{"id":14229,"date":"2025-11-13T02:30:00","date_gmt":"2025-11-13T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14229"},"modified":"2025-11-12T16:44:34","modified_gmt":"2025-11-12T15:44:34","slug":"abitare-giovani-e-famiglie-sono-fuori-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/11\/13\/abitare-giovani-e-famiglie-sono-fuori-mercato\/","title":{"rendered":"Abitare: giovani e famiglie\u00a0sono fuori mercato"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Affitti che salgono, stipendi che\u2026 restano fermi. In Alto Adige la casa per alcuni \u00e8 diventato un tormento: studenti costretti a cambiare di continuo stanza, giovani coppie con un tempo indeterminato che \u201cnon basta pi\u00f9\u201d, nuovi arrivati che pagano di pi\u00f9 per stare peggio. La domanda che risuona potrebbe essere: vogliamo citt\u00e0 belle per pochi o quartieri vivibili per tutti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo una questione di mercato. L\u2019Onu parla di diritto a \u201cun alloggio adeguato\u201d come parte del diritto a una vita dignitosa. In poche parole, avere \u201cuna casa\u201d non \u00e8 un premio per i migliori, non \u00e8 appannaggio di chi sta in Serie A, ma un diritto sacrosanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure la percezione \u00e8 che, senza eredit\u00e0 o qualche altro tipo di spintarella, il biglietto d\u2019ingresso stia diventando proibitivo per i pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri, quando sono chiari, parlano. In Alto Adige, secondo Astat ed Eurac, pi\u00f9 di una persona su tre dice che le spese abitative mettono in crisi il bilancio familiare: \u00e8 il contesto quotidiano in cui si muovono studenti, giovani coppie, lavoratori stagionali e nuovi residenti. Secondo il portale Idealista, in Alto Adige servono 9,3 annualit\u00e0 di stipendio per acquistare casa; gi\u00e0 nel vicino Trentino gli anni si abbassano a 6,5. \u00c8 anche il motivo per cui tanti progetti di vita (figli, formazione) si decidono guardando prima la rata o il canone e solo dopo il resto. Nel 2024 si sono stati meno permessi di costruire e un crollo delle opere ultimate. Tradotto: arrivano meno case sul mercato, e quelle poche tengono i prezzi rigidi. E alti. Intanto, per\u00f2, il turismo vola: 37,1 milioni di presenze nell\u2019ultimo anno e un\u2019intensit\u00e0 di 18,8 ospiti ogni 100 abitanti. Bene per l\u2019economia, certo; ma gli appartamenti diventano terreno conteso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa fa la politica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Edilizia sociale Ipes, convenzionata per il ceto medio, canoni calmierati per chi affitta lungo, qualche freno agli affitti turistici dove la pressione \u00e8 pi\u00f9 forte. Il punto, oggi, \u00e8 far funzionare (e in fretta) ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8. Anche perch\u00e9 l\u2019idea che bastino incentivi o mutui agevolati a sistemare tutto \u00e8, da sola, illusoria. L\u2019economista Mirco Tonin lo ha detto con chiarezza su salto.bz (4 novembre): se non cresce l\u2019offerta, i sussidi tendono a spingere i prezzi e a favorire i proprietari; servono pi\u00f9 case e un vero piano per l\u2019affitto, non solo accordi con le banche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi riesce ad accendere un mutuo, gran parte della vita ruota attorno alla rata: lavoro il pi\u00f9 stabile possibile, meno libert\u00e0 di scegliere o cambiare, progetti familiari appesi. Ma quanto \u00e8 sano un sistema in cui la casa decide tutto il resto?<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un pezzo dell\u2019abitare che spesso non si vede: quello che unisce casa, salute e vicinato. Il progetto Genea Plus aveva puntato su questo. Oggi Reinhard Mahlknecht (Croce Bianca) ricorda due idee ancora importanti: i posti letto di cure intermedie (letti temporanei per chi non ha pi\u00f9 bisogno di ospedale ma non \u00e8 ancora pronto a stare da solo a casa) e uno studio medico dentro il quartiere. \u201cSono obiettivi che ora l\u2019Azienda sanitaria realizza anche con il PNRR; nel nostro cronoprogramma sarebbero gi\u00e0 dovuti essere attivi e oggi sarebbero urgentemente necessari\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto l\u2019esperienza di Genea ha spostato l\u2019attenzione l\u00ec dove viviamo: a casa. \u201cStiamo cambiando l\u2019assistenza agli anziani che restano al domicilio: servizi che vengono a casa, orari flessibili, un telesoccorso pi\u00f9 semplice e sicuro, accompagnamenti e visite di volontari\u201d. Un esempio concreto \u00e8 Vivacare, partito da poco.