{"id":13503,"date":"2025-06-26T02:00:00","date_gmt":"2025-06-26T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13503"},"modified":"2025-06-25T09:22:19","modified_gmt":"2025-06-25T08:22:19","slug":"il-paese-di-montagna-e-castel-denna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/06\/26\/il-paese-di-montagna-e-castel-denna\/","title":{"rendered":"Il paese di Montagna e Castel d\u2019Enna"},"content":{"rendered":"\n<p>Montagna \u00e8 un comune di 1.751 abitanti il cui toponimo \u00e8 attestato come Montana nel 1215, come Montagna nel 1234 e come villa Muntagne nel 1307. Esso deriva dal latino muntanea, ossia \u201cdi monte\u201d. Nel 1435 l\u2019insediamento fu chiamato invece Mont\u00e6ny. Il paese merita di essere visitato per le strutture preistoriche e per le antiche vestigia altomedievali e medievali: Castelfeder infatti \u00e8 un insediamento preistorico e romano su una collina di porfido, strategicamente importante, che costituisce una cupola spaziosa a struttura multipla. Ci sono poi: il \u201cCastello superiore\u201d (in tedesco Oberburg, che sorge a circa 190 metri sul fondovalle ed \u00e8 situato a 405 metri sul livello del mare), la chiesa di Pinzano (Pinzon) che come altare pu\u00f2 vantare il trittico del Maestro Hans Klocker da Bressanone,&nbsp; e infine Castel d\u2019Enna Schloss Enn.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine non fa male ricordare che nella frazione comunale di Gleno risiedette Ettore Tolomei (1865-1952), il senatore nazionalista italiano massimo artefice dell\u2019italianizzazione della toponomastica germanofona del Tirolo meridionale a seguito dell\u2019annessione all\u2019Italia. Egli riposa nel locale cimitero: dagli anni sessanta in poi la sua tomba venne ripetutamente fatta oggetto di atti vandalici da parte dei gruppi irredentisti locali (quali il Befreiungsausschuss S\u00fcdtirol) ed \u00e8 pertanto sorvegliata costantemente dalle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stemma del paese raffigura un leone d\u2019argento e gli artigli d\u2019oro, su sfondo azzurro: \u201cD\u2019azzurro, al leopardo illeonito d\u2019argento, con le branche d\u2019oro\u201d. Adottato dal comune di Montagna nel 1967 esso era l\u2019insegna dei Signori di Enn. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Svettante sul comune di Montagna si erge dunque il magnifico Castel d\u2019Enna. Il castello sorse attorno al XII secolo come castello-recinto, contenente verosimilmente un palazzo baronale.Costruito dalla famiglia d\u2019Enna, venne da loro utilizzato come residenza. A causa per\u00f2 dell\u2019espulsione di questa famiglia da parte del conte Mainardo II, il castello pass\u00f2 in mano a diversi proprietari e negli anni vennero eseguiti diversi lavori di ristrutturazione.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del XVI secolo apparteneva a Blasius Anich, giudice distrettuale di Egna, e fu modificato su imposizione diretta dell\u2019imperatore Massimiliano. Queste modifiche riguardavano il portone interno, la cappella, gli angoli dei fabbricanti, alcune stanze interne e le pareti dei locali (che ricevettero un rivestimento ligneo). Inoltre fu anche rifatta la sala grande, mantenutasi inalterata fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1648 il Castel d\u2019Enna venne infine venduto al veneziano Pietro Albrizzi, e nel 1880 i suoi successori si occuparono della sua totale ristrutturazione. Solamente nel 1880 l\u2019edificio fu sottoposto ad un profondo restauro in stile neogotico, su progetto dell\u2019architetto Otto Schmid. Questi lavori cambiarono molto l\u2019aspetto dell\u2019edificio, aggiungendo alcune torrette, erker, guglie, pinnacoli, abbaini, la cinta esterna e il mastio. La famiglia Zenobio Albrizzi ne \u00e8 a tutt\u2019oggi proprietaria. Il castello possiede un importante archivio storico, risalente al Quattrocento, che oggi si trova parzialmente depositato presso il Palazzo Albrizzi in Venezia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Castel d\u2019Enna venne anche utilizzato in passato come tribunale e nelle sue segrete venivano torturati i prigionieri. I loro gemiti e i loro lamenti si sentivano fino al paese e per questo motivo vi sono alcune leggende legate a queste rovine. Per esempio si dice che nell\u2019XI secolo tre cavalieri fossero stati imprigionati per aver ucciso con perfidia il Conte Enrico di Appiano. Vennero quindi duramente condannati ed espiarono al tempo la loro azione. Tuttavia sembra che anche dopo la morte non abbiano trovato pace perch\u00e9 si dice che i loro spiriti vaghino ancora nel castello in attesa della loro redenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montagna \u00e8 un comune di 1.751 abitanti il cui toponimo \u00e8 attestato come Montana nel 1215, come Montagna nel 1234 e come villa Muntagne nel 1307. Esso deriva dal latino muntanea, ossia \u201cdi monte\u201d. Nel 1435 l\u2019insediamento fu chiamato invece Mont\u00e6ny. 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