{"id":13777,"date":"2025-08-21T02:00:00","date_gmt":"2025-08-21T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13777"},"modified":"2025-08-20T16:11:13","modified_gmt":"2025-08-20T15:11:13","slug":"il-paese-di-corces-e-le-sue-chiese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/08\/21\/il-paese-di-corces-e-le-sue-chiese\/","title":{"rendered":"Il paese di Corces e le sue chiese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La Val Venosta nasconde mille angoli da scoprire ed \u00e8 quindi consigliabile in ogni stagione, con queste giornate calde poi \u00e8 assolutamente preferibile ai nostri bellissimi centri urbani.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Corces (Kortsch) \u00e8 un piccolo paese adiacente a Silandro, solo la strada statale separa queste due localit\u00e0, indipendenti. Si estende sulla&nbsp;sinistra orografica, sul versante settentrionale della&nbsp;Valle dell\u2019Adige&nbsp;ai piedi del conoide detritico del Rio Gadria, uno dei conoidi alluvionali pi\u00f9 grandi d\u2019Europa,&nbsp;a circa 800 metri sul livello del mare, ai piedi delle pendici del Monte Mezzod\u00ec, in mezzo a meleti piantagioni di albicocche, vigneti e castagneti I confini di Corces sono il Rio Gadria a ovest, la linea ferroviaria&nbsp;e&nbsp;l\u2019Adige&nbsp;a est e a sud, nonch\u00e9 i masi sul&nbsp;Monte Sole&nbsp;a nord. Il paese \u00e8 diviso in villaggio inferiore e superiore, che sono separati dal Lahngraben. Il nome&nbsp;Kortsch&nbsp;fu menzionato per la prima volta nel 931 in un diploma del re franco&nbsp;Enrico I,&nbsp;a favore&nbsp;della chiesa episcopale di Frisinga,&nbsp;come&nbsp;Chorzes&nbsp;che probabilmente deriva dal termine latino&nbsp;curtes, maso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il paesaggio di Corces \u00e8 caratterizzato da un numero relativamente elevato di masi, che sono ancora conservati. Corces ha 1. 219 abitanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A tutt\u2019oggi sopravvivono numerose testimonianze dei secoli passati e della sua storia movimentata: sopra l\u2019abitato, vicino alla cappella di San Giorgio, \u00e8 stato scoperto un centro di fuga, che \u00e8 stato istituito nell\u2019et\u00e0 del bronzo. Per irrigare i prati, che si trovano intorno al paese, nell\u2019XI e XII secolo furono costruiti&nbsp;canali d\u2019irrigazione. Corces fu anche afflitto da epidemie di peste. Gran parte della sua popolazione mor\u00ec a causa delle epidemie di peste nel XIV e XVII secolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I luoghi storici e di culto sono la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Lorenzo, la Cappella di San Giorgio, la Cappella nei prati di Corces, il Sentiero del Rosario e la Chiesa di Sant\u2019Egidio.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;parrocchiale&nbsp;di Corces \u00e8 dedicata a San Giovanni Battista, fu costruita alla fine del XV secolo sulle fondamenta di un sacello precedente, del IX secolo, citato ancora nel 1432. Vi \u00e8 una fase costruttiva barocca e una settecentesca. L\u2019aula fu ampliata nel 1699 per far fronte alle necessit\u00e0 dei fedeli con la creazione di una seconda navata e nel 1765. Come tradizione la chiesa e attorniata dalle tombe del cimitero. La facciata \u00e8 a capanna e il portale laterale \u00e8 posto sul lato nord. L\u2019antica cappella cimiteriale gotica svolge oggi la funzione di&nbsp;sagrestia. La&nbsp;torre campanaria&nbsp;si alza in posizione arretrata rispetto al corpo di fabbrica ed \u00e8 unita alla chiesa all\u2019altezza del catino absidale poligonale. Risulta particolarmente interessante essendo stata elevata dalla base della torre primitiva nel 1597 ed avendo conservato il suo stile romanico. Sul campanile sono visibili l\u2019orologio e sotto di esso, una cornice affrescata, la scritta in caratteri gotici che ricorda i lavori del 1597.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnno 1597 Got dem Almechtigen zu Lob den heiligen Johannes den T\u00e4ufer zu Ehern hatt ain<br>ehrsam Gmein allhie Reich und arm disen Turn vom \u00e4lf claffter erhecht und den 9ten tag october volent so Gott belons allerhie und dortt\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnno 1597, a l\u2019Onnipotente per lodare il santo Giovanni Battista, una onorevole comunit\u00e0 qui, ricca e povera, ha eretto questo campanile alto e ha dedicato il 9 ottobre, se Dio vuole, qui e altrove.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno l\u2019aula si compone di due navate, l\u2019altare maggiore gotico \u00e8 quello a portelle un tempo parte della chiesa di Sant\u2019Egidio. Interessanti sono le opere contemporanee di due importanti artisti altoatesini: Karl Grasser autore dell\u2019altare marmoreo e Robert Scherer che realizz\u00f2 la vetrata policroma&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa romanica di Sant\u2019Egidio sorge come una chiesa rupestre sul pendio del&nbsp;Monte Sole in Val Venosta. Le pareti interne sono decorate con affreschi del XIII e XV secolo, mentre all\u2019esterno una grande immagine di San Cristoforo, realizzata attorno al 1330, orna la facciata meridionale. La torre campanaria risale al XIV secolo e fu realizzata in occasione dei lavori di ampliamento della chiesa romanica.<br>Gi\u00e0 in tempi remoti l\u2019uomo inizi\u00f2 a stabilirsi in questa posizione strategica con vista su tutta la valle. La presenza di popoli antichi \u00e8 testimoniata anche dal ritrovamento di resti di un insediamento preistorico nelle immediate vicinanze, chiamato dagli abitanti del posto \u201cSchatzknott\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Val Venosta nasconde mille angoli da scoprire ed \u00e8 quindi consigliabile in ogni stagione, con queste giornate calde poi \u00e8 assolutamente preferibile ai nostri bellissimi centri urbani.\u00a0 Corces (Kortsch) \u00e8 un piccolo paese adiacente a Silandro, solo la strada statale separa queste due localit\u00e0, indipendenti. Si estende sulla&nbsp;sinistra orografica, sul versante settentrionale della&nbsp;Valle dell\u2019Adige&nbsp;ai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13754,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[229],"class_list":["post-13777","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-invito-alla-scoperta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13777"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13778,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13777\/revisions\/13778"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}