{"id":14233,"date":"2025-11-13T02:00:00","date_gmt":"2025-11-13T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14233"},"modified":"2025-11-12T16:53:55","modified_gmt":"2025-11-12T15:53:55","slug":"i-mezzi-pubblici-del-casanova-un-disagio-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/11\/13\/i-mezzi-pubblici-del-casanova-un-disagio-quotidiano\/","title":{"rendered":"I mezzi pubblici del Casanova: un disagio quotidiano\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u201cBolzano \u00e8 piccola.\u201d \u201cBasta andare in via Resia.\u201d \u201cPrendi la macchina.\u201d Sono risposte che molti abitanti del quartiere Casanova si sentono dare quando spiegano le difficolt\u00e0 che incontrano per spostarsi con i mezzi pubblici. Ma cosa succede se la macchina non si ha? O se si \u00e8 anziani, una persona con disabilit\u00e0, una ragazza che rientra tardi la sera o semplicemente qualcuno che vorrebbe muoversi in modo pi\u00f9 sostenibile?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il quartiere Casanova conta secondo i dati del 2008 circa 3.500 residenti, senza includere la parte \u201cvecchia\u201d di Don Bosco, che utilizza le stesse fermate del trasporto pubblico. Si tratta di una massa di residenti, sicuramente&nbsp; oggi pi\u00f9 alto, che non trova ancora un\u2019adeguata risposta sul piano dei collegamenti pubblici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente il quartiere \u00e8 servito da tre linee della Sasa: la Linea 3, attiva tutto il giorno, ma con tempi di percorrenza per raggiungere il centro molto variabili (tra 15 e 45 minuti a seconda del traffico e del meteo), la Linea 6, limitata alla mattina e la Linea notturna N35, che dopo mezzanotte non raggiunge pi\u00f9 il centro, ma si ferma in via Firenze, riducendo la connessione tra periferia e citt\u00e0. Il Casanova dispone anche di una fermata ferroviaria, ma i treni si fermano solo una volta all\u2019ora (con un raddoppio alle 6 e alle 7 e una soppressione a met\u00e0 mattina e tra le 20.18 e le 22.18 in direzione Bolzano, mentre in direzione Merano la frequenza rimane di una volta all\u2019ora). Negli altri orari, met\u00e0 dei convogli della tratta Merano\u2013Bolzano passano, ma non si fermano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le richieste dei residenti di poter usufruire del totale dei convogli non hanno ancora ricevuto una risposta positiva, nonostante le varie possibilit\u00e0 come l\u2019introduzione di una fermata su chiamata come fatto per Settequerce. Anche il tentativo del 2012 di potenziare la rete urbana con la Linea 16, che collegava il Casanova al centro passando per Druso e Gries in soli 15 minuti, \u00e8 durato poco. La linea \u00e8 stata infatti soppressa nel 2015. Una perdita che ha riportato il quartiere a una condizione di parziale isolamento, costringendo molti a cambi di linea o lunghi tragitti a piedi per raggiungere varie zone cittadine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze di questa situazione sono evidenti: il centro diventa lontano; chi deve raggiungere la stazione centrale, ad esempio, deve partire con un\u2019ora di anticipo per non rischiare di perdere la coincidenza. Gli studenti e i lavoratori pendolari diretti a Trento hanno in media solo quattro minuti di coincidenza \u2014 troppo pochi, visto che il treno da Merano arriva in media con cinque minuti di ritardo alla fermata in quartiere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A peggiorare la situazione, da alcune settimane gli ascensori della fermata ferroviaria sopraelevata sono fuori uso, rendendo impossibile l\u2019accesso a chi ha difficolt\u00e0 motorie, passeggini o borsoni pesanti. A questo si aggiunge il fatto che la linea 3 non arriva direttamente in stazione, ma si ferma in via Alto Adige; l\u2019alternativa sarebbe la linea 10A in via Resia, ma in entrambi i casi, per chi ha problemi di mobilit\u00e0, questo significa dover percorrere a piedi un ulteriore tratto. Il quadro notturno non \u00e8 migliore: la linea N35, con la sua frequenza di 15 minuti, spesso arriva in anticipo rispetto all\u2019orario previsto e riparte senza attendere, lasciando le persone in attesa del mezzo successivo. Un problema che non riguarda solo la puntualit\u00e0, ma anche la sicurezza di chi viaggia di notte. Considerando la densit\u00e0 abitativa e la variet\u00e0 sociale del Casanova, l\u2019attuale offerta di trasporto pubblico appare insufficiente. Ogni singolo disservizio, preso da solo, potrebbe sembrare minore, ma nell\u2019insieme, disegna l\u2019immagine di quartiere vivo, popoloso e vario, le cui persone ancora non vedono ascoltate le proprie necessit\u00e0 quotidiane per poter vivere la citt\u00e0 di Bolzano in maniera pi\u00f9 tranquilla e sicura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Anna Michelazzi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBolzano \u00e8 piccola.\u201d \u201cBasta andare in via Resia.\u201d \u201cPrendi la macchina.\u201d Sono risposte che molti abitanti del quartiere Casanova si sentono dare quando spiegano le difficolt\u00e0 che incontrano per spostarsi con i mezzi pubblici. Ma cosa succede se la macchina non si ha? O se si \u00e8 anziani, una persona con disabilit\u00e0, una ragazza che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14235,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-14233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14233"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14233\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14238,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14233\/revisions\/14238"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}