{"id":13279,"date":"2025-05-15T02:20:00","date_gmt":"2025-05-15T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13279"},"modified":"2025-05-14T18:25:24","modified_gmt":"2025-05-14T17:25:24","slug":"camacari-brasile-dove-manca-tutto-arriva-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/05\/15\/camacari-brasile-dove-manca-tutto-arriva-larte\/","title":{"rendered":"Cama\u00e7ari &#8211; Brasile: dove manca tutto, arriva l\u2019arte"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In un angolo del Nord-Est del Brasile &#8211; a Cama\u00e7ari, nello Stato della Bahia, dove povert\u00e0, razzismo, violenza e disuguaglianze sembrano aver spento ogni sogno &#8211; un progetto educativo ha acceso una scintilla di speranza. Un\u2019iniziativa che, lontano dai riflettori, sta cambiando davvero le cose. Si chiama \u201cEducare con l\u2019arte: i diritti di tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti\u201d, ed \u00e8 il cuore pulsante di una rivoluzione silenziosa, culturale e sociale, che sta restituendo futuro, dignit\u00e0 e bellezza a 183 giovani delle periferie di Cama\u00e7ari. Il progetto \u00e8 coordinato dalla meranese Delia Boninsegna, che ormai da 54 anni vive in Brasile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa citt\u00e0, incastonata tra le coste atlantiche e la grande area industriale di Salvador, \u00e8 una terra di contrasti. Alla ricchezza del polo petrolchimico e del turismo balneare, si contrappongono quartieri in cui mancano servizi essenziali, l\u2019istruzione pubblica \u00e8 fragile, le famiglie vivono in condizioni di estremo disagio, e molti bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la scuola per contribuire al sostentamento familiare. Qui, dove lo Stato spesso arretra, sono le associazioni a farsi carico della tutela dei pi\u00f9 fragili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto, ideato e promosso dall\u2019Associazione Don Paolo Tonucci \u2013 Apito (Italia) in collaborazione con la storica sede brasiliana attiva da oltre 25 anni, si \u00e8 trasformato in pochi mesi in un punto di riferimento educativo e umano. La sua realizzazione \u00e8 stata possibile grazie al finanziamento della Provincia autonoma di Bolzano, che ha creduto fin da subito nella sua potenza trasformativa, stanziando 41.660,48 euro (di cui il 65,31% coperto dalla Provincia e il restante dall\u2019Associazione).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adesione \u00e8 stata massiccia e immediata: oltre 433 richieste per soli 150 posti disponibili, a testimonianza della sete di cultura, formazione e protezione da parte delle famiglie locali. Alla fine, sono stati selezionati 74 bambini e 109 adolescenti, che oggi frequentano le attivit\u00e0 nella sede storica dell\u2019associazione e nella scuola dell\u2019infanzia Apito, riqualificata per l\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I GIOVANI AL CENTRO DI TUTTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si tratta semplicemente di un doposcuola. \u00c8 una comunit\u00e0 educativa, un luogo in cui arte, scienza, gioco e linguaggio diventano strumenti di emancipazione. I corsi attivati sono tanti e vari: robotica e sviluppo sostenibile, flauto, danza, teatro, percussioni, lettura e scrittura creativa, lingua italiana, giochi interattivi. L\u2019approccio \u00e8 inclusivo, dinamico, multidisciplinare. Al centro di tutto, la persona: i ragazzi e le ragazze, con la loro unicit\u00e0 e le loro fragilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una psicologa affianca regolarmente le attivit\u00e0, guidando momenti di riflessione collettiva su temi che fanno parte della quotidianit\u00e0 ma che spesso rimangono taciuti: la fame, la violenza domestica, il lutto, il razzismo, la mancanza di lavoro, l\u2019abbandono scolastico, il peso di vivere in comunit\u00e0 marginalizzate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto aiuta a dare un nome al disagio, ma anche a trovare risposte concrete, costruendo reti di sostegno tra pari, famiglie e educatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019arte qui non \u00e8 un lusso, ma una via per vivere meglio\u201d, racconta Delia Boninsegna, presidente di Apito Brasile. \u201cQuando vediamo questi bambini sorridere, ballare, suonare, discutere di giustizia e diritti, capiamo che qualcosa sta davvero cambiando. Vogliamo sperare per\u00f2 che tutto ci\u00f2 sia solo l\u2019inizio, perch\u00e9 trattandosi di un progetto annuale non vorremmo che questo immenso lavoro poi vada svanendo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TROVARE LA FORZA INTERIORE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il progetto vuole lavorare intensamente sull\u2019empowerment giovanile, sulla forza interiore delle ragazze e dei ragazzi che deve trovare lo spazio per emergere affinch\u00e9 l\u2019effetto virtuoso dell\u2019azione possa avere un effetto moltiplicatore tra i giovani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario credere nei giovani e dare fiducia che siano loro stessi i protagonisti del cambiamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane fondamentale che le istituzioni, italiane e brasiliane, riconoscano il valore strutturale di questi percorsi e li sostengano nel tempo per raggiungere il maggior numero di giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto ha avuto anche un impatto occupazionale e professionale: sono stati creati oltre dieci nuovi posti di lavoro tra educatori, operatori e formatori, valorizzando risorse locali e stimolando un\u2019economia solidale fondata sulla cultura e sull\u2019educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello istituzionale, Apito si impegna attivamente nei Consigli per i Diritti dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza e partecipa alla rete delle scuole comunitarie, promuovendo politiche inclusive, sostenibili e radicate nel territorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un lavoro complesso, che parte dal basso ma si proietta verso il cambiamento sistemico, in un Brasile che ancora fatica a garantire uguali diritti a tutti i suoi cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il merito di questo piccolo grande miracolo sociale \u00e8 anche della Provincia autonoma di Bolzano, che ha scommesso su una visione educativa integrata e umana. Un gesto concreto che ha superato i confini geografici, culturali e linguistici, per dire che l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza vanno protette ovunque, e che l\u2019arte non \u00e8 solo bellezza, ma giustizia, diritto, futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Chiara Caobelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un angolo del Nord-Est del Brasile &#8211; a Cama\u00e7ari, nello Stato della Bahia, dove povert\u00e0, razzismo, violenza e disuguaglianze sembrano aver spento ogni sogno &#8211; un progetto educativo ha acceso una scintilla di speranza. Un\u2019iniziativa che, lontano dai riflettori, sta cambiando davvero le cose. 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