{"id":14153,"date":"2025-10-30T02:25:00","date_gmt":"2025-10-30T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14153"},"modified":"2025-10-28T16:22:26","modified_gmt":"2025-10-28T15:22:26","slug":"luniversita-di-bolzano-diventa-piu-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/10\/30\/luniversita-di-bolzano-diventa-piu-internazionale\/","title":{"rendered":"L\u2019universit\u00e0 di Bolzano diventa \u201cpi\u00f9 internazionale\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019Universit\u00e0 di Bolzano nei primi decenni della seconda autonomia fu un argomento tab\u00f9. L\u2019idea di un ateneo plurilingue nel cuore dell\u2019Alto Adige confliggeva con la dottrina del \u201cquanto pi\u00f9 ci divideremo, tanto meglio ci capiremo\u201d e con un sistema scolastico che viaggia anche oggi su binari paralleli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando nel 1997, nell\u2019era del pragmatismo durnwalderiano, UniBz fu fondata davvero, per molti fu un sogno che si era avverato. Oggi essa \u00e8 un (piccolo) ateneo trilingue e internazionale, con cinque facolt\u00e0, oltre 40 programmi di laurea e master, circa 4.100 studenti iscritti, di cui l\u201911 per cento proviene dall\u2019estero. Il 27 per cento del corpo docente \u00e8 classificato come \u201cinternazionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente abbiamo \u201cletto sul giornale\u201d un titolo che suona un po\u2019 cos\u00ec: \u201cL\u2019Universit\u00e0 di Bolzano diventa di nuovo \u2018pi\u00f9 tedesca\u2019\u201d. Nell\u2019articolo si riferisce del fatto che la presenza di docenti di lingua tedesca nell\u2019ateneo bolzanino non \u00e8 al livello che dovrebbe. Per questo il governo italiano ha approvato una misura, grazie alla quale il 10 per cento (per ora) dei membri del corpo docente (17 su 179 professori) potr\u00e0 essere reclutato da Paesi di lingua tedesca, anche se i professori non hanno ancora una cattedra. L\u2019obiettivo \u00e8 fare in modo che in futuro il 70 per cento dei docenti provenga dall\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 naturalmente discutere sulla bont\u00e0 di questo provvedimento. Qualcuno fa notare che esso pu\u00f2 incidere negativamente sulla qualit\u00e0 del corpo docente. Di fatto aiuta certamente l\u2019universit\u00e0 a diventare \u201cpi\u00f9 internazionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Due osservazioni. La prima: a dispetto del titolo (\u201cpi\u00f9 tedesca\u201d, espressione del resto messa tra virgolette), l\u2019Alto Adige non ha bisogno di essere \u201cpi\u00f9 tedesco\u201d o \u201cpi\u00f9 italiano\u201d. Serve che sia plurale. Pi\u00f9 interculturale, pi\u00f9 plurilingue.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda: quando la convivenza tra lingue e culture diventa un valore fondante (anzich\u00e9 un\u2019anomalia da cancellare) allora si trovano i modi, anche a livello giuridico, per farla crescere e consolidarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Universit\u00e0 di Bolzano nei primi decenni della seconda autonomia fu un argomento tab\u00f9. 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