{"id":12990,"date":"2025-03-20T02:00:00","date_gmt":"2025-03-20T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12990"},"modified":"2025-03-21T16:38:00","modified_gmt":"2025-03-21T15:38:00","slug":"la-strada-italiana-da-trento-a-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/03\/20\/la-strada-italiana-da-trento-a-bolzano\/","title":{"rendered":"La strada italiana da Trento a Bolzano\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il turismo \u00e8 un\u2019invenzione dei tempi moderni. Nel XVIII secolo andavano di moda i cosiddetti Grand Tour, viaggi educativi intrapresi dai giovani aristocratici europei, soprattutto britannici, per visitare le capitali culturali dell\u2019Europa come Parigi, Roma e Firenze. Come fenomeno di massa, il turismo sboccia nel XIX secolo grazie alla Rivoluzione industriale: migliorano i trasporti come ferrovie e funicolari, la popolazione gode di un maggior benessere economico, che permette alla borghesia di viaggiare per piacere e si sviluppano le prime agenzie di viaggio che organizzano viaggi di gruppo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Trentino e in Alto Adige il turismo si afferma soprattutto grazie agli alpinisti britannici e tedeschi che iniziano a frequentare le Dolomiti. Accanto ai primi rifugi alpini costruiti per ospitare gli escursionisti, si sviluppano ferrovie e strade. Viaggiano gli aristocratici come l\u2019imperatrice Sissi d\u2019Austria ma viaggiano anche i borghesi e perci\u00f2 nascono le guide turistiche: inizialmente manoscritte, successivamente stampate e illustrate. Karl Baedeker pubblica la sua famosa guida nel 1835, nel 1876 anche la casa editrice Michelin pubblica guide dettagliate.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1895 esce a Bassano la Guida del Trentino (orientale) di Ottone Brentari dedicata alla \u201cvalle media dell\u2019Adige e dell\u2019Eisack\u201d da Trento a Bolzano, comprese le valli laterali come la Val di Fiemme e il Primiero. In sostanza, \u00e8 una guida della Bassa Atesina per come veniva percepita in piena epoca asburgica.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Brentari: \u201cLo stradone (nome che ha continuato a designare a lungo la via principale di collegamento tra nord e sud) si chiama Strada Italiana, la quale va da Innsbruck al confine austro-italiano sotto Ala.\u201d Sar\u00e0 sostituito dalla A22 quando negli anni \u201960 il traffico turistico di attraversamento dei paesi divent\u00f2 insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio di Brentari inizia a Trento e si dirige verso nord. Dopo Gardolo, Lavis, Nave S. Felice e Nave S. Rocco (\u201cpaesi da cui ogni anno emigrano diverse famiglie per le Americhe\u201d), arriva a Zambana e S. Michele: \u201ctre scuole con un maestro e due maestre, che sono suore di S. Vincenzo, addette all\u2019Istituto Agrario\u201d. Prossima tappa \u00e8 la Chiusa d Salorno: \u201cimportante sotto l\u2019aspetto geologico, storico, etnografico\u201d.&nbsp; Salorno, \u201cdi nazionalit\u00e0 e architettura mista, \u00e8 ben fabbricato\u201d. Brentari rif\u00e0 la storia dai Reti all\u2019occupazione romana e dai Longobardi e Bavari all\u2019arrivo di Carlo Magno, con il quale inizia la lenta germanizzazione della Bassa Atesina \u201cladina\u201d. Saranno poi i vescovi germanofoni di Sabiona e soprattutto i conti del Tirolo a imprimere il carattere marcatamente tedesco alla Bassa Atesina, che in epoca asburgica prevale nettamente. Tuttavia, scrive Brentari, \u201cin tutta la valle dell\u2019Adige da Salorno a Bolzano \u00e8 ancora fiorente l\u2019elemento italiano in modo che sembra veramente straordinario se si considera quante circostanze lo osteggiano, mentre nessuna lo sostiene\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio prosegue verso Magr\u00e8 e Egna, dove consiglia \u201cla gita a piedi da Salorno a Termeno attraverso la fertile e bella regione d\u2019oltre Adige, considerata come il paradiso del Tirolo\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Egna \u201cgli abitanti parlano tutti anche l\u2019italiano e nei tipi, specialmente in quelli delle donne, l\u2019impronta italiana \u00e8 predominante\u201d. A Ora \u201c\u00e8 italiano il tipo di parecchie case\u201d, e da l\u00ec si arriva a Vadena con le frazioni di Gmund, Piglon e Stadlhof\u201d. \u201cIl comune \u00e8 abitato quasi esclusivamente da italiani che lavorano i campi appartenenti a proprietari di Trento e Rovereto. Anche le costruzioni hanno un aspetto completamente italiano.\u201d \u201cBronzollo, dove molti contadini della Valle Lagarina vennero a stabilirsi (\u2026) le scuole sono completamente tedesche e il clero tedesco\u201d.&nbsp; Anche a Leifers (Brentari non cita mai il nome Laives), paese di 1848 abitanti,&nbsp; si \u201cerano stabiliti molti italiani (\u2026) ma essi andarono mano a mano germanizzandosi \u2026 grazie al fatto che i bambini, frequentando asilo e scuole tedesche, gi\u00e0 in tenera et\u00e0 cominciano ad apprendere il tedesco\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa Leifers si pu\u00f2 salire su per la valle di Branten a Weissenstein, donde a Cavalese in ore 8. La valle \u00e8 qui paludosa, ed in estate non sono rare le febbri nelle localit\u00e0 pi\u00f9 basse\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla rupe all\u2019estremit\u00e0 del Mitterberg \u201ctorreggiano infine le rovine di Sigmundskron, che prima si chiamava Formicarium\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il turismo \u00e8 un\u2019invenzione dei tempi moderni. Nel XVIII secolo andavano di moda i cosiddetti Grand Tour, viaggi educativi intrapresi dai giovani aristocratici europei, soprattutto britannici, per visitare le capitali culturali dell\u2019Europa come Parigi, Roma e Firenze. 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