<\/p>\n\n\n\n<p>In poche parole: se l\u2019abitare \u00e8 anche prendersi cura, servono luoghi di supporto vicino a casa e aiuti flessibili che arrivano a domicilio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vivere assieme\u00a0con il cohousing<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019abitare collaborativo? Teresa Pedretti, direttrice di Irecoop, riavvolge il nastro: \u201cNel 2017 qui si sperimentava un cohousing con giovani che, in cambio di un affitto molto basso, restituivano tempo al quartiere. Da allora le pratiche si sono moltiplicate in Europa, ma ogni territorio deve trovare la sua ricetta\u201d. La cosa comune a tutte? \u201cPolitiche che ci credono davvero, che trattano la casa come una componente centrale della vita delle persone\u201d. Gli ostacoli, nelle nostre province, non sono solo normativi: \u201cManca spesso il coraggio pubblico di studiare, provare e soprattutto monitorare le sperimentazioni. L\u2019abitare \u00e8 complesso: sociale, culturale, economico. Serve capire cosa migliorare, non limitarsi ad avviare e poi dimenticare\u201d. E dal lato dei cittadini non aiuta la confusione delle parole: \u201cSi parla di co-abitazione senza un linguaggio condiviso sulle forme e sugli obiettivi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 fare in citt\u00e0, a Bolzano o Merano? \u201cPi\u00f9 che possibile, doveroso \u2013 dice Pedretti \u2013.&nbsp; Non solo per i prezzi, ma perch\u00e9 troppi giovani se ne vanno. I fattori che trattengono sono sempre due: lavoro e casa. Il lavoro c\u2019\u00e8; la casa rischia di diventare un\u2019emergenza anche per i redditi medi\u201d. Il ruolo della Provincia, in questo quadro, non \u00e8 decorativo: avviare, supportare e monitorare \u201cplayer\u201d differenti (anziani, giovani, misti) senza confinare la coabitazione alla sola risposta all\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui arriva il punto forse pi\u00f9 concreto: \u201cQuando le persone si candidano a coabitare sono individui soli; la prima necessit\u00e0 \u00e8 costruire una comunit\u00e0. Non credo alla sostenibilit\u00e0 nel tempo di progetti basati su valori astratti: coabitare \u00e8 faticoso. Regge se c\u2019\u00e8 un obiettivo comune: crescere i figli con pi\u00f9 servizi, dividere costi che da soli non si reggono, ottenere servizi specifici. La formazione serve se aiuta a definire scopi condivisi, non se resta teoria.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa\u00a0si potrebbe fare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte \u201cofferta\u201d, dunque, l\u2019orizzonte \u00e8 duplice e molto pragmatico. Da un lato sbloccare alloggi a canone lungo con regole semplici perch\u00e9 senza case il resto \u00e8 retorica. Dall\u2019altro, attivare piccoli esperimenti di co-abitazione in immobili esistenti, dove i gruppi sono accompagnati davvero: se funziona, bene; se non funziona, si adatta. In mezzo, c\u2019\u00e8 l\u2019ordinaria manutenzione: la rigenerazione urbana, per esempio. Dove anche gli spazi hanno bisogno di una conversione, di cura, per permettere al quartiere di appropriarsene. Forse la domanda giusta \u00e8 ancora la pi\u00f9 semplice: l\u2019abitare \u00e8 un privilegio o un diritto che vogliamo rendere veramente reale? Se scegliamo la seconda risposta, c\u2019\u00e8 da sperimentare, anche a costo di sbagliare, e guardare la citt\u00e0 dagli occhi di chi sta ai margini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Valente<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affitti che salgono, stipendi che\u2026 restano fermi. In Alto Adige la casa per alcuni \u00e8 diventato un tormento: studenti costretti a cambiare di continuo stanza, giovani coppie con un tempo indeterminato che \u201cnon basta pi\u00f9\u201d, nuovi arrivati che pagano di pi\u00f9 per stare peggio. 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