{"id":14244,"date":"2025-11-13T02:25:00","date_gmt":"2025-11-13T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14244"},"modified":"2025-11-12T16:59:09","modified_gmt":"2025-11-12T15:59:09","slug":"nulla-e-scontato-e-la-forza-sta-nelle-differenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/11\/13\/nulla-e-scontato-e-la-forza-sta-nelle-differenze\/","title":{"rendered":"Nulla \u00e8 scontato. E la forza sta nelle differenze"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Quando si esce dalla stazione centrale di Vienna, la prima piazza che si attraversa \u00e8 dedicata all\u2019Alto Adige: S\u00fcdtiroler Platz. Il nome fu assegnato nel 1927 per ricordare il distacco del Sudtirolo dal resto del Paese e come gesto di solidariet\u00e0 verso una popolazione esposta al nazionalismo del regime fascista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Alto Adige, in realt\u00e0, non ha mai fatto parte della Repubblica austriaca. Ha per\u00f2 condiviso pienamente, per quasi sei secoli \u2013 da quando la contessa Margherita cedette il Tirolo ai duchi d\u2019Austria \u2013 il destino dei territori legati alla corona asburgica.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi chi esce su piazza Alto Adige a Vienna trova una stele rossa che racconta la storia dell\u2019autonomia. Durante l\u2019inaugurazione \u2013 il 13 ottobre, a 65 anni dalla risoluzione dell\u2019ONU che invitava Austria e Italia a trovare un accordo \u2013 il presidente Arno Kompatscher, insieme al suo omologo viennese Michael Ludwig, ha sottolineato come la stele \u201cvada oltre la classica narrativa vittimistica dell\u2019Alto Adige\u201d. \u201cRacconta la nascita di un\u2019autonomia e mostra come sia possibile superare i conflitti di confine, come si possa rendere concreta una convivenza pacifica.\u201d Non \u00e8 stata la violenza a prevalere in Alto Adige, ma lo Stato di diritto e la diplomazia. \u201cQuesta stele \u2013 ha aggiunto Kompatscher \u2013 ci ricorda che autonomia e pace non sono scontate, ma richiedono un impegno e un\u2019attenzione costanti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Che non si tratti di percorsi scontati e di traguardi acquisiti una volta per tutte lo dimostrano anche le recenti cronache legate a Jannik Sinner. Non passa giorno senza che il ragazzo di Sesto venga interrogato sulla sua \u201citalianit\u00e0\u201d \u2013 a conferma del fatto che molti dei paladini della Costituzione italiana non ne hanno mai letto oltre i primi cinque articoli.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019intervista televisiva, Sinner ha affermato di essere felice di essere nato in Italia e non in Austria o altrove, perch\u00e9 dell\u2019Italia apprezza le differenze culturali (\u201cla tutela della diversit\u00e0\u201d, leggiamo anche sulla stele viennese\u2026). Una tirata d\u2019orecchie, per quanto garbata, gli \u00e8 arrivata dal comandante degli Sch\u00fctzen, Christoph Schmid. Pur esprimendo disagio per le parole di Sinner (che, in realt\u00e0, non ha detto di essere contento di non essere austriaco, ma semplicemente felice di essere nato in Italia), anche Schmid riconosce che \u201capertura e diversit\u00e0 (Vielfalt) non sono una debolezza, ma una forza\u201d, e che tutti abbiamo la responsabilit\u00e0 di vigilare sulla \u201cconsolidata diversit\u00e0 culturale\u201d della nostra terra.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo che sembra muoversi nella direzione opposta, la tutela delle diversit\u00e0 \u00e8 un messaggio tanto pi\u00f9 necessario. In Europa, in Medio Oriente, in tutto il pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si esce dalla stazione centrale di Vienna, la prima piazza che si attraversa \u00e8 dedicata all\u2019Alto Adige: S\u00fcdtiroler Platz. 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