{"id":13969,"date":"2025-09-17T16:19:47","date_gmt":"2025-09-17T15:19:47","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13969"},"modified":"2025-09-18T08:06:51","modified_gmt":"2025-09-18T07:06:51","slug":"il-passaggio-di-durer-in-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/09\/17\/il-passaggio-di-durer-in-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"Il passaggio di D\u00fcrer in Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nell\u2019ottobre del 1494 la valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Salorno fu sconvolta da una grande alluvione. Secondo le cronache bolzanine, le gi\u00e0 precarie vie di comunicazione del fondovalle furono rese impraticabili dalle acque esondate, costringendo mercanti, pellegrini e viandanti a percorrere itinerari alternativi per raggiungere Trento e le citt\u00e0 venete. Proprio a quell\u2019autunno viene ricondotto con certezza il primo viaggio del celebre pittore di Norimberga, Albrecht D\u00fcrer, in direzione di Venezia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di questo itinerario ci rimangono diversi acquerelli, preziose testimonianze dei paesaggi tirolesi che l\u2019artista incontr\u00f2 lungo il cammino. Non sappiamo con precisione quali tratti della valle fossero stati inondati, ma tutto lascia supporre che il settore pi\u00f9 devastato fosse quello tra Egna e la Chiusa di Salorno, punto nevralgico del corso dell\u2019Adige, spesso soggetto a esondazioni anche in epoche pi\u00f9 recenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dunque plausibile che D\u00fcrer, provenendo da Bolzano, abbia seguito la strada pedemontana tra Laives, Bronzolo e Ora, superando Castelfeder ed Egna. Giunto nei pressi di San Floriano, si trov\u00f2 verosimilmente nell\u2019impossibilit\u00e0 di proseguire lungo la via maestra. Fu cos\u00ec costretto a affrontare una lunga salita attraverso Pochi di Salorno e la valle di Cembra, fino a Segonzano e a Pergine Valsugana. Da qui prosegu\u00ec verso Bassano e infine Venezia. A Segonzano, non a caso, D\u00fcrer immortal\u00f2 nei suoi acquerelli le famose \u201cPiramidi di terra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia del pittore si intreccia con quella del piccolo borgo di San Floriano, dove, sui resti di un antico villaggio romano, fin dal XIII secolo sorgeva il noto ospizio denominato Kl\u00f6sterle. Questo imponente edificio, da cui oggi prende il via la moderna \u201cvia D\u00fcrer\u201d, accoglieva migliaia di viandanti in viaggio verso l\u2019Italia e Roma. San Floriano era inoltre un\u2019importante Urpfarre (pieve madre) della Bassa Atesina, con giurisdizione su paesi come Salorno, Cortina, Magr\u00e8, Pochi e Cauria. La sua rilevanza, a dispetto delle ridotte dimensioni, potrebbe essere spiegata con il ruolo di centro amministrativo di una curtis longobarda, paragonabile a quella di Enn, che estendeva la propria influenza su Bronzolo, Ora, Egna, Montagna e Mazzon.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Kl\u00f6sterle fu probabilmente un punto nevralgico lungo le vie di comunicazione nord-sud. Qui passava la via Claudia Augusta e qui trovarono ospitalit\u00e0 viaggiatori, mercanti e pellegrini. La fondazione di Egna, voluta dal vescovo di Trento alla fine del XII secolo, segn\u00f2 per\u00f2 l\u2019inizio del suo lento declino: sempre pi\u00f9 viandanti preferivano fermarsi nelle locande del nuovo centro urbano e commerciale sorto lungo l\u2019Adige.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le opere di D\u00fcrer collegate al suo viaggio italiano figurano anche paesaggi della Bassa Atesina. Dopo Bolzano, prosegu\u00ec lungo la cosiddetta via del Brennero fino alla piana tra Laives e Ora. Alcuni studiosi hanno collegato a questo tratto il dipinto del San Girolamo penitente (oggi alla National Gallery di Londra), nel quale compare un\u2019imponente roccia porfirica rossastra. Secondo alcuni, D\u00fcrer si ispir\u00f2 alle formazioni della Vallarsa (Brantental), nei pressi di Laives; altri ritengono che l\u2019artista abbia ritratto le verticali pareti porfiriche del Monte di Mezzo, sul lato destro dell\u2019Adige.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto nei pressi di Laghetti, il maestro intraprese infine il percorso che conduceva a Segonzano, lo stesso che ancora oggi pu\u00f2 essere seguito come \u201csentiero di D\u00fcrer\u201d. Un itinerario che non \u00e8 soltanto memoria storica, ma anche un cammino che unisce natura, arte e cultura, offrendo vedute suggestive su tutta la valle dell\u2019Adige.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ottobre del 1494 la valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Salorno fu sconvolta da una grande alluvione. Secondo le cronache bolzanine, le gi\u00e0 precarie vie di comunicazione del fondovalle furono rese impraticabili dalle acque esondate, costringendo mercanti, pellegrini e viandanti a percorrere itinerari alternativi per raggiungere Trento e le citt\u00e0 venete. 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