{"id":14128,"date":"2025-10-30T02:24:00","date_gmt":"2025-10-30T01:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14128"},"modified":"2025-10-28T16:09:15","modified_gmt":"2025-10-28T15:09:15","slug":"lavoro-di-cura-non-retribuito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/10\/30\/lavoro-di-cura-non-retribuito\/","title":{"rendered":"Lavoro di cura non retribuito"},"content":{"rendered":"\n<p>Le donne percepiscono pensioni nettamente inferiori rispetto agli uomini \u2013 in Alto Adige fino al 43% in meno in media. La causa principale di questa disparit\u00e0 \u00e8 la cura della famiglia e dei propri cari, che comporta interruzioni contributive e lavoro a tempo parziale per le donne. Nei giorni scorsi in occasione dell\u2019Equal Pension Day del 28 ottobre, l\u2019Alleanza per le famiglie dell\u2019Alto Adige ha chiesto un cambiamento culturale ormai indispensabile.<br>Lo sanno tutti, almeno in teoria: occuparsi dei figli e dei familiari \u00e8 forse uno degli investimenti pi\u00f9 preziosi che si possano fare, non solo per la propria famiglia ma anche per la societ\u00e0. Questa forma di cura familiare \u00e8 la base per la crescita di giovani persone emotivamente competenti, sane e sicure di s\u00e9, favorisce una buona convivenza sociale e allo stesso tempo alleggerisce i sistemi educativi, assistenziali e sanitari. Nella maggior parte dei casi ancora oggi, per\u00f2, sono le donne ad assumersi questa responsabilit\u00e0, con grande impegno e senza lasciarsi scoraggiare dalle conseguenze economiche di lungo periodo.<br>Le conseguenze del lavoro di cura familiare non retribuito diventano evidenti soprattutto al momento del pensionamento. L\u2019Alleanza per le famiglie chiede che questa ingiustizia sociale venga eliminata: \u201cDovrebbe essere ormai una cosa ovvia riconoscere gli anni dedicati all\u2019educazione dei figli e all\u2019assistenza dei familiari come anni assicurativi ai fini pensionistici. Inoltre, il lavoro di cura all\u2019interno della famiglia dovrebbe essere equamente condiviso tra i partner,\u201d afferma Gudrun Brugger dell\u2019Alleanza per le famiglie.<br>Come fare? Occorre un cambiamento di paradigma e gli esempi ci sono. Modelli come il pension splitting \u2013 previsto per legge in Svizzera e possibile su base volontaria in Austria \u2013 prevedono che una parte dei contributi previdenziali del genitore che lavora venga attribuita al genitore che si dedica prevalentemente alla cura dei figli, in modo da ridurre le disparit\u00e0 nei futuri trattamenti pensionistici. Un\u2019ulteriore possibilit\u00e0 concreta per valorizzare economicamente il lavoro familiare svolto e garantirne la copertura pensionistica consiste nei versamenti del partner che lavora a tempo pieno nel fondo pensione complementare del partner che si occupa della famiglia. Il governo in carica a livello nazionale finora si \u00e8 speso spesso solo a parole a favore della famiglia e la natalit\u00e0. Rimane ancora moltissimo da fare per ridurre la forte differenza di genere che si genera in famiglia, a svantaggio delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne percepiscono pensioni nettamente inferiori rispetto agli uomini \u2013 in Alto Adige fino al 43% in meno in media. La causa principale di questa disparit\u00e0 \u00e8 la cura della famiglia e dei propri cari, che comporta interruzioni contributive e lavoro a tempo parziale per le donne. 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