{"id":13590,"date":"2025-07-10T02:00:00","date_gmt":"2025-07-10T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13590"},"modified":"2025-07-08T11:30:00","modified_gmt":"2025-07-08T10:30:00","slug":"lagricoltura-biologica-ante-litteram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/07\/10\/lagricoltura-biologica-ante-litteram\/","title":{"rendered":"L\u2019agricoltura biologica\u00a0ante litteram\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Novecento pu\u00f2 considerarsi il secolo della ricerca e della sperimentazione agricola. Donne come Lady Eve Balfour o Olivia Rossetti Agresti avevano cambiato il concetto stesso di agricoltura e di prodotto della terra, con azioni pionieristiche di grande importanza che restarono nella storia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn suolo sano \u00e8 il fondamento di tutta l\u2019agricoltura\u201d. Concentrandosi sulla vita del suolo, le pratiche biologiche creano agroecosistemi equilibrati a beneficio sia degli agricoltori che dell\u2019ambiente, cos\u00ec la pensava Lady Eve Balfour, un\u2019agricoltrice visionaria, educatrice e sostenitrice dell\u2019agricoltura biologica che ha trasformato gli atteggiamenti nei confronti dell\u2019agricoltura sostenibile. Acquistato Haughley Green Farm, una fattoria abbandonata di 93 acri nel Suffolk, in Inghilterra, nel 1939, e vi condusse i primi confronti scientifici a lungo termine tra agricoltura biologica e chimica. La sua ricerca rivoluzionaria dimostr\u00f2 che i metodi biologici possono eguagliare le rese convenzionali, migliorando al contempo la fertilit\u00e0 del suolo e il valore nutrizionale degli alimenti. Balfour document\u00f2 le sue scoperte nel suo influente libro \u201cThe Living Soil\u201d,&nbsp;pubblicato nel 1943.&nbsp;La sua ricerca ha dimostrato i benefici ambientali ed economici delle pratiche biologiche ed \u00e8 diventata una delle principali sostenitrici dell\u2019agricoltura sostenibile. Il libro&nbsp;scaten\u00f2 un vero e proprio movimento presentando l\u2019agricoltura biologica non solo come una filosofia astratta, ma come un sistema agricolo praticabile e produttivo fondato sulla scienza. Fond\u00f2 The Soil Association, con la quale guid\u00f2 l\u2019adozione delle pratiche biologiche. Grazie alla sua instancabile difesa, fu considerata la madre del movimento biologico. Mary de Rachewiltz fu fra gli iscritti alla British Soil Association e ne applic\u00f2 a Brunnenburg i principi. Lady Balfour stessa visit\u00f2 e soggiorn\u00f2 a Brunnenburg.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mary de Rachewiltz aveva infatti deciso &#8211; fin dalla met\u00e0 degli anni Quaranta &#8211; che fra le mura di Brunnenburg avrebbe portato avanti le istanze apprese ai corsi sul metodo colturale di Giulio del Pelo Pardi presso la Federazione Nazionale dei dottori in scienze agrarie, l\u2019agricoltura biologica di Lady Balfour, gli studi di&nbsp;Ronald Duncan e l\u2019esperienza con gli aceri da zucchero fatta da Helen e Scott Nearing. Helen era cresciuta in una famiglia teosofista&nbsp;e fu vegetariana per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1934, la coppia lasci\u00f2 New York per Winhall, in&nbsp;Vermont, dove acquistarono un grande tratto di foresta per 2200 dollari e una fattoria di medie dimensioni per 2500 dollari. Desideravano vivere una vita pi\u00f9 \u201csignificativa\u201d, migliorare la loro salute e distanziarsi dalla societ\u00e0 moderna.Nel loro podere condussero un\u2019esistenza in gran parte ascetica e autosufficiente, coltivando gran parte del loro cibo e costruendo nove edifici in pietra in due decenni. Si guadagnavano da vivere producendo sciroppo e zucchero d\u2019acero dagli alberi del loro terreno e attraverso occasionali conferenze a pagamento di Scott Nearing.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mary si interess\u00f2 agli scritti di Olivia Rossetti Agresti, co-fondatrice della Fao, su come combattere la fame nel mondo aggiornandosi sulle sperimentazioni Fao ed entr\u00f2 a far parte della&nbsp;Soil Association&nbsp;di Lady Eve Balfour,. Mary piant\u00f2 a Brunnenburg aceri da zucchero e si adoper\u00f2 affinch\u00e9 questi alberi di grande bellezza e di utilit\u00e0 per l\u2019alimentazione umana, venissero piantati in via sperimentale in Alto Adige e in altre parti d\u2019Italia. In un tempo in cui il mais dolce veniva utilizzato esclusivamente come mangime per gli animali, Mary portava in tavola le pannocchie utilizzandole come un cibo altamente nutriente e dal sapore delizioso.<br>La vita agricola Mary l\u2019aveva vissuta fin da piccola a Gsis al maso Sama dove era cresciuta, nella sua adolescenza all\u2019esperienza pusterese si era unita quella sul Mugello nella residenza estiva del collegio La Quite di Firenze che Mary frequent\u00f2.&nbsp;<br>Furono i metodi improntati alla sostenibilit\u00e0 e all\u2019autosufficienza, come l\u2019allora nascente agricoltura biologica, organica e rigenerativa esposte nelle riviste inglesi come \u201cThe Farmer\u201d, tedesche come \u201cOrganischer Landbau\u201d e italiane come \u201cL\u2019Agricoltura\u201d a colpire gli interessi di Mary informata anche sulle ricerche che in campo alimentare compiva la Fao. Gli aceri da zucchero ne furono un esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Novecento pu\u00f2 considerarsi il secolo della ricerca e della sperimentazione agricola. Donne come Lady Eve Balfour o Olivia Rossetti Agresti avevano cambiato il concetto stesso di agricoltura e di prodotto della terra, con azioni pionieristiche di grande importanza che restarono nella storia. \u201cUn suolo sano \u00e8 il fondamento di tutta l\u2019agricoltura\u201d. 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