{"id":13829,"date":"2025-09-04T02:40:00","date_gmt":"2025-09-04T01:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13829"},"modified":"2025-09-03T09:31:18","modified_gmt":"2025-09-03T08:31:18","slug":"salari-nel-settore-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/09\/04\/salari-nel-settore-privato\/","title":{"rendered":"Salari nel settore privato"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra il 2018 e il 2023, i salari nominali nel settore privato altoatesino sono aumentati dell\u201911,8%, mentre il costo della vita \u00e8 cresciuto del 20,3%.&nbsp; A dirlo \u00e8 un\u2019indagine locale dell\u2019Istituto per la Promozione dei Lavoratori. Non \u00e8 la prima volta che questo accade e oggi giunge una conferma: gli stipendi nel settore privato non riescono davvero a tenere il passo con l\u2019aumento dei prezzi. Gli aumenti salariali recentemente annunciati per i dipendenti del pubblico impiego rappresentano senz\u2019altro un segnale importante, ma ora anche il privato \u00e8 chiamato ad agire, dicono i vertici di IPL. Lo dicono ricordando che con il 76% in Alto Adige il settore privato detiene una quota significativamente maggiore dell\u2019occupazione dipendente rispetto al settore pubblico (24%).<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando alle qualifiche professionali nel settore privato guarda caso si osserva che quelle pi\u00f9 elevate hanno tendenzialmente registrato un aumento salariale maggiore rispetto a quelle pi\u00f9 basse. Nello specifico: +15,9% per i dirigenti, +12,7% per i quadri, +11,3% per gli impiegati e solo +10,2% per gli operai.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca di IPL ricorda che il 20,3% dell\u2019aumento del costo della vita tra il 2018 e il 2023 \u00e8 dovuto principalmente alla crescita dei prezzi causata dalla crisi energetica del 2022, con un ulteriore rincaro registrato nel 2023. Un\u2019onda lunga che non accenna a fermarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I dati relativi al 2023 non fanno che confermare le impressioni che tutti noi abbiamo avuto, gestendo le nostre finanze personali e famigliari. E con questo si conferma la crescita dello squilibrio tra coloro che fanno fatica (con le loro famiglie) a quadrare il loro bilanci e chi invece nella provincia gode di una posizione di privilegio economico, per un motivo o per l\u2019altro. Sia esso la propriet\u00e0 di immobili in affitto che la responsabilit\u00e0 di aziende con profitti in crescita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo rassegnarci alla presunta normalit\u00e0 di questo squilibrio. Anche nel sistema Alto Adige \u00e8 giusto che nella parte pi\u00f9 dinamica del mondo del lavoro, ovvero il settore privato, riprenda un dibattito &#8211; serio &#8211; sulla necessit\u00e0 di sostenere i dipendenti, soprattutto quelli a basso reddito. Per evitare il boomerang costituito dall\u2019esclusione di una fetta sempre pi\u00f9 ampia di residenti lavoratori dall\u2019accesso di larghe fette di beni di consumo. Stiamo parlando di beni di prima necessit\u00e0, ma anche &#8211; ad esempio &#8211; della possibilit\u00e0 di godere di un periodo di ferie degno di questo nome. La tutela dei pi\u00f9 deboli non pu\u00f2 e non deve passare di moda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 2018 e il 2023, i salari nominali nel settore privato altoatesino sono aumentati dell\u201911,8%, mentre il costo della vita \u00e8 cresciuto del 20,3%.&nbsp; A dirlo \u00e8 un\u2019indagine locale dell\u2019Istituto per la Promozione dei Lavoratori. 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