{"id":14391,"date":"2025-12-11T02:29:00","date_gmt":"2025-12-11T01:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14391"},"modified":"2025-12-10T17:55:14","modified_gmt":"2025-12-10T16:55:14","slug":"stefano-zangrando-e-i-padri-che-si-saltano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/12\/11\/stefano-zangrando-e-i-padri-che-si-saltano\/","title":{"rendered":"Stefano Zangrando e i padri che \u201csi saltano\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Autore e traduttore di lungo corso, originario di Bolzano e oggi residente a Rovereto, Stefano Zangrando ha recentemente pubblicato con l\u2019editore nazionale Arcadia (Cagliari) il romanzo \u201cI padri si saltano\u201d: una storia che intreccia memoria, identit\u00e0 e territori interiori. Lo abbiamo incontrato per parlare di scrittura, traduzione e delle affinit\u00e0 silenziose tra l\u2019Alto Adige e la Sardegna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\/\/ Di Till Antonio Mola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo nuovo romanzo I padri si saltano (Arkadia Editore), lo scrittore e traduttore Stefano Zangrando propone un racconto che si muove con delicatezza tra piani temporali diversi. Il romanzo esplora in modo stratificato il rapporto tra presente e passato, soffermandosi sui temi dell\u2019identit\u00e0, dei legami familiari e delle eredit\u00e0 invisibili che si trasmettono di generazione in generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto si sviluppa tra memorie e indagini personali, in un intreccio che abbraccia oltre un secolo di storia \u2013 dalla Prima guerra mondiale ai giorni nostri \u2013 e che prende forma durante i mesi sospesi del primo lockdown. Sullo sfondo del romanzo emerge anche la tensione che attraversa la relazione di coppia del protagonista, acuita dalla convivenza forzata. Eppure, nonostante i conflitti e le distanze emotive, resta saldo lo sforzo comune \u2013 talvolta silenzioso, ma costante \u2013 di offrire alla figlia, in et\u00e0 preadolescenziale, una crescita serena e il pi\u00f9 possibile protetta dal clima di incertezza. Zangrando restituisce con grande precisione l\u2019atmosfera surreale di quel periodo, ma la mantiene sempre sullo sfondo, come una cornice discreta che non ruba mai la scena alla narrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo protagonista \u00e8 un ex dj berlinese \u2013 si scoprir\u00e0 che anche lui ha legami familiari in provincia di Bolzano \u2013 che vive da tempo ritirato su una barca nel porto di Cagliari. Sar\u00e0 lui a contattare l\u2019insegnante via internet, ricordandogli un fugace incontro a Berlino avvenuto anni prima, quando il professore lavorava come ghostwriter di biografie. Ora, gravemente malato, l\u2019ex dj desidera affidargli il compito di scrivere la propria autobiografia, prima del suo \u201cdissolvimento\u201d (cit.).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo tra i due si concretizza a distanza: l\u2019insegnante raccoglier\u00e0 la voce del dj tramite chat e messaggi vocali su WhatsApp. Ma presto la stesura dell\u2019autobiografia si trasforma in un\u2019indagine pi\u00f9 profonda. Il professore comincia a interrogarsi sul vero motivo per cui proprio lui sia stato