{"id":1381,"date":"2020-11-26T09:29:00","date_gmt":"2020-11-26T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1381"},"modified":"2021-02-15T09:29:58","modified_gmt":"2021-02-15T09:29:58","slug":"alla-scoperta-dei-giardini-segreti-di-bolzano-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/11\/26\/alla-scoperta-dei-giardini-segreti-di-bolzano-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Alla scoperta dei giardini segreti di Bolzano, seconda parte"},"content":{"rendered":"\n<p>Continuando nella riscoperta dei giardini nascosti o poco noti di Bolzano, dopo quello di palazzo Toggenburg (Qui Bolzano, 12.11.20, n\u02da 22); non possiamo non parlare di alcuni spazi verdi che ornavano e ornano la nostra area urbana. Uno di questi \u00e8 il giardino Moser, che sorgeva fra via della Rena e via della Stazione. Anche tale architettura del verde, secondo il gusto dell\u2019allora proprietario, doveva appagare unicamente lo sguardo. Il giardino, tagliato in parte \u201call\u2019italiana\u201d e in parte all\u2019inglese, era sito \u2013 in mezzo a statue, fontane, nicchie architettoniche con sfondi affrescati con le tecniche pittoriche dell\u2019trompe-l\u2019oeil \u2013 immerso nel verde proprio a pochi passi dal Duomo. Fra il 1860 e il 1880 era uno dei parchi pi\u00f9 invidiati della citt\u00e0. Stefan Georg, di esso scriveva: \u201cEntra anche tu nel giardino\u2026e ammira.\u201d<br>Altro parco ammirato dai bolzanini \u00e8 il giardino Rottensteiner situato fra via Rafenstein, il maso medievale Mauracherhof e la Torre Druso\/Troyenstein. L\u2019ampio spazio verde di circa tremila metri quadrati, ospita piante secolari, tra le quali cipressi, frassini, cedri, ciliegi, faggi, palme, magnolie, pini e ippocastani. Nacque alla fine dell\u2019800 per volere degli allora proprietari, i Rosenthal. I produttori di porcellane di origine ebraica, dal cognome famoso, acquistarono la propriet\u00e0 in quel periodo e ne fecero la loro residenza estiva. A loro si deve la creazione del parco, la collocazione del laghetto con piante acquatiche, canne di bamb\u00f9, una fontana dalle forme storiche, un padiglione adornato di piante rampicanti e la collocazione di colonne isolate in stile corinzio. Morti i Rosenthal la propriet\u00e0 \u00e8 poi passata agli attuali Rottensteiner, i quali hanno mantenuto integre le precedenti strutture.<br>Atri giardini e parchi adornavano Bolzano e la sua periferia, fra questi quelli che si affacciavano da Gries verso Bolzano, oggi al loro posto troviamo il Lungotalvera S. Quirino. Dalle vedute del 1850, anche tali parchi prospicienti il Talvera erano regolati con aiuole disposte all\u2019italiana, fontane monumentali, urne di gusto classico e alberi di decoro. Altri sorgeranno intorno a castel Flavon con un laghetto per i pesci; nella villa Wendlandt in via Fago, dove poi sorger\u00e0 il parco e il palazzo Ducale, e in altre aree urbane, mentre Bolzano si apprestava gi\u00e0 a disporre dei primi parchi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimeti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuando nella riscoperta dei giardini nascosti o poco noti di Bolzano, dopo quello di palazzo Toggenburg (Qui Bolzano, 12.11.20, n\u02da 22); non possiamo non parlare di alcuni spazi verdi che ornavano e ornano la nostra area urbana. Uno di questi \u00e8 il giardino Moser, che sorgeva fra via della Rena e via della Stazione. 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