{"id":14093,"date":"2025-10-16T02:30:00","date_gmt":"2025-10-16T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14093"},"modified":"2025-10-15T11:31:52","modified_gmt":"2025-10-15T10:31:52","slug":"lavoriamo-per-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/10\/16\/lavoriamo-per-la-vita\/","title":{"rendered":"\u201cLavoriamo per la vita\u201d\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Riflettiamo sul valore delle cure palliative attraverso le parole del dott. Massimo Bernardo e l\u2019azione dell\u2019associazione Il Papavero \/ der Mohn.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cSe non posso morire a casa, allora vorrei farlo qui.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo disse mia madre un giorno, durante una visita al reparto di cure palliative dell\u2019ospedale di Bolzano, mentre aspettava di incontrare il dottor Bernardo. Era in cura, ma non ricoverata. Eppure, le bast\u00f2 entrare in quel luogo per percepirne l\u2019energia profonda: un clima fatto di ascolto, rispetto e umanit\u00e0. Parole semplici, nate da un\u2019impressione sincera, che ancora oggi porto con me.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni sono stato un figlio adulto che ha accompagnato i propri genitori nell\u2019ultima fase della loro vita. Partendo da quel vissuto, sento oggi l\u2019urgenza di raccontare il tema della cura delle persone anziane e, pi\u00f9 in generale, del sistema cura, con una narrazione che non sempre coincide con l\u2019immagine che i servizi \u2013 e chi li gestisce \u2013 propongono di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il primo passo di un percorso che dar\u00e0 voce a professionisti, volontari, pazienti e familiari, per restituire complessit\u00e0 e profondit\u00e0 al tema delle cure.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio di restituire uno sguardo pi\u00f9 profondo sulla cura mi ha portato a incontrare due voci autorevoli che da anni si muovono in questo ambito: Mara Zussa, presidente dell\u2019associazione Il Papavero \/ der Mohn, e il dottor Massimo Bernardo, fondatore e per lungo tempo primario del reparto di cure palliative dell\u2019ospedale di Bolzano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro si \u00e8 svolto nella sede dell\u2019associazione, in piazza Firmian: uno spazio che, come il lavoro che vi si svolge, \u00e8 dedicato all\u2019ascolto, alla presenza, alla relazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L<\/strong>&#8216;<strong>INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come nasce l\u2019associazione Il Papavero \/ der Mohn?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mara Zussa &#8211; Dopo un\u2019esperienza personale, volevo fare qualcosa per il reparto. All\u2019inizio pensavo di donare libri. Ma fu il dottor Bernardo a propormi qualcosa di pi\u00f9: creare un\u2019associazione per far conoscere le cure palliative. Cos\u00ec, nel 2005, \u00e8 nato Il Papavero.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 oggi il vostro ruolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mara Zussa &#8211; Siamo presenti ogni giorno nel reparto di cure palliative con i nostri volontari, che offrono ascolto, compagnia e normalit\u00e0. Non svolgiamo attivit\u00e0 sanitarie. A volte basta poco: un t\u00e8, una parola, una presenza silenziosa. \u00c8 un lavoro relazionale, delicato, che parte dall\u2019ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avete anche un servizio domiciliare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mara Zussa &#8211; No. L\u2019assistenza domiciliare \u00e8 garantita dall\u2019Azienda Sanitaria attraverso le proprie \u00e9quipe. Noi operiamo solo all\u2019interno del reparto, dove possiamo organizzare turni stabili. A domicilio servirebbero numeri e risorse che oggi non abbiamo. E poi, \u00e8 bene ricordarlo: il volontario non \u00e8 un operatore sanitario, ma una figura di supporto umano, non clinico.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Bernardo &#8211; Va detto per\u00f2 che il domicilio \u00e8 parte integrante delle cure palliative, non un\u2019alternativa. La legge 38 del 2010 garantisce a ogni persona il diritto a riceverle nel luogo che preferisce, casa compresa. Ma perch\u00e9 questo funzioni, serve tempo, organizzazione, e una rete strutturata. Non si pu\u00f2 improvvisare un accompagnamento in 48 ore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dottor Bernardo, dopo tanti anni nel reparto lei oggi \u00e8 in pensione ma resta nell\u2019associazione. