{"id":13064,"date":"2025-04-03T02:30:00","date_gmt":"2025-04-03T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13064"},"modified":"2025-04-02T16:16:43","modified_gmt":"2025-04-02T15:16:43","slug":"quando-dal-muro-larte-si-rivela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/04\/03\/quando-dal-muro-larte-si-rivela\/","title":{"rendered":"Quando dal muro l\u2019arte si rivela"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le sue opere non passano inosservate e raccontano storie che in grado di adeguarsi al contesto in cui vengono raccontate e quindi dipinte. Il percorso artistico di Egeon &#8211; giovane street artist altoatesino, dal Per\u00f9 a Roma, da Bressanone a Bolzano &#8211; \u00e8 costellato di successi che lo hanno aiutato a crescere professionalmente. Perch\u00e9, come lui stesso spiega \u201cl\u2019arte \u00e8 un percorso lungo e difficile, ma \u00e8 l\u2019unico modo per realizzare qualcosa di vero\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Egeon, come si \u00e8 avvicinato al mondo dell\u2019arte?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un mondo che mi interessa da sempre, \u00e8 qualcosa che risuona dentro di me, un\u2019esigenza&#8230; un po\u2019 il mio tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha studiato arte da ragazzo?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho studiato all\u2019istituto d\u2019arte Vittoria a Trento, poi ho scelto e trovato la mia via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quante opere d\u2019arte ha realizzato finora?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non ne ho idea, ma tante, e le rifarei quasi tutte. Per\u00f2 se devo scegliere, quella che che mi \u00e8 rimasta di pi\u00f9 nel cuore \u00e8 stata la mostra all\u2019Orto Botanico di Roma: un progetto complesso, forse la mia opera migliore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa voleva comunicare?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile da spiegare. Ogni mia opera ha un significato che cambia, dipende dal contesto e dalle persone che la vivono. Non voglio imporre un messaggio preciso, ma piuttosto offrire uno spazio di riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 nato il progetto a Roma?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un progetto che mi ha proposto l\u2019associazione culturale Somma Vesuviana Tramandars. Avevo gi\u00e0 preso contatti con loro qualche anno prima, e insieme alla Fao abbiamo deciso di allestirla in una serra dell\u2019Orto Botanico di Roma, dove ho esposto dipinti, ceramiche e dei \u201cbio hard disk\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la giornata tipo di un artista?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non ne ho una, purtroppo. Non sono molto regolare, dipende da cosa devo fare. Non \u00e8 un lavoro che si pu\u00f2 pianificare come una routine, dipende sempre dal contesto e dal tipo di lavoro che si deve eseguire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parlando delle sue opere murali, si \u00e8 ispirato a qualcuno in particolare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 semplicemente un processo di contaminazione, a volte si prende spunto da ci\u00f2 che ci circonda. Tutto dipende dal contesto, dalle circostanze in cui si crea un\u2019opera, \u00e8 questo che ispira.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando realizza un murales, dipinge in base al contesto in cui si trova?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, il contesto \u00e8 fondamentale, ogni opera che realizzo, soprattutto quelle murali, \u00e8 influenzata dal luogo. La mostra di Roma, ad esempio, non \u00e8 stata pensata per una galleria, ma per una serra, e quell\u2019ambiente richiedeva struttura e progettazione diverse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha mai avuto difficolt\u00e0 ad ottenere i permessi per fare murales?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 un lavoro commissionato da un privato normalmente non ci sono problemi. Quando sono andato a dipingere il murale in via Roen a Bolzano, per\u00f2, ci sono stati alcuni rallentamenti: \u00e8 un muro in una zona altamente popolata, quindi c\u2019\u00e8 stata un po\u2019 di resistenza da parte dei residenti locali. Ma sono cose che succedono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Normalmente la contattano o propone lei dei progetti?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dipende. A volte sono io a proporre i progetti, altre volte mi contattano. \u00c8 un po\u2019 come in tutti i settori. A volte un progetto nasce da una mia iniziativa, altre volte c\u2019\u00e8 una richiesta diretta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei ha avuto parecchie esperienze artistiche che all\u2019estero. Qual \u00e8 il posto che le \u00e8 rimasto nel cuore?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cuba \u00e8 un\u2019isola che mi piace molto. Ma anche le Isole Faroe in Danimarca, recentemente, mi hanno lasciato molto: sono isole piuttosto crude, con un clima nordico che mi affascina. Ci sono andato per vacanza, ma anche quando sono in ferie cerco sempre di dipingere, e l\u00ec ho trovato parecchio materiale per ispirarmi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto la supporta la famiglia in questo percorso? <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molto. All\u2019inizio ero indeciso tra l\u2019arte e la fisioterapia, ma i miei genitori hanno sempre creduto in me e mi hanno dato molta fiducia. Senza il loro supporto non sarei arrivato dove sono oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa direbbe ai giovani che vogliono intraprendere un percorso simile al suo?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una volta ho incontrato Sean Scully, uno dei pittori pi\u00f9 importanti al mondo e mi ha detto che per fare l\u2019artista prima di tutto bisogna credere nella propria ricerca. \u00c8 un messaggio che riporto ai giovani, perch\u00e9 l\u2019arte \u00e8 un percorso lungo e difficile, ma \u00e8 l\u2019unico modo per realizzare qualcosa di vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Daniele Bebber<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sue opere non passano inosservate e raccontano storie che in grado di adeguarsi al contesto in cui vengono raccontate e quindi dipinte. 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