{"id":1299,"date":"2020-08-20T07:21:00","date_gmt":"2020-08-20T07:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1299"},"modified":"2021-02-15T07:22:54","modified_gmt":"2021-02-15T07:22:54","slug":"le-origini-della-citta-dalla-statio-maiensis-alla-zecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/08\/20\/le-origini-della-citta-dalla-statio-maiensis-alla-zecca\/","title":{"rendered":"Le origini della citt\u00e0 dalla \u201cstatio maiensis\u201d alla Zecca"},"content":{"rendered":"\n<p>Sin dalle origini la conca di Merano era un importante snodo di smercio commerciale e di interscambio, che metteva in comunicazione la Val Padana con i bacini del Reno e del Danubio, tramite la via Claudia Augusta, attraverso la Val d\u2019Adige, la Venosta e i passi Resia e Giovo. All\u2019imbocco della Venosta a Tell era situata la \u201cstatio maiensis\u201d, una vera e propria dogana al confine fra la Provincia romana della Rezia e la X Regio Italica di Venetia et Histria. L\u2019allora popolazione, che non abitava il fondovalle della conca meranese, inizi\u00f2 a insediarsi presso le strade di grande traffico, con la costruzione di qualche piccolo insediamento fra Maia Alta e Maia Bassa.<br>In tarda et\u00e0 romana viene citato un \u201cCastrum maiensinsis\u201d da Aribone nella \u201cVita sancti Corbiniani\u201d. Il castrum \u00e8 identificabile col castel San Zeno, dove dimor\u00f2 San Valentino nel V se. d.C. e successivamente nel VIII d.C. San Corbiniano, vescovo di Frisinga. Aribone, meranese di nascita, che divenne poi vescovo di Frisinga, \u00e8 il primo vero e proprio scrittore in lingua tedesca e il successore di Corbiniano in quella sede vescovile. Si presume quindi, che l\u2019Humus religioso, civile e culturale della citt\u00e0 di Merano abbiano avuto luogo il quel luogo fortificato.<br>Nel 857 troviamo la prima e vera citazione di Merano col nome \u201cMairania\u201d.<br>Da prima, feudo del principe vescovo di Trento, dal XIII secolo diventa capitale del territorio governato dai conti di Tirolo. Nel 1237 lungo il Passirio, si era creato un nuovo centro urbano citato come \u201cForum Mairaini\u201d, nel 1260 \u201cBurgum Merani\u201d e nel 1317 \u201cCivitas Merani\u201d.<br>L\u2019antico borgo si riduceva all\u2019attuale rione Steinach, tra il Duomo e la porta Passiria. Con l\u2019epoca di Mainardo II viene aggiunta via dei Portici.<br>La citt\u00e0 viene cinta da mura ed \u00e8 di forma quadrangolare, sulla quale si aprono quattro porte-torri: la Venosta, la Passiria, la Ultimo e la Bolzano. I Portici \u2013 sui quali si affacciavano le botteghe con le corti interne e dove sul retro vi erano gli orti fino alla cinta muraria \u2013 posti a Nord venivano chiamati \u201ca monte\u201d, quelli a Sud \u201cad acqua\u201d. Nel 1317 i meranesi ottengono il privilegio di essere chiamati \u201ccittadini\u201d, di avere una propria zecca, che batte moneta pregiata per tutta la contea del Tirolo, di essere sede Giudiziaria e Corte di Appello, di essere una delle pi\u00f9 importanti citt\u00e0 mercantili in epoca medievale, in ambito europeo, e soprattutto di rivaleggiare e competere, da sempre con Bolzano, in questo importante ruolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dalle origini la conca di Merano era un importante snodo di smercio commerciale e di interscambio, che metteva in comunicazione la Val Padana con i bacini del Reno e del Danubio, tramite la via Claudia Augusta, attraverso la Val d\u2019Adige, la Venosta e i passi Resia e Giovo. 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