{"id":13705,"date":"2025-07-24T02:00:00","date_gmt":"2025-07-24T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13705"},"modified":"2025-07-24T10:32:43","modified_gmt":"2025-07-24T09:32:43","slug":"antonio-manfredi-poeta-pittore-critico-darte-e-cinematografico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/07\/24\/antonio-manfredi-poeta-pittore-critico-darte-e-cinematografico\/","title":{"rendered":"Antonio Manfredi: poeta, pittore,\u00a0critico d\u2019arte e cinematografico"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La presenza di Antonio Manfredi a Merano fu un prezioso apporto alla vita culturale in citt\u00e0. Con i suoi numerosi contatti riusciva a far giungere in questa contrada molto di quanto si andava producendo nei maggiori centri intellettuale italiani: idee, tendenze, libri, personaggi. \u00c8 Mary de Rachewiltz a mettere a fuoco la sua figura e il suo spessore con la sapienza dell\u2019intellettuale e l\u2019affetto di chi ebbe modo di conoscerlo e frequentarlo: \u201cPer quarant\u2019anni non si \u00e8 mai lasciato sfuggire un libro importante per l\u2019Italia, con ci\u00f2, pur senza cattedra, a gente come noi sperduti nei remoti angoli della provincia, maestro e guida silenziosa\u201d.\u00a0 Poeta noto ed apprezzato a livello internazionale, le sue raccolte di poesie erano state pubblicate dalle case editrici pi\u00f9 prestigiose.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era nato a Viareggio il 10 agosto del 1912 da una famiglia che, proprietari di cave, avevano subito un tracollo finanziario di proporzioni importanti con la crisi del Ventinove. Nipote del noto scultore Emanuele Baratta, ne eredit\u00f2 la creativit\u00e0 e il bisogno di bellezza. Ottenuta la laurea in legge, la necessit\u00e0 impellente di trovare un lavoro lo condusse a lasciare la propria citt\u00e0 natale per trasferirsi a Merano, dove si impieg\u00f2 in Comune in qualit\u00e0 di archivista. Trov\u00f2 dimora presso Frau Pircher in via Zingerle, dove abitava anche Anton Fr\u00fchauf, e vi rest\u00f2 sino al 1967 quando spos\u00f2 Lidia Borin.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente allo studio, prima, e al lavoro, poi, aveva sempre coltivato le sue due pi\u00f9 grandi passioni: la poesia e la pittura. Nel 1947 giunse il primo riconoscimento internazionale: vinse il Premio Internazionale di Poesia \u201cLibera Stampa\u201d di Lugano. Il premio gli permise di essere economicamente autonomo decidendo di lasciare l\u2019impiego in comune. Per un certo periodo insegn\u00f2 anche Italiano Seconda Lingua nelle scuole tedesche. Qualche tempo dopo gli proposero di lavorare alla COMIT a Milano. Gli anni milanesi non furono sempre facili giacch\u00e9 quel lavoro non era di suo gradimento, ma l\u2019ambiente intellettuale effervescente gli offr\u00ec importanti sollecitazioni. Numerose furono le amicizie colte che l\u00ec pot\u00e9 stringere e che si mantennero vivide e profonde nel corso degli anni: da Sereni a Solmi, da Borlenghi a Erba, Morlotti, Scheiwiller, Fortini. Per non dimenticare la figura politicamente complessa e culturalmente poliedrica del banchiere mecenate Raffaele Mattioli. Presto giunse anche una nuova proposta di lavoro da parte della Radio Svizzera Italiana, un incarico come corrispondente letterario per il Nord-Est d\u2019Italia, che egli accett\u00f2 con entusiasmo. Si trattava, infatti, di inviare settimanalmente pezzi per la radio di Lugano: un lavoro che lo impegn\u00f2 per pi\u00f9 di un intenso trentennio. Era Eros Bellinelli la persona di riferimento col quale Manfredi si confrontava sui testi che inviava e che divenne poi un caro amico. Questo incarico conviveva con la sua quotidianit\u00e0 meranese e la arricchiva. Nel corso degli anni collabor\u00f2 pure con numerose riviste letterarie fra le quali \u201cLetteratura\u201d, \u201cApprodo Letterario\u201d, \u201cIl Mondo\u201d, \u201cLa rassegna d\u2019Italia\u201d, \u201cLetteratura moderna\u201d, \u201cLa Chimera\u201d, \u201cAlmanacco dello specchio\u201d, \u201cParagone\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Merano fu amico di Giuseppe Maviglia, Luigi Serravalli, Boris e Mary de Rachewiltz, Bruno Iori per citare solo alcuni fra gli intellettuali e i promotori culturali cittadini. Nell\u2019amicizia, come ebbe a scrivere Mary de Rachewiltz, Manfredi era \u201cl\u2019amico che tutti sognano: discreto, gentile, costante e puntuale\u201d. Partecip\u00f2 attivamente alla vita culturale meranese collaborando all\u2019organizzazione di mostre, scrivendone recensioni o veri e propri cataloghi, come fu per le personali di Marcucci, Morlotti, Birolli e Kuperion, pubblicati per i tipi di Scheiwiller \u201cAll\u2019insegna del pesce d\u2019oro\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presenza di Antonio Manfredi a Merano fu un prezioso apporto alla vita culturale in citt\u00e0. 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