{"id":13973,"date":"2025-10-02T02:40:00","date_gmt":"2025-10-02T01:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=13973"},"modified":"2025-10-01T14:46:36","modified_gmt":"2025-10-01T13:46:36","slug":"insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/10\/02\/insegnanti\/","title":{"rendered":"Insegnanti"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019anno scolastico 2025-2026 si \u00e8 aperto con un\u2019inedita agitazione da parte degli insegnanti che in diversi istituti rischia di paralizzare tutte le attivit\u00e0 che normalmente si svolgono parallelamente alle canoniche ore di lezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La protesta in corso ha delle caratteristiche singolari, anche rispetto al passato. Forse la pi\u00f9 evidente risiede nel fatto che viene condivisa, seppur con sfumature diverse, tra le scuole di lingua tedesca e quelle di lingua italiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli insegnanti lamentano un peso sempre crescente della burocrazia che per forza di cose ricade su di loro anche per le croniche carenze di organico negli uffici amministrativi degli istituti. Ma \u00e8 forte e chiaro anche il grido d\u2019aiuto rivolto alla societ\u00e0 tutta e alla politica: il ruolo dell\u2019insegnante &#8211; lamentano i docenti &#8211; \u00e8 sempre meno considerato nella societ\u00e0, e questo a fronte di un impegno che invece non diminuisce affatto. Le inquietudini crescenti nel nostro tessuto sociale e gli squilibri generazionali si ripercuotono, infatti e per forza di cose, anche sul compito educativo prima ancora che formativo, svolto dalla scuola a contatto con le fasce pi\u00f9 giovani della popolazione, costituite da individui spesso disorientati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tale complessa richiesta da parte degli insegnanti e del dibattito che si \u00e8 avviato con la politica &#8211; che, lo ricordiamo, sovrintende all\u2019organizzazione della scuola, nonch\u00e9 del reperimento e della gestione del suo personale &#8211; spesso si \u00e8 evidenziata sui media quasi esclusivamente la richiesta di un adeguamento considerato ormai irrinunciabile dei salari al costo della vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo una questione di soldi, lo abbiamo gi\u00e0 detto. Ma anche gli stipendi hanno la loro importanza in un mondo in cui la professione dell\u2019insegnante perde sempre pi\u00f9 appeal. I laureati che guadagnano meno sono senz\u2019altro i docenti, non vi \u00e8 dubbio, anche se in Alto Adige rispetto al resto d\u2019Italia la Provincia interviene da anni con un contributo integrativo. Ma resta il fatto che il costo della vita non consente pi\u00f9 deroghe a un ripensamento del sistema dei salari. Gli insegnanti delle scuole di lingua tedesca hanno poi davanti ai loro occhi il sistema austriaco, con i loro colleghi che vengono pagati significativamente di pi\u00f9. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019auspicio \u00e8 che non solo la politica ma la societ\u00e0 tutta sia in grado di responsabilizzarsi in questo senso. Il prossimo passo sar\u00e0 &#8211; poi &#8211; fare in modo che la scuola funzioni meglio di ora. Ma per parlarne bisogna fare in modo di arginare la fuga degli insegnanti. All\u2019estero ma non solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anno scolastico 2025-2026 si \u00e8 aperto con un\u2019inedita agitazione da parte degli insegnanti che in diversi istituti rischia di paralizzare tutte le attivit\u00e0 che normalmente si svolgono parallelamente alle canoniche ore di lezione.&nbsp; La protesta in corso ha delle caratteristiche singolari, anche rispetto al passato. 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