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mssimo Bernardo &#8211; Perch\u00e9 \u00e8 qui che posso continuare a fare ci\u00f2 in cui credo. Dopo il pensionamento ho ricevuto proposte da strutture private, ma il mio posto \u00e8 accanto a chi porta avanti una visione di cura fondata sull\u2019ascolto e sulla relazione. All\u2019interno dell\u2019associazione collaboro sul piano scientifico e formativo, mettendo a disposizione l\u2019esperienza maturata in anni di reparto, in un contesto dove la centralit\u00e0 della persona resta il primo valore. Le cure palliative non sono la fine. Sono un modo per vivere bene, anche nella fragilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come spiegherebbe le cure palliative a chi non le conosce?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Bernardo &#8211; Dico spesso che non lavoriamo per la morte, ma per la vita. Il nostro compito non \u00e8 \u201cfar morire bene\u201d, ma far vivere bene fino all\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che uso spesso: quella dell\u2019uomo che cade da un grattacielo. A ogni piano qualcuno gli dice \u201cfin qui tutto bene\u201d, ma lui sta precipitando. Ecco: il nostro lavoro \u00e8 aiutarlo ad atterrare il pi\u00f9 dolcemente possibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando dovrebbero iniziare le cure palliative?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Bernardo &#8211; Molto prima. Spesso arrivano solo negli ultimi giorni. Ma dovrebbero iniziare gi\u00e0 alla diagnosi di una malattia inguaribile, anche se mancano anni. Solo cos\u00ec possiamo costruire un percorso. Altrimenti, la persona non ha tempo per capire, scegliere, vivere con consapevolezza. E poi ci sentiamo dire: \u201cSe l\u2019avessimo saputo prima\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il reparto \u00e8 spesso visto come un luogo triste. Ma chi lo conosce racconta altro\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mara Zussa &#8211; S\u00ec, molti parlano di leggerezza, perfino di serenit\u00e0. Noi cerchiamo di dare valore a ogni istante. Una poesia, un gesto, un ricordo. Non possiamo cambiare il destino, ma possiamo rendere pi\u00f9 leggero il cammino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante che esista un\u2019associazione come la vostra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Bernardo &#8211; Perch\u00e9 restituisce umanit\u00e0 alla cura. \u00c8 un ponte tra il sistema sanitario e la persona. Curare non \u00e8 solo somministrare farmaci, ma anche esserci, accompagnare, restare vicini. Ed \u00e8 questo che cerchiamo di fare, ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;ASSOCIAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Associazione di volontari che opera accanto al reparto di cure palliative dell\u2019ospedale di Bolzano, con presenza quotidiana e attivit\u00e0 di ascolto e supporto rivolte a pazienti e familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le iniziative: \u201cA disposizione\u201d, sportello settimanale di consulenza su cure palliative e Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), e \u201cI marted\u00ec del Papavero\u201d, incontri pubblici di approfondimento su temi legati alla fine della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019associazione si sostiene grazie a donazioni, che rappresentano la sua unica fonte di sostentamento. I fondi raccolti vengono utilizzati per acquisti importanti per il reparto, tra cui arredi, veicoli e strumentazione medica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Papavero \/ der Mohn<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza Firmian 1\/a \u2013 Bolzano<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. 0471 913337&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>info@ilpapaverodermohn.org<\/p>\n\n\n\n<p>ilpapaverodermohn@pec.it&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>www.ilpapaverodermohn.it<\/p>\n\n\n\n<p>IBAN: IT11 P058 5611 6010 5057 1306 523 \u2013 CF: 94100310211<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflettiamo sul valore delle cure palliative attraverso le parole del dott. Massimo Bernardo e l\u2019azione dell\u2019associazione Il Papavero \/ der Mohn. \u201cSe non posso morire a casa, allora vorrei farlo qui.\u201d Lo disse mia madre un giorno, durante una visita al reparto di cure palliative dell\u2019ospedale di Bolzano, mentre aspettava di incontrare il dottor Bernardo. 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