{"id":13949,"date":"2025-09-18T02:29:00","date_gmt":"2025-09-18T01:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13949"},"modified":"2025-09-17T15:44:38","modified_gmt":"2025-09-17T14:44:38","slug":"34-anni-fa-il-ritrovamento-della-mummia-del-similaun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/09\/18\/34-anni-fa-il-ritrovamento-della-mummia-del-similaun\/","title":{"rendered":"34 anni fa il ritrovamento della mummia del Similaun"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Fu pieno di imprevisti il recupero di \u00d6tzi, appena rinvenuto per caso sulle nevi al confine tra Italia e Austria.\u00a0 Ripercorriamo quei momenti insieme al giornalista Ezio Danieli che fu tra i primi a dare la notizia del ritrovamento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 19 settembre 1991, a oltre 3.200 metri di quota, tra l\u2019Alto Adige e il Tirolo austriaco, i coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon durante un\u2019escursione notarono una sagoma scura che affiorava dal ghiaccio. Avvicinandosi, capirono che era un corpo umano. Pensarono subito a un alpinista disperso, rimasto intrappolato sul ghiacciaio, e diedero l\u2019allarme al rifugio Similaun.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime supposizioni furono varie: per alcuni si trattava di un escursionista scomparso, per altri di un soldato caduto in guerra. In quei giorni si trovava in zona Reinhold Messner, impegnato con l\u2019amico alpinista Hans Kammerlander in un giro del Sudtirolo. Dopo aver osservato alcuni oggetti, Messner ipotizz\u00f2 che quell\u2019uomo potesse avere circa 500 anni. Nessuno immaginava che il corpo fosse invece rimasto custodito dal ghiaccio per oltre cinque millenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 23 settembre inizi\u00f2 il recupero. Poich\u00e9 si pensava di trovarsi davanti al corpo di un disperso recente, non furono coinvolti archeologi: i soccorritori usarono strumenti pesanti \u2014 picconi, trapani e persino martelli pneumatici \u2014 per liberarlo dal ghiaccio. La mummia fu quindi consegnata alle autorit\u00e0 austriache e trasferita a Innsbruck, dove venne affidata alla medicina legale e trattata come il corpo di un alpinista morto in tempi relativamente vicini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, il 24 settembre, entr\u00f2 in scena la prospettiva archeologica. L\u2019esperto Konrad Spindler osserv\u00f2 con attenzione il corpo e i suoi oggetti: un\u2019ascia in rame, un coltello in selce, un arco e frecce incompiute, indumenti in pelle e fibre vegetali. La sua conclusione fu sconvolgente: quell\u2019uomo apparteneva a un\u2019epoca antichissima, almeno 4.000 anni fa. Le successive analisi al radiocarbonio, effettuate a Oxford e Zurigo, stabilirono che \u00d6tzi visse tra il 3350 e il 3100 a.C.<\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta apr\u00ec anche una questione politica. Una rimisurazione precisa del confine chiar\u00ec che il luogo del ritrovamento si trovava 92,56 metri entro il territorio italiano, in Provincia di Bolzano \u2013 Alto Adige. La mummia, dunque, era stata rinvenuta su suolo formalmente italiano, anche se i primi studi erano stati condotti in Austria. Nel 1998, \u00d6tzi fu quindi trasferito definitivamente al Museo Archeologico dell\u2019Alto Adige di Bolzano, dove oggi \u00e8 custodito in una cella frigorifera visitata da migliaia di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>La straordinaria conservazione del corpo si deve a circostanze fortunate: \u00d6tzi mor\u00ec in una conca rocciosa, riparata dal movimento del ghiacciaio, e fu subito ricoperto da neve e ghiaccio. Il corpo si \u00e8 conservato grazie al freddo e all\u2019ambiente umido e povero di ossigeno del ghiacciaio, che hanno impedito i normali processi di decomposizione. Grazie a questo processo, \u00d6tzi \u00e8 considerato la pi\u00f9 antica mummia umida (Feuchtmumie) del mondo. A differenza delle mummie egizie, essiccate artificialmente con tecniche di imbalsamazione, il corpo dell\u2019uomo venuto dal ghiaccio si \u00e8 conservato in modo naturale, mantenendo tessuti molli, organi interni e perfino i contenuti dello stomaco: un unicum assoluto nello studio della Preistoria. Solo un disgelo anomalo, accentuato da polveri sahariane, riport\u00f2 la mummia alla luce nel 1991.