{"id":131,"date":"2021-01-28T09:30:00","date_gmt":"2021-01-28T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=131"},"modified":"2021-02-17T09:11:26","modified_gmt":"2021-02-17T09:11:26","slug":"la-nascita-dei-parchi-pubblici-a-bolzano-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/28\/la-nascita-dei-parchi-pubblici-a-bolzano-1\/","title":{"rendered":"La nascita dei parchi pubblici a Bolzano #1"},"content":{"rendered":"\n<p>Bolzano, come descritto nei precedenti articoli, dopo essersi dotata di importanti giardini privati per tutto il \u2018600, \u2019700, e fino alla met\u00e0 dell\u2019800, alla sstregua delle altre citt\u00e0 europee, inizia, alle soglie della \u201crivoluzione industriale\u201d e dell\u2019avvento del turismo, a maturare l\u2019esigenza di spazi pubblici verdi aperti a tutta la cittadinanza. A Londra, il primo parco pubblico venne realizzato da J. Nash nel 1814, seguiranno poi quello di Liverpool nel 1844 e tanti altri in Europa e negli Stati Uniti (New York, Central Park, 1862). Nella nostra citt\u00e0, il primo vero e proprio parco pubblico \u00e8 quello della Stazione, 1859. Nato come elemento di collegamento urbano fra la stazione ferroviaria e il centro storico, attraverso l\u2019asse stradario di viale della Stazione. Fra lo spazio urbano, dove Sebastian Altmann aveva progettato la struttura ferroviaria, e le prossimit\u00e0 del Duomo allora vi era solo campagna. Rispetto ai due lati che lo dividevano, venne posto al centro un viale alberato che conduceva verso piazza Walther \u2013 ancora non esistente. Il parco venne arricchito di piante esotiche e ornamentali ad alto fusto e aiuole fiorite, e delimitato da percorsi pedonali interni, nonch\u00e9 di un basso muretto di recinzione. Solo in epoca successiva, all\u2019interno del parco trovarono posto il Teatro Civico (1913) e la Fontana delle Rane (1930). Per avere idea di come potesse essere il primo parco pubblico cittadino, oltre alle immagini d\u2019epoca, basta puntare l\u2019occhio verso l\u2019attiguo Parkhotel Laurin.<br>I cittadini di Bolzano di allora lo chiamavano orgogliosamente \u201cil nostro parco cittadino\u201d.<br>Il secondo parco pubblico, sempre progettato da Sebastian Altmann, nel 1870 \u00e8 quello ricavato entro l\u2019incrocio tra l\u2019attuale via Dante, via Marconi, via Carducci e via Gilm. Esso \u00e8 intitolato a Peter Rosegger, scrittore austriaco originario della Storia (autore di \u201cLa casa nella foresta\u201d, 1877, e \u201cIl cercatore di Dio\u201d, 1883). Si estende per una superficie di mezzo ettaro ed \u00e8 circondato da viali alberati, i consueti platani, cos\u00ec cari alla progettualit\u00e0 di Altmann. Secondo il progetto originario, di forma rettangolare, era suddiviso con aiuole poste in diagonale convergenti verso una piazzetta anch\u2019essa della medesima forma geometrica. All\u2019interno del parco sono presenti cespugli di spirea caragna, lagherstremia e folstizia. Le colture arboree sono cedri, tigli e magnolie.<br>In questo parco venne esiliata la statua di Walther von Vogelweide dal 1935 fino al 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bolzano, come descritto nei precedenti articoli, dopo essersi dotata di importanti giardini privati per tutto il \u2018600, \u2019700, e fino alla met\u00e0 dell\u2019800, alla sstregua delle altre citt\u00e0 europee, inizia, alle soglie della \u201crivoluzione industriale\u201d e dell\u2019avvento del turismo, a maturare l\u2019esigenza di spazi pubblici verdi aperti a tutta la cittadinanza. 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