{"id":13304,"date":"2025-05-29T02:10:00","date_gmt":"2025-05-29T01:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13304"},"modified":"2025-05-28T20:56:48","modified_gmt":"2025-05-28T19:56:48","slug":"simboli-e-diavoli-alto-adige-nevrosi-da-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/05\/29\/simboli-e-diavoli-alto-adige-nevrosi-da-confine\/","title":{"rendered":"Simboli e diavoli. Alto Adige, nevrosi da confine"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Secondo la Costituzione (art. 12), \u201cla bandiera della Repubblica \u00e8 il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni\u201d. \u00c8 dunque la bandiera \u201cdella Repubblica\u201d. Non il feticcio identitario dei \u201cmeranesi di lingua italiana\u201d. La Repubblica \u00e8 una casa comune e tutela le differenze linguistiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSimbolo\u201d \u00e8 una parola interessante. Deriva dal greco antico \u201csymballo\u201d che significa \u201cmettere insieme, far coincidere\u201d. \u00c8 qualcosa che unisce, che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di identificare l\u2019altro come un amico. Quasi all\u2019opposto c\u2019\u00e8 la parola \u201cdiavolo\u201d (\u201cdiabolos\u201d) che significa propriamente \u201ccalunniatore\u201d e deriva dal greco \u201cdiaballo\u201d, ovvero \u201cgettare attraverso, calunniare\u201d, in senso lato: separare. C\u2019\u00e8 una terza parola, \u201cdialogo\u201d, che \u00e8 simile alla seconda, ma solo in apparenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Premetto che, da meranese, ringrazio Dario Dal Medico per il lavoro svolto in questi anni a servizio della citt\u00e0 e sono fiducioso che Katharina Zeller sapr\u00e0 fare del suo meglio per confermare a Merano il ruolo di una citt\u00e0 inclusiva ed europea. Credo che entrambi siano rimasti vittima di dinamiche che li precedono (\u201cnevrosi da confine\u201d, la defin\u00ec Piero Agostini) e che si siano trovati a dover gestire loro malgrado una situazione non voluta e non prevista.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo al tricolore. L\u2019equivoco di fondo \u00e8 pensare che sia il simbolo di una \u201cnazione\u201d. La Costituzione, nonostante l\u2019et\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 avanti di tutti noi e ci corregge ricordando che essa \u00e8 \u201cla bandiera della Repubblica\u201d. Di quella Repubblica che tutela le minoranze linguistiche (art. 6). Se identifichiamo il tricolore (ma vale anche per il bicolore provinciale) con un gruppo linguistico, allora non \u00e8 pi\u00f9 un simbolo. Anzich\u00e9 unire, divide. Diventa strumento \u201cdel diavolo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Nel nostro caso la pentola \u00e8 l\u2019Autonomia (a livello pi\u00f9 ampio, la Repubblica). C\u2019\u00e8, \u00e8 bella, \u00e8 efficace. Ma non \u00e8 detto che abbia il coperchio. Il coperchio \u00e8 il rispetto per tutte le sue componenti, la partecipazione reale, la reciproca conoscenza, una buona comunicazione. Insomma, il \u201cdialogo\u201d, dal greco \u201cdia\u201d e \u201clogos\u201d. \u201cLogos\u201d vuol dire parola, ragione, senso. \u201cDia\u201d significa \u201cin mezzo a\u201d. In altri termini: la ragione \u2013 in Alto Adige \u2013 non \u00e8 solo mia n\u00e9 solo tua, ma un percorso comune. Diavolo permettendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la Costituzione (art. 12), \u201cla bandiera della Repubblica \u00e8 il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni\u201d. \u00c8 dunque la bandiera \u201cdella Repubblica\u201d. 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