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora \u00d6tzi \u00e8 oggetto di studio da parte di team internazionali. Negli anni Duemila un\u2019indagine decisiva ha svelato la causa della morte: una punta di freccia conficcata nella spalla sinistra aveva reciso un\u2019arteria, provocando un\u2019emorragia fatale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u201cuomo venuto dal ghiaccio\u201d non mor\u00ec per caso in montagna: fu ucciso, vittima di un episodio violento avvenuto oltre cinquemila anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cQuel giorno capimmo che non era un alpinista disperso\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Quando si parla del ritrovamento di \u00d6tzi, spesso si ricordano le analisi scientifiche. Ma nei giorni dell\u2019autunno 1991 furono i giornalisti a dare voce alla scoperta. Per questo abbiamo intervistato Ezio Danieli, che da caposervizio a Merano del quotidiano Alto Adige segu\u00ec in diretta i primi sviluppi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Danieli, come venne a conoscenza del ritrovamento?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era il 18 settembre. Stavo seguendo per il giornale il giro del Sudtirolo di Reinhold Messner e Hans Kammerlander. Di solito la sera chiamavano loro, quella volta invece mi telefon\u00f2 Paul Hanny, un collaboratore di Messner: mi disse che era stato trovato uno scheletro nel ghiaccio. Ebbi la prontezza di chiedergli di tornare su e fare subito delle foto. Quelle immagini permisero di aprire il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Messner e Kammerlander erano gi\u00e0 delle star.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, e il loro giro era seguito quotidianamente. Davanti al corpo esclusero quasi subito che fosse un disperso recente. Messner ipotizz\u00f2 un\u2019et\u00e0 di circa 500 anni. Controllando gli archivi, non risultava al tempo nessuno di scomparso o disperso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E le autorit\u00e0 italiane?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In quei giorni molti erano impegnati al compleanno del Landeshauptmann Luis Durnwalder, a Fi\u00e8 allo Sciliar. Non si trovava un carabiniere e Messner si arrabbi\u00f2 molto. Intanto gli austriaci si mossero per primi, fecero i sopralluoghi e cominciarono a parlare di un reperto molto pi\u00f9 antico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Subito dopo emerse la questione del confine.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un finanziere italiano mi disse che il ritrovamento era almeno cinquanta metri in territorio italiano. Dopo i primi controlli in Austria, fu riconosciuto ufficialmente come reperto altoatesino e italiano, e da l\u00ec torn\u00f2 a Bolzano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come avvenne il recupero?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo era imprigionato in un blocco di ghiaccio duro come cemento. Gli austriaci usarono un compressore e strumenti pesanti, non certo metodi ortodossi (infatti la mummia \u00e8 lesionata al bacino e a un braccio ndr). Ma allora si pensava ancora a un alpinista disperso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E invece era molto pi\u00f9 antico&#8230;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli esami stabilirono che quell\u2019uomo non aveva poche centinaia di anni, ma oltre 5000. Una scoperta destinata a cambiare la storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu pieno di imprevisti il recupero di \u00d6tzi, appena rinvenuto per caso sulle nevi al confine tra Italia e Austria.\u00a0 Ripercorriamo quei momenti insieme al giornalista Ezio Danieli che fu tra i primi a dare la notizia del ritrovamento. Il 19 settembre 1991, a oltre 3.200 metri di quota, tra l\u2019Alto Adige e il Tirolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,2,5],"tags":[],"class_list":["post-13949","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bassaatesina-attualita","category-bolzano-attualita","category-merano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13949"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13950,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13949\/revisions\/13950"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}