{"id":13062,"date":"2025-04-02T16:14:56","date_gmt":"2025-04-02T15:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13062"},"modified":"2025-04-03T07:29:35","modified_gmt":"2025-04-03T06:29:35","slug":"la-presenza-di-kafka-a-merano-nei-frammenti-delle-sue-lettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/04\/02\/la-presenza-di-kafka-a-merano-nei-frammenti-delle-sue-lettere\/","title":{"rendered":"La presenza di Kafka a Merano nei frammenti delle sue lettere"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Inizia in febbraio per Franz Kafka quell\u2019andirivieni di considerazioni, dubbi, ripensamenti, riguardanti la meta da scegliere per quello che sarebbe dovuto essere \u201csolamente\u201d un soggiorno fra sole e vitto vegetariano, come lo aveva descritto nella lettera all\u2019editore di Lipsia Kurt Wolff. Del turbinio di pensieri che il viaggio gli stava procurando erano testimoni tanto Minze Eisner che l\u2019editore Wolff ai quali scrisse tra fine gennaio e i primi di aprile 1920.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I frammenti di quelle lettere, che riporto, ben spiegano sia lo stato di incertezza vissuto dallo scrittore sia le difficolt\u00e0 burocratiche cui erano sottoposti i turisti in tutta Europa nella prima fase post-bellica: \u201cA Merano andr\u00f2 forse tra un mese. \u00c8 stata anche Lei a Merano?\u201d, \u201cLa Baviera continua a fare la ritrosa\u201d, e ancora \u201cAvevo la camera ma senza il permesso d\u2019entrata nel comune bavarese mi si negava il visto per una lunga degenza in sanatorio. [\u2026]mi fu telegrafato che a partire dal 15 corr. non si accettano forestieri [\u2026]\u201d. Dall\u2019accenno fatto invece nella lettera inviata a Felix Weltsch si intuisce, da un lato, che Merano fosse stata argomento di conversazione nella cerchia amicale ma pure che Kafka nutrisse un certo scetticismo per come il luogo veniva pubblicizzato: \u201cCaro Felix, le mie piccole novit\u00e0 sono anche per te. In quanto al sole non avevo mai creduto, mai creduto in fondo, che qui ci fossero continue giornate di sole, limpide, e infatti non \u00e8 vero, finora (siamo a gioved\u00ec sera) ho avuto bello un giorno e mezzo [\u2026] Come si pu\u00f2 aspettarsi che sia diverso cos\u00ec vicino a Praga? [\u2026]\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Kafka, Merano doveva costituire un intrico di pro e contra: aria pulita, possibilit\u00e0 di lunghe passeggiate e, infine, la presenza di un piccolo ma operoso gruppo ebraico con medici specialisti, alberghi, sanatori e il Genesungsheim per non abbienti. Il tessuto comunitario meranese, infatti, era sicuramente noto negli ambienti ebraici di Praga non solo per la messe di pubblicazioni apparse ma anche perch\u00e9 molti dei turisti di cura e alcuni dei residenti erano praghesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I contra erano invece costituiti dai costi non facilmente gestibili, come aveva confessato un sabato fra gennaio e febbraio nella lettera a Minze Eisner: \u201cCara Minze, [\u2026] probabilmente non andr\u00f2 a Merano, \u00e8 un po\u2019 troppo costosa, andr\u00f2 forse sulle Alpi bavaresi. [\u2026]\u201d. Tuttavia -oltre alle difficolt\u00e0 create dalla Baviera- per Kafka le valutazioni a favore della citt\u00e0 di cura in riva al Passirio dovevano aver vinto sugli aspetti economici. Nei primi giorni di aprile \u00e8 ancora una lettera a Minze a segnare la svolta: \u201cCara Minze, [\u2026] domani parto per Merano. [\u2026] Le scriver\u00f2 da Merano.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per un uomo come lui, i cui amici erano essenzialmente ebrei, abituato a muoversi soprattutto in ambienti ebraici, le riflessioni potevano forse essere state anche di natura pi\u00f9 intima e personale; legate cio\u00e8 ad un sentimento di appartenenza identitaria che le opere, le Lettere e i Diari giunti sino a noi non restituiscono se non in modo frammentario.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse si potrebbe delineare la sua complessa identit\u00e0 come quella di un uomo in bilico fra due aneliti: da un lato il desiderio di vivere appieno quell\u2019 Emancipazione che aveva permesso alla sua famiglia quel vivere borghese nel centro di Praga vendendo \u201cGalanteriewaren\u201d e che a lui aveva offerto la possibilit\u00e0 \u2013 impensabile per un ebreo prima di quel fatidico 1867- di frequentare il liceo classico ed iscriversi all\u2019Universit\u00e0; dall\u2019altro quella vera e propria passione carsica per lo sfaccettato universo ebraico che lo attraeva e lo respingeva in un eterna dicotomia. Nel corso dei decenni studi autorevoli hanno affrontato il tema identitario dello scrittore con esiti spesso opposti. \u00c8 per\u00f2 lo studio di Giuliano Baioni a spiegare al meglio quanto l\u2019ambiente ebraico praghese avesse sempre guidato, e forse condizionato, le scelte dello scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lettere scritte da Merano sono assai parche di informazioni sui luoghi e gli incontri meranesi d\u2019ambito ebraico che avrebbe potuto fare e che forse fece. Viene spontaneo anche chiedersi come mai non scelse di alloggiare in una delle strutture ebraiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un suo precipuo desiderio di \u201clontananza\u201d o un fatto legato alla lenta ripartenza della vita economico-turistica del Kurort e degli alberghi di propriet\u00e0 israelita?&nbsp; Va ricordato infatti, che la maggior parte degli imprenditori ebrei meranesi possedevano una doppia attivit\u00e0: quella a Merano per le stagioni turistiche tipiche di questa Kurstadt, ossia l\u2019inverno, la primavera e l\u2019autunno, e una nelle citt\u00e0 di origine o comunque in un altro dei luoghi dell\u2019Impero cislaitano dove la stagione fosse estiva. Non va poi dimenticato che, per quanto la citt\u00e0 non fosse stata bombardata, la conversione di alberghi e sanatori in lazzaretti e acquartieramento truppe aveva nuociuto non poco agli eleganti hotel meranesi. Ricordiamo -a titolo di esempio- che allo Starkenhof, l\u2019albergo e il ristorante casher di Jakob Bermann, era stato allestito il Feldpost Amt. Il Sanatorio K\u00f6nigswarter pot\u00e8 riprendere la sua normale attivit\u00e0 di accoglienza dei malati indigenti, solo nel giugno del 1920.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>A<\/strong><\/em><strong><em>utrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia in febbraio per Franz Kafka quell\u2019andirivieni di considerazioni, dubbi, ripensamenti, riguardanti la meta da scegliere per quello che sarebbe dovuto essere \u201csolamente\u201d un soggiorno fra sole e vitto vegetariano, come lo aveva descritto nella lettera all\u2019editore di Lipsia Kurt Wolff. 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