{"id":13711,"date":"2025-07-24T02:00:00","date_gmt":"2025-07-24T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13711"},"modified":"2025-07-24T10:31:57","modified_gmt":"2025-07-24T09:31:57","slug":"i-baiuvari-tra-il-tirolo-il-trentino-e-il-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/07\/24\/i-baiuvari-tra-il-tirolo-il-trentino-e-il-veneto\/","title":{"rendered":"I Baiuvari tra il Tirolo, il Trentino e il Veneto"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le migrazioni sono tra i fenomeni pi\u00f9 profondi e duraturi della storia dell\u2019umanit\u00e0. In certi casi si tratt\u00f2 di invasioni violente (come quelle degli Ostrogoti o dei Longobardi, che occuparono gran parte della penisola italiana); in altri si tratto invece di insediamenti graduali e pacifici, che modificarono in profondit\u00e0 la struttura demografica, linguistica e culturale delle regioni alpine.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 rilevanti \u2013 e per certi versi ancora poco indagati \u2013 fu la migrazione dei Baiuvari che tra il VI e l\u2019VIII secolo riguard\u00f2 un territorio compreso tra l\u2019attuale Baviera, il Tirolo austriaco, il Trentino-Alto Adige e parte del Veneto settentrionale. I Baiuvari nacquero probabilmente tra il IV e il V secolo d.C. dalla fusione di residui elementi romanici e germanici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Furono alleati dei Franchi merovingi, e poi, nel 788, vennero incorporati nell\u2019Impero Carolingio da Carlo Magno, che costrinse il duca Tassilone III della dinastia degli Agilolfingi (tra l\u2019altro parente di Carlo da parte di madre e marito della figlia dell\u2019ultimo re dei Longobardi Desiderio) ad abdicare. Questo evento segn\u00f2 l\u2019inizio di un\u2019espansione&nbsp; franco-bavarese verso sud. Singolare la circostanza che qualche secolo dopo, nel 1027, anche i primi conti di Bolzano fossero di origine bavarese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla met\u00e0 del VI secolo, gruppi baiuvari cominciarono a migrare verso le Alpi e oltrepassarle. Le motivazioni principali furono, a parte il desiderio di nuove terre coltivabili e pascoli, il declino delle strutture tardo-romane e ostrogote e&nbsp; la necessit\u00e0 dei Franchi di presidiare le vie di comunicazione strategiche, come il passo del Brennero, il Resia e il Monte Croce Comelico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Tirolo settentrionale, i Baiuvari si insediarono nella valle dell\u2019Inn e nelle valli laterali. Nel Tirolo meridionale (oggi Alto Adige) e in Trentino, gli insediamenti furono inizialmente pi\u00f9 frammentati, ma comunque significativi. I Baiuvari si stabilirono in zone montane e periferiche (ma anche a Bolzano), spesso integrandosi con i Longobardi, a loro volta \u201cfusi\u201d con l\u2019antica popolazione romana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le aree pi\u00f9 importanti troviamo l\u2019Oltradige e la Bassa Atesina, le valli di Non e di Sole, l\u2019Alta Valsugana, le Giudicarie, l\u2019Altopiano di Pin\u00e8 (Miola, Faida, Montagna e Rizzolaga), il Fersental (Val dei Mocheni) con localit\u00e0 come Persen, Pal\u00f9 (Palau), Vignola, Frassilongo (Florutz), Roveda (Gereut), gli Altipiani cimbri con Lavarone (Lafraun), Luserna, Folgaria (Filgreit), Vallarsa (Brandtal), Terragnolo (Latal), Val Ronchi (Rauttal) e Roncegno (Rundscheiner Berg) sopra Borgo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I migranti germanici in queste zone vennero spesso chiamati Teutonici o Teutisci (todeschi), nomi generici che solo dal basso medioevo si trasformarono in Cimbri (senza alcun legame diretto con gli antichi Cimbri storici). A lungo, corsi d\u2019acqua come l\u2019Avisio (Eveys) furono considerati confini naturali tra il mondo linguistico latino e quello germanico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale per il Noce (Ulz), che segnava la linea di separazione politica e culturale tra la Contea del Tirolo e il Principato vescovile di Trento, quest\u2019ultimo inserito nel Sacro Romano Impero di Nazione Tedesca dal 1027 al 1803.<\/p>\n\n\n\n<p>I Baiuvari non si fermarono al Trentino. Giunsero, seppur in misura minore, anche nel Veneto alpino, soprattutto nel Bellunese, sugli altipiani vicentini e nelle montagne veronesi, dove la lingua tedesca si conserv\u00f2 fino al XV secolo e oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>I Baiuvari contribuirono in modo decisivo alla germanizzazione delle Alpi centro-orientali, lasciando una traccia linguistica, toponomastica e culturale che si riflette ancora oggi nella toponimia, nei dialetti e nella cultura alpina. La loro presenza fu fondamentale per la formazione dell\u2019identit\u00e0 tirolese, che si consolid\u00f2 solo nei secoli successivi, quando nel 1027 l\u2019Imperatore Corrado II concesse in feudo al vescovo di Trento i territori montani, riconoscendo formalmente una realt\u00e0 gi\u00e0 esistente \u201cde facto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le migrazioni sono tra i fenomeni pi\u00f9 profondi e duraturi della storia dell\u2019umanit\u00e0. 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