{"id":13505,"date":"2025-06-26T02:25:00","date_gmt":"2025-06-26T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13505"},"modified":"2025-06-25T09:24:21","modified_gmt":"2025-06-25T08:24:21","slug":"il-pensiero-lento-profondoe-dolce-di-alexander-langer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/06\/26\/il-pensiero-lento-profondoe-dolce-di-alexander-langer\/","title":{"rendered":"Il pensiero lento, profondo e dolce di Alexander Langer"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il tratto che pi\u00f9 caratterizza la personalit\u00e0 di Alex Langer \u2013 e che pi\u00f9 ci manca \u2013 \u00e8 la libert\u00e0 di pensiero. Una libert\u00e0 autentica, capace di andare oltre schemi preconcetti, pregiudizi, posizioni condizionate al senso di appartenenza. Un pensiero critico, non distruttivo, curioso. Idee che volevano poter abitare la realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno, per crearsi un alibi, lo defin\u00ec un \u201cbastian contrario\u201d, ma non lo era affatto. Di fronte a una realt\u00e0 segnata dal male, cercava le vie alternative. In questi trent\u2019anni che ci separano dal suo tragico addio (3 luglio 1995), credo non ci sia stata occasione importante in cui non mi sia chiesto io stesso quali domande si sarebbe posto Alex. Non quali risposte. Quali domande.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo tutti quelle parole pronunciate, non a caso, ad Assisi, in alternativa alla cultura della superficialit\u00e0 efficientista: \u201cIo vi propongo il lentius, profundius e soavius, cio\u00e8 di capovolgere ognuno di questi termini [Citius, altius, fortius: pi\u00f9 veloci, pi\u00f9 in alto, pi\u00f9 forte, ndr.], pi\u00f9 lenti invece che pi\u00f9 veloci, pi\u00f9 in profondit\u00e0, invece che pi\u00f9 in alto e pi\u00f9 dolcemente o pi\u00f9 soavemente invece che pi\u00f9 forte, con pi\u00f9 energia, con pi\u00f9 muscoli, insomma pi\u00f9 roboanti. Con questo motto non si vince nessuna battaglia frontale, per\u00f2 forse si ha il fiato pi\u00f9 lungo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fiato e il pensiero lungo, in un mondo che, gi\u00e0 allora, si avviava alla pratica del pensiero breve, perdendo testa, fiato e cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Passava da una parte all\u2019altra, Alex, non come fanno gli opportunisti voltagabbana, ma perch\u00e9 bisogna essere \u201cmediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera\u201d. Perch\u00e9 occorrono \u201ctraditori della compattezza etnica\u201d, o di qualsiasi altro tipo di appartenenza che disumanizza quando antepone l\u2019io, il gruppo, alla comune natura umana (e non solo). Traditori \u201cma non transfughi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Langer fu un uomo dal pensiero libero. Non vincolato a un\u2019ideologia, non chiuso nella gabbia di un\u2019appartenenza etnica, privo di pregiudiziali e di tab\u00f9, come nel campo della bioetica, della pace, della politica. Non un fanatico con la verit\u00e0 in tasca, ma l\u2019uomo delle domande che possono far male, in primo luogo a chi le pone. E che a volte, per un maledetto istante, tolgono il fiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tratto che pi\u00f9 caratterizza la personalit\u00e0 di Alex Langer \u2013 e che pi\u00f9 ci manca \u2013 \u00e8 la libert\u00e0 di pensiero. Una libert\u00e0 autentica, capace di andare oltre schemi preconcetti, pregiudizi, posizioni condizionate al senso di appartenenza. Un pensiero critico, non distruttivo, curioso. Idee che volevano poter abitare la realt\u00e0. 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