri, ed il quarto lungo 110 metri) quindi a Santa Valburga (18\u00ba km), S. Nicol\u00f2 (27\u00ba km) fino ad arrivare a Santa Gertrude (31\u00ba km). Gli ultimi tre paesi formano il Comune di Ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Pancrazio, il martire decapitato a Roma per volere di Diocleziano, appartiene alla schiera dei cosiddetti \u201cSanti del ghiaccio\u201d. 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