{"id":13323,"date":"2025-05-29T02:00:00","date_gmt":"2025-05-29T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13323"},"modified":"2025-05-28T22:08:55","modified_gmt":"2025-05-28T21:08:55","slug":"le-colonie-romane-nella-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/05\/29\/le-colonie-romane-nella-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"Le colonie romane nella Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel 212 d.C., con una lungimiranza rara ai nostri giorni, l\u2019imperatore Caracalla (il cui nome completo era Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto) promulg\u00f2 la Constitutio Antoniniana, un editto rivoluzionario che estese la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi dell\u2019Impero, ad eccezione dei cosiddetti peregrini dediticii (stranieri sottomessi senza patti). Fu un evento epocale: si stima che tra i 20 e i 30 milioni di individui su una popolazione totale di circa 60 milioni ottennero i diritti (e i doveri) del civis romanus, primo tra tutti il pagamento delle tasse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editto coinvolse tutti i territori provinciali, dalla Spagna alla Siria, dall\u2019Irlanda alla Mesopotamia, ma ebbe un impatto meno marcato in aree gi\u00e0 romanizzate da tempo, come per esempio la Val d\u2019Adige, un tempo dominio ribelle dei Reti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quanto riferisce il geografo contemporaneo Strabone, gi\u00e0 nel I secolo d.C., a seguito della conquista del 15 a.C. da parte dei generali Tiberio e Druso, il territorio era stato per cos\u00ec dire pacificato (\u201cTiberio e Druso condussero via la pi\u00f9 gran parte della giovent\u00f9 e la pi\u00f9 robusta\u201d), le vie regolamentate e gli odiati predoni, che non perdevano occasione per assaltare e derubare i&nbsp; viandanti sempre pi\u00f9 numerosi diretti verso le province d\u2019Oltralpe, definitivamente allontanati. In questa cornice si inserisce la deduzione della colonia romana anche nella Val d\u2019Adige, che comportava l\u2019insediamento di cittadini romani con il conferimento della cittadinanza e di terre.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sistema, utilizzato fin dall\u2019epoca repubblicana, prevedeva inizialmente l\u2019attribuzione collettiva dei fondi, di solito due iugeri a testa. Successivamente si pass\u00f2 alla assegnazione viritana, che distribuiva ager publicus a singoli cittadini, spesso veterani, senza fondare una nuova colonia ma con pari effetto romanizzante. La terra non distribuita rimaneva propriet\u00e0 dell\u2019imperatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le colonie di diritto romano comprendevano almeno 300 coloni e occupavano terre confiscate alle popolazioni sconfitte. I coloni erano obbligati al servizio militare e mantenevano la cittadinanza romana. Tali insediamenti avevano anche lo scopo di controllare i confini (nasce con i Romani la vocazione di \u201csentinella\u201d territoriale del Trentino-Alto Adige) con il tempo acquisivano lo status di municipium.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro caso, la fondazione del Municipium Tridentinum (corrispondente non solo alla citt\u00e0 di Trento ma alla successiva diocesi di Trento) testimonia questa dinamica. \u00c8 ormai ampiamente accettato che la Bassa Atesina, almeno fino a Bolzano e probabilmente fino alla Val Venosta, fosse parte integrante di questo municipio, e quindi oggetto di intensi insediamenti romani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono le prove di ci\u00f2? Innanzitutto, la straordinaria quantit\u00e0 di toponimi prediali in -anum (dal nome del possessore latino), che compaiono dal Roveretano alla Val di Fiemme e in Val d\u2019Adige. Tra i pi\u00f9 noti: Andriano, Foiana, Albiano, Barbiano, Cornaiano, Appiano, Grissiano, Sirmiano, Torlano, Vezzano e il discusso Lavesanum, che alcuni autori identificano con l\u2019odierna Laives &#8211; forse da un originario Lavises, trasformato poi in in una delle numerose varianti gotico-longobarde-bavare che sfociarono nel moderno Leifers.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo, inoltre, grazie a un\u2019iscrizione di Caio Valerio Mariano, che la colonia atesina fu denominata Papiria, dal nome della gens Papiria, una nobile famiglia romana a cui era stata affidata l\u2019assegnazione delle terre (ager Papirius).<\/p>\n\n\n\n<p>Curiosamente, nella zona tra la piana Rotaliana e Bolzano non si registrano prediali \u2013 ad eccezione dell\u2019area attorno a Egna-Ora (con Casignano, Mazzano e Pinzano) \u2013 probabilmente perch\u00e9 all\u2019epoca la Val d\u2019Adige era in gran parte paludosa e inadatta alla colonizzazione agricola.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la funzione principale di questi insediamenti atesini era garantire il controllo della via Claudia Augusta, arteria militare e commerciale essenziale tra l\u2019Italia e le province germaniche. Lungo questa via si insediarono coloni, agricoltori, artigiani, veterani e famiglie romane, contribuendo alla completa romanizzazione della regione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 212 d.C., con una lungimiranza rara ai nostri giorni, l\u2019imperatore Caracalla (il cui nome completo era Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto) promulg\u00f2 la Constitutio Antoniniana, un editto rivoluzionario che estese la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi dell\u2019Impero, ad eccezione dei cosiddetti peregrini dediticii (stranieri sottomessi senza patti). 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