{"id":1371,"date":"2021-01-14T09:04:00","date_gmt":"2021-01-14T09:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1371"},"modified":"2021-02-15T09:10:39","modified_gmt":"2021-02-15T09:10:39","slug":"ledificazione-del-primo-grattacielo-della-citta-di-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/14\/ledificazione-del-primo-grattacielo-della-citta-di-bolzano\/","title":{"rendered":"L\u2019edificazione del primo \u201cgrattacielo\u201d della citt\u00e0 di Bolzano"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 18 maggio 1949 il consiglio comunale di Bolzano decide che, dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale e dopo le forzature del regime fascista, c\u2019\u00e8 bisogno di ripensare e di riqualificare lo spazio urbano. Il primo atto sar\u00e0 quello di tracciare un nuovo asse viario che colleghi piazza Walther con piazza Verdi e via Marconi. La nuova strada verr\u00e0 chiamata via Alto Adige, come atto di convivenza pacifica dei tre gruppi etnici presenti nel nostro territorio. In diverse fasi troveranno in essa posto la Stazione delle Autocorriere, l\u2019autorimessa, l\u2019Hotel Alpi e altri edifici di prestigio progettati da Armando Ronca. Ma la vera rivoluzione urbana avverr\u00e0 proprio nel cuore del centro storico. Nella primavera del 1950 viene demolita la d\u00e9pendance degli Hotel Posta ed Europa in piazza Sernesi, oggi piazza Universit\u00e0. Al suo posto sorger\u00e0 il primo vero e proprio \u201cgrattacielo\u201d di Bolzano, progettato dall\u2019architetto Luis Plattner, che formatosi a Monaco da quella citt\u00e0 riporter\u00e0 le influenze del razionalismo tedesco. L\u2019 edificio risentir\u00e0 comunque delle indicazioni dettate da Le Corbusier e da altri architetti e urbanisti sul modello della \u201ccitt\u00e0 verticale\u201d ipotizzata, e in parte realizzata Oltreoceano, nel corso del XX secolo. Il corpo dell\u2019edificio principale si innalza per oltre dodici piani, e dopo secoli stravolger\u00e0 lo skilinie della citt\u00e0. Fino a quella data infatti, il manufatto architettonico pi\u00f9 alto, che lambiva i cieli di Bolzano, era la torre campanaria del Duomo. Al grattacielo vengono affiancati due corpi di edifici, dove al piano terra, troveranno posto prestigiosi negozi di moda e quant\u2019altro. Il complesso edilizio chiamato Belvedere ha una visuale privilegiata sulla citt\u00e0 e il suo grande attico ne fa il giusto compendio. Il gusto architettonico \u00e8 tutto degli anni \u201850, ma anche le rifiniture e gli elementi di arredo ci risultano oggi, di sapore del tutto \u201cvintage\u201d. L\u2019archetipo del nuovo che condurr\u00e0 Bolzano verso la modernit\u00e0. Ben presto tale manufatto diventer\u00e0 un prototipo edilizio per tutta la nuova architettura urbana. In via Marconi Ronca, nel 1953, riproporr\u00e0 un complesso edilizio analogo. A questo ne seguiranno altri, come il grattacielo di via Sassari, realizzato sempre da Armando Ronca nel 1956 per l\u2019Istituto delle Case popolari. Una visione della citt\u00e0 cambiata per sempre, privilegiando lo sviluppo della cubatura in verticale per lasciare maggiori spazi pubblici verdi e la possibilit\u00e0 di una maggiore abitabilit\u00e0 sociale e pi\u00f9 umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 maggio 1949 il consiglio comunale di Bolzano decide che, dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale e dopo le forzature del regime fascista, c\u2019\u00e8 bisogno di ripensare e di riqualificare lo spazio urbano. 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