{"id":13773,"date":"2025-08-21T02:00:00","date_gmt":"2025-08-21T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13773"},"modified":"2025-08-20T16:08:00","modified_gmt":"2025-08-20T15:08:00","slug":"ciak-si-gira-nel-mondo-cinematografico-per-una-key-set","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/08\/21\/ciak-si-gira-nel-mondo-cinematografico-per-una-key-set\/","title":{"rendered":"\u201cCiak! Si gira\u201d: nel mondo cinematografico per una key set"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Maria Bernardi lavora nel mondo del cinema come key set costumer, ovvero colei che si occupa dei costumi sui set cinematografici, e in quest\u2019intervista ci fa dare uno sguardo nel backstage del suo lavoro.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il tuo percorso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono sempre immaginata di lavorare in ambiti artistici, ma il cinema \u00e8 arrivato casualmente. Ero a Milano a frequentare un corso intensivo di sartoria mentre continuavo a lavorare come stylist. Il Covid mi ha tagliato le gambe. Dopo un periodo di depressione ho deciso di iscrivermi alla Film Commission e sono stata contattata da Milena Canonero per un film che avrebbe girato in Alto Adige. Da qui \u00e8 iniziato il mio percorso, sul set ho conosciuto il covid manager che mi ha portato a Roma a lavorare in produzione. Da qualche anno sono tornata a fare costumi. Trovarmi in questo mondo mi ha fatto sentire per la prima volta nel posto giusto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 un Key Set Costumer?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La key set \u00e8 la figura che oltre a vestire gli attori e controllare la continuit\u00e0 e gli stadi di invecchiamento del costume, fa s\u00ec che il reparto costumi possa lavorare in modo efficiente sul set, coordinandosi con produzione e regia per gli spazi e i tempi che occorrono al reparto per svolgere il proprio lavoro, facilitando la lavorazione della giornata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che tipo di relazioni sviluppi con attori e attrici e registi\/e?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A me piace stabilire un rapporto di reciproca fiducia, mantenendo il giusto distacco e rispetto per il lavoro e gli spazi di tutti. Alcuni attori hanno pi\u00f9 bisogno di aprirsi e appoggiarsi alla nostra figura mentre altri preferiscono rimanere pi\u00f9 autonomi. \u00c8 un reparto delicato, ti relazioni con l\u2019attore in un momento di intimit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 mantenere un buon equilibrio. Con i registi invece il rapporto \u00e8 diverso: ogni indicazione per il reparto costumi sul set passa dal key set al costumista, quindi le interazioni con la regia sono continue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i progetti pi\u00f9 importanti a cui hai lavorato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ai costumi al momento Christopher Nolan. Trovarsi in una sorta di tempio sacro del cinema contemporaneo \u00e8 emozionante. Sul set stiamo facendo tutti il nostro lavoro e cerco di mantenere professionalit\u00e0, ma l\u2019aurea attorno a certe figure si percepisce. In produzione invece direi La Stranezza. \u00e8 stato un progetto molto difficile dal punto di vista logistico essendo pieno Covid, ma mi sono divertita moltissimo ed \u00e8 un film importante per me.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le maggiori differenze tra progetti italiani e non?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando ero in produzione ho lavorato per la maggior parte del tempo su film italiani. Alla BiBi Film devo tantissimo, \u00e8 quasi una famiglia. Con i costumi invece ho lavorato principalmente con produzioni estere che si sono appoggiate a service italiani. La principale differenza si sente a livello di paga: tendenzialmente un progetto americano ti paga di pi\u00f9 ma lavori molte pi\u00f9 ore, che di base sono gi\u00e0 dodici. Inoltre noi italiani siamo pi\u00f9 multitasking, tutti hanno vari ruoli, e tendiamo ad avere una maggiore gerarchia. Negli ambienti americani si tende a rimanere nel proprio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali competenze pensi siano indispensabili per questo lavoro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il requisito principale \u00e8 avere una passione molto grande: questa vita ti sfianca e richiede tanti sacrifici personali. Ogni progetto che inizi diventa la tua vita a 360 gradi finch\u00e8 non finisce. Ogni volta \u00e8 come creare una piccola famiglia che poi devi salutare; non c\u2019\u00e8 niente di glamour sui set cinematografici. Quando si finisce un progetto \u00e8 difficile uscire dalla bolla e tornare alla normalit\u00e0. C\u2019\u00e8 bisogno di tanto equilibrio. Inoltre serve essere in grado di ascoltare e osservare perch\u00e9 ti permette di anticipare l\u2019imprevedibilit\u00e0 del set. \u00c8 il lavoro pi\u00f9 bello del mondo, ma la situazione di crisi che sta affrontando il settore cinematografico mi spaventa. Spero di poter continuare a fare questa lavoro per sempre, \u00e8 un sogno che non sapevo di avere. Le persone a me pi\u00f9 vicine, che rimangono anche se non capiscono del tutto la mia vita, sono importantissime, senza il loro appoggio probabilmente non avrei continuato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Anna Michelazzi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><br><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Bernardi lavora nel mondo del cinema come key set costumer, ovvero colei che si occupa dei costumi sui set cinematografici, e in quest\u2019intervista ci fa dare uno sguardo nel backstage del suo lavoro.\u00a0 Qual \u00e8 stato il tuo percorso? Mi sono sempre immaginata di lavorare in ambiti artistici, ma il cinema \u00e8 arrivato casualmente. 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