{"id":13790,"date":"2025-08-21T02:00:00","date_gmt":"2025-08-21T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13790"},"modified":"2025-08-21T08:30:48","modified_gmt":"2025-08-21T07:30:48","slug":"bruno-jori-un-cineasta-a-merano-nelle-parole-di-antonio-manfredi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/08\/21\/bruno-jori-un-cineasta-a-merano-nelle-parole-di-antonio-manfredi\/","title":{"rendered":"Bruno Jori: un cineasta a Merano nelle parole di Antonio Manfredi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u00c8 attraverso le parole di Antonio Manfredi che affiorano i contorni di un ritratto culturale e umano di Bruno Jori. I due, amici fraterni, trascorrevano molto tempo insieme: per vent\u2019anni un appuntamento quotidiano &#8220;al caff\u00e8, alle diciassette&#8221;, li vedeva impegnati in lunghe discussioni in cui prendevano corpo progetti e nuove idee per filmati, documentari, poesie e arte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se le Passeggiate Lungopassirio li avevano visti camminare insieme ancora immersi nelle loro disquisizioni artistiche ora ne consentono la vicinanza come a riprendere idealmente il discorso tragicamente interrotto il 6 ottobre 1970, quando Bruno Jori,\u00a0 costretto da un dolore lancinante alla testa, salut\u00f2 gli amici al caff\u00e8 e fece frettolosamente rientro a casa: &#8220;Eri appena rientrato da Roma, dove avevi montato i tuoi ultimi servizi per la TV, dovevi ripartire dopo poco perch\u00e9 altro lavoro t\u2019aspettava. &#8216;A domani, ci vediamo in questi giorni finch\u00e9 sono ancora qua&#8217;.&#8221;\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno Jori era nato a Merano il 21 dicembre di un anno, il 1922, che era stato foriero di grandi capovolgimenti politici per la citt\u00e0, la regione e in realt\u00e0 per l\u2019Italia tutta. La mamma Erminia Zak aveva dato alla luce anche altri due fratelli Enrico ed Aldo. Bruno aveva frequentato il Liceo classico e si era accostato al cinema quando in citt\u00e0 non era possibile reperire n\u00e9 riviste, n\u00e9 pubblicazioni d\u2019argomento e girare un film poteva sembrare una follia. Dalle parole di Manfredi apprendiamo che Jori era giunto al cinema passando attraverso la lettura di libri fondamentali come \u201cFilm Technique and Film Acting\u201d, del teorico del film e regista sovietico Vsevolod Illarionivi\u0109 Pudovkin e di quelli di Sergej Michajlovi\u0109 Ejzenstein, teorico del cinema, regista e sceneggiatore russo, famoso per l\u2019uso innovativo del montaggio e per il film \u201cLa corazzata Pot\u00ebmkin.\u00a0 &#8220;Per te il cinema era un atto di vita e questa vita tu desideravi chiamarla, come la tua sensibilit\u00e0 esigeva, &#8216;poesia&#8217;&#8221;.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Non ancora ventenne Jori, non solo aveva maturato la sua passione per il cinema riuscendo a mettere insieme una collezione miscellanea di filmati sia in 35 millimetri, che muto che film tanto da riuscire a costituire quasi un piccolo archivio di storia del cinema, ma aveva anche iniziato la sua sperimentazione cinematografica con alcuni filmanti amatoriali. Immediatamente dopo la guerra aveva realizzato il suo primo cortometraggio&nbsp; \u201cDracula\u201d. Cercando la propria strada si era iscritto dapprima a Medicina e quindi a Legge, optando infine per la cinepresa e facendo della sua grande passione l\u2019impegno di una vita.&nbsp; In quel dopoguerra meranese Jori condivideva la sua passione con Mario Deghenghi e Karl Schedereit . Con quest\u2019ultimo egli realizz\u00f2: \u201cKleinstadttheather\u201d e \u201cLa Clinica del libro\u201d. A Verona ebbe modo di lavorare presso il produttore Bertolazzi, imparando il ruolo dell\u2019aiuto regista, e iniziando a muoversi a passo sicuro nel mondo dei documentari e dei filmati pubblicitari. Tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, infatti, produsse: \u201cVivere sul Fiume\u201d, \u201cArtigianaro in Alto Adige\u201d, \u201cNotti Fassane\u201d, \u201cUno straniero in Germania\u201d. All\u2019inizio degli anni Sessanta lavor\u00f2 a Monaco per la televisione tedesca con i produttori Bruno Zockler e Walter Leckenbusch come regista documentarista. Il successo e la notoriet\u00e0 giunsero nel 1964 con il film \u201cBagnolo in Piano: un paese tra il rosso e il nero\u201d che ottenne riconoscimenti internazionali di alto livello.&nbsp; Il primo lungometraggio fu \u201cLa verde et\u00e0\u201d del 1966 girato a Glorenza con Rainer Werner Fassbinder come assistente alla regia.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrato a Merano inizi\u00f2 il suo impegno per neonata Rai Sender Bozen, che infatti aveva aperto i battenti nel febbraio 1966 per produrre programmi televisivi dedicati alla provincia di Bolzano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 attraverso le parole di Antonio Manfredi che affiorano i contorni di un ritratto culturale e umano di Bruno Jori. 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