{"id":13524,"date":"2025-06-26T02:00:00","date_gmt":"2025-06-26T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13524"},"modified":"2025-06-26T07:16:44","modified_gmt":"2025-06-26T06:16:44","slug":"i-confini-ed-i-popoli-nella-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/06\/26\/i-confini-ed-i-popoli-nella-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"I confini ed i popoli nella Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019invenzione dei confini risale probabilmente all\u2019epoca in cui scomparve il nomadismo dei cacciatori e raccoglitori e si diffuse capillarmente l\u2019agricoltura. Da allora gli esseri umani hanno passato buona parte del loro tempo a delimitare e difendere porzioni pi\u00f9 o meno grandi di territorio.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A nulla sono valse le straordinarie scoperte scientifiche degli ultimi millenni, che hanno consentito lo sviluppo di tecnologie rivoluzionarie in molti settori, come per esempio i trasporti e le comunicazioni. Stiamo andando rapidamente verso un\u2019epoca in cui la fisica quantistica grazie alla conoscenza delle caratteristiche imprevedibili di particelle infinitesimali stravolger\u00e0 per sempre la nostra concezione della realt\u00e0 \u2013 ma le leggi della geopolitica e i suoi interpreti \u201cmoderni\u201d rimangono quelli dell\u2019et\u00e0 della pietra, quando si difendevano i \u201csacri confini\u201d a mani nude o con la clava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra piccola terra \u00e8, da questo punto di vista, un caso esemplare. Da quando i Romani ritirarono le proprie insegne, la regione fu esposta a ripetute ondate migratorie. I primi ad arrivare furono gli Ostrogoti di Teodorico e i&nbsp; Longobardi, ma il loro impatto fu tutto sommato moderato. I Goti, stanziati con il consenso di Bisanzio \u2013 tanto che il loro re Teodorico si riteneva il nuovo imperatore romano d\u2019occidente \u2013 , si limitarono a fornire il ceto dirigente senza alterare la composizione etnica. I Longobardi, pur affermatisi pi\u00f9 stabilmente, finirono col latinizzarsi nel corso dei secoli e divennero di fatto gli antagonisti dei Teutisci. Diverso fu l\u2019effetto dell\u2019arrivo silenzioso ma determinante dei Bavari a partire dall\u2019VIII secolo: essi penetrarono lentamente nella \u201ccarne\u201d del fondovalle, portando mutamenti profondi, soprattutto nella struttura insediativa e linguistica. Saranno proprio loro, insieme agli altri popoli pi\u00f9 o meno numerosi presenti sul territorio, a costituire, nel corso del tempo, la base della nuova popolazione alpina poi denominata tirolese dopo il XII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa venivano a cercare i Bavari da queste parti? A differenza di Goti e Longobardi \u2013 popoli guerrieri che conquistarono interi regni \u2013 i Bavari non imposero un dominio politico. Essi stessi erano il frutto di una mescolanza fra antichi Celti Boi e le residue popolazioni romaniche d\u2019Oltralpe; certo \u00e8 che, spinti dai Franchi di Carlo Magno, nuovi padroni dell\u2019Europa in via di formazione, che si imposero sui Longobardi nel 774, si stanziarono lungo gli itinerari alpini, con il compito di presidiare territori disordinati e spesso infestati da predoni.<\/p>\n\n\n\n<p>La valle dell\u2019Adige era allora popolata da comunit\u00e0 romaniche e si parlava un latino volgare. Anche la scrittura ufficiale era quella latina: persino i Longobardi ricorrevano a scrivani latini per mettere per iscritto le proprie leggi tramandate in via orale. Fino al Mille, la documentazione era latina. Solo dal XII secolo iniziano a comparire nei documenti i primi toponimi e nomi personali in lingua germanica, specificati come \u201cvulgariter\u201d o \u201cteutonice\u201d. Il tedesco scritto appare dal tardo XIII secolo; ma il latino rimane per secoli la lingua dell\u2019amministrazione, mentre tra le mura domestiche si parlava romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>I Bavari penetrarono come una freccia nel cuore della Bassa Atesina romana, lasciando intatte le valli laterali come la Val di Non e la Val di Fiemme. Qui lavoravano le vigne per conto dei grandi monasteri e dei possidenti bavaresi che erano diventati i proprietari di molte tenute. Il vino atesino era molto apprezzato oltre le Alpi e contribu\u00ec, forse pi\u00f9 delle armi, all\u2019affermazione dei nuovi dominatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confine etnico tra Bavari e Longobardi, entrambi popoli germanici ma di diversa origine e approccio, si stabil\u00ec lungo l\u2019Adige: riva sinistra ai Bavari, riva destra ai Longobardi. In direzione est-ovest, da Aldino il confine scendeva a Bronzolo e proseguiva fino a Castel Firmiano. Non era dunque, come spesso si crede, tra Mezzolombardo e Mezzotedesco \u2013 nomi attestati solo dal XVI secolo \u2013 dove si parlava semplicemente di \u201cMezum\u201d, centro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019invenzione dei confini risale probabilmente all\u2019epoca in cui scomparve il nomadismo dei cacciatori e raccoglitori e si diffuse capillarmente l\u2019agricoltura. 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