{"id":13273,"date":"2025-05-15T02:00:00","date_gmt":"2025-05-15T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13273"},"modified":"2025-05-14T18:00:47","modified_gmt":"2025-05-14T17:00:47","slug":"marco-stagni-creativita-notturna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/05\/15\/marco-stagni-creativita-notturna\/","title":{"rendered":"Marco Stagni: creativit\u00e0 notturna"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Fa un piacere immenso constatare il livello artistico raggiunto da alcuni ex ragazzi (anagraficamente parlando) che gi\u00e0 una ventina d\u2019anni fa promettevano davvero bene e che oggi continuano a far parlare \u2013 bene \u2013 della propria musica, quale che sia il progetto che vi \u00e8 dietro. \u00c8 il caso di Marco Stagni, bassista e contrabbassista<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>I progetti di Marco Stagni sono davvero moltissimi, e tutti di qualit\u00e0 superiore. Per i pi\u00f9 distratti ricorderemo che Marco, ancora agli esordi aveva per un breve momento ricoperto il ruolo che fu di Sergio Farina \u2013 che aveva cominciato a dedicarsi esclusivamente all\u2019attivit\u00e0 di fonico \u2013 nella Spritzband di Andrea Maffei; poi a distanza ravvicinata erano arrivate le collaborazioni con il JEMM Project, di cui fa tutt\u2019ora attivamente parte, con la formazione del cantautore britannico Ed Laurie, con i Kolzano, col trio di Manuel Randi, fino alla Italo Connection, la banda da sold out messa insieme da Herbert Pixner per suonare musica elettrica quando non \u00e8 impegnato col suo gruppo abituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma Marco Stagni ha un curriculum visibile, tangibile e soprattutto ascoltabile che in ogni sua forma ne ribadisce la statura musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio nelle scorse settimane, ha visto la luce un disco in vinile dedicato ad un progetto tutto suo, denominato Animali Notturni, progetto in cui \u00e8 autore di met\u00e0 dei brani e di tutti gli arrangiamenti e in cui \u00e8 accompagnato dall\u2019amico e compare di sempre Matteo Cuzzolin, dal chitarrista Philipp Ossanna e dal batterista Max Plattner, entrambi austriaci.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnimali notturni \u2013 ci spiega Stagni \u2013 deriva da alcune scritture nate durante dei viaggi di notte, viaggi in senso generico ma in particolare ritorni da concerti. Proprio da qui proviene il titolo dell\u2019album, Sunday, 4:30 A.M., perch\u00e9 spesso i concerti si svolgono di sabato, e la domenica intorno alle quattro e mezza, si \u00e8 in viaggio per tornare a casa. Durante questi viaggi, pi\u00f9 o meno lunghi, capita che ci si ritrovi immersi nella natura, una natura addormentata in cui si muovono solo quegli animali cosiddetti notturni a cui fa riferimento il nome del gruppo. Matteo Cuzzolin, sassofonista della formazione, lo conosco praticamente da sempre e siamo cresciuti anche musicalmente insieme, \u00e8 un amico e compagno di musica formidabile, gli altri due ragazzi sono austriaci e li ho incontrati tramite dei progetti musicali legati all\u2019Euregio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il disco \u00e8 convincente fin dal primo ascolto, la musica spinge per uscire dai solchi e nella prima facciata troviamo proprio quei brani che fanno riferimento in particolare ai viaggi di notte, partendo da The Owl (la civetta) scritta da Ossanna, passando per Foxy (la volpe) di Cuzzolin per finire col brano di Stagni che \u00e8 anche il nome del gruppo e chiude la prima parte. Grazie all\u2019unitariet\u00e0 di suono collaudata dal quartetto e al lavoro di Luca Tacconi nello studio veronese Sotto il mare, l\u2019impressione \u00e8 di trovarsi al cospetto di un affresco sonoro in cui di volta in volta si mette in evidenza lo strumento di chi ha firmato il brano, senza mai sopraffare gli altri e andando a costituire quasi una colonna sonora calzante ai viaggi di notte, una colonna sonora che sfugge a qualsivoglia definizione, citando il jazz, il blues, talvolta anche elargendo momenti puramente pop d\u2019alto livello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOltre ai brani strumentali \u2013 prosegue Stagni \u2013 c\u2019\u00e8 Appartenenza, quello che chiude la seconda parte, una composizione che ho scritto in due momenti. La parte strumentale risale ad un po\u2019 di tempo fa, poi durante la pandemia, trovandomi in isolamento praticamente totale, \u00e8 venuto fuori un testo, per\u00f2 non un testo da cantare, un testo che ho cercato di immaginare su un tema che gi\u00e0 avevo composto, un testo da leggere in maniera anti-musicale, cos\u00ec ho deciso di affidarlo al lettore vocale di google. Adesso, coi passi da gigante della tecnologia si potrebbe fare di meglio, ma mi piaceva quella voce quasi robotica, mono tono e senza espressione che il lettore aveva nel 2020. Una cosa riconducibile a quel momento. In un altro frangente forse non mi sarebbe venuta in mente unica cosa del genere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa un piacere immenso constatare il livello artistico raggiunto da alcuni ex ragazzi (anagraficamente parlando) che gi\u00e0 una ventina d\u2019anni fa promettevano davvero bene e che oggi continuano a far parlare \u2013 bene \u2013 della propria musica, quale che sia il progetto che vi \u00e8 dietro. \u00c8 il caso di Marco Stagni, bassista e contrabbassista. 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