{"id":13048,"date":"2025-04-03T02:00:00","date_gmt":"2025-04-03T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13048"},"modified":"2025-04-02T15:58:07","modified_gmt":"2025-04-02T14:58:07","slug":"sul-ghiaccio-tra-passione-e-determinazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/04\/03\/sul-ghiaccio-tra-passione-e-determinazione\/","title":{"rendered":"Sul ghiaccio tra passione e determinazione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Matteo Remotti Marnini, 25 anni, \u00e8 un giovane talento del para hockey. Cresciuto a Cornaiano, frazione di Appiano, e ora residente a Bolzano, ha iniziato a giocare a para hockey all\u2019et\u00e0 di 13 anni. Da 4 anni lavora alla Biblioteca Civica di Bolzano, dove unisce la sua carriera culturale con la passione per lo sport. Il ghiaccio \u00e8 il suo ambiente naturale, un posto dove si sente libero e realizzato. Oggi andremo a conoscere meglio la sua passione su ghiaccio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ciao Matteo, quando ti sei avvicinato al para hockey?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2012, a soli 13 anni, ho visto le Paralimpiadi e ho capito che quel mondo sarebbe stato il mio. \u00c8 stato un colpo di fulmine, e ho deciso di unirmi a una squadra giovanile che mi ha dato la possibilit\u00e0 di vivere una nuova esperienza, di mettermi in gioco in uno sport che non conoscevo ma che subito mi ha conquistato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ti ha spinto ad avvicinarti a questo sport?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha spinto in particolare Christoph Depaoli, un compagno di squadra che aveva la mia stessa patologia, la spina bifida. Con lui ho capito che il para hockey non \u00e8 solo un\u2019attivit\u00e0 fisica, ma un\u2019opportunit\u00e0 per far parte di una comunit\u00e0 che condivide sfide e passioni. Inoltre, la fondazione della squadra giovanile da parte di Werner Winkler e Rupert Kanestrin ha creato un ambiente perfetto per entrare in questo sport.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 il significato dello sport nella tua vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo sport \u00e8 sempre stato un pilastro della mia vita. La mia famiglia mi ha sempre incoraggiato a praticarlo, e grazie a questo ho imparato a non arrendermi, a superare i limiti. Mi ha permesso di mantenere una buona forma fisica, essenziale per gestire la mia condizione, e di affrontare le difficolt\u00e0 con una mentalit\u00e0 positiva. Lo sport mi ha anche dato la possibilit\u00e0 di crescere come persona, di incontrare amici e di vivere esperienze che mi hanno arricchito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ti piace di pi\u00f9 di questo sport?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il para hockey \u00e8 uno sport di squadra, dove il legame tra compagni \u00e8 molto forte. Mi piace il fatto che non si tratti solo di un gioco, ma di un\u2019esperienza di vita. Abbiamo la possibilit\u00e0 di confrontarci con atleti di tutto il mondo, conoscere persone con disabilit\u00e0 diverse e imparare tanto da ognuno. Ogni partita \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di crescita, non solo sportiva, ma anche personale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa diresti a chi vuole provare il para hockey, visto che non \u00e8 molto diffuso in Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia il para hockey \u00e8 ancora una disciplina di nicchia, praticata principalmente al nord, ma il movimento sta crescendo. A chi vuole provarlo, dico che \u00e8 uno sport che richiede impegno e sacrificio, ma che d\u00e0 tantissime soddisfazioni. \u00c8 una disciplina che ti insegna a non mollare mai e ti aiuta a sviluppare una mentalit\u00e0 positiva. Inoltre, fa parte di una comunit\u00e0 che sa davvero cosa significa lottare per raggiungere i propri obiettivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali differenze ci sono tra il para hockey e l\u2019hockey tradizionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La principale differenza \u00e8 che nel para hockey si gioca seduti su uno slittino, con due stecche, una per spingersi e una per colpire il puck. Anche la durata della partita \u00e8 pi\u00f9 breve: 15 minuti per periodo invece dei 20 dell\u2019hockey tradizionale. Nonostante le differenze, il gioco rimane simile, con una grande intensit\u00e0 e un contatto fisico che rende ogni partita emozionante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hai partecipato a competizioni internazionali con la maglia azzurra. Come ti senti pensando alle Paralimpiadi 2026 in Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Indossare la maglia della nazionale \u00e8 sempre un onore. Ma sapere che nel 2026 le Paralimpiadi saranno in Italia d\u00e0 una motivazione in pi\u00f9. La possibilit\u00e0 di competere davanti al pubblico di casa \u00e8 un sogno che ogni atleta spera di vivere. Per me, rappresentare l\u2019Italia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina sarebbe la realizzazione di un obiettivo che ho da sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hai altri hobby oltre allo sport?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ad essere un tifoso dell\u2019Inter, mi piace andare al cinema, fare passeggiate in montagna e viaggiare. D\u2019estate adoro visitare posti al mare, soprattutto con amici e famiglia. Ma la cosa che mi piace di pi\u00f9 \u00e8 stare con le persone che amo, godermi il tempo insieme e fare nuove esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Niccol\u00f2 Dametto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo Remotti Marnini, 25 anni, \u00e8 un giovane talento del para hockey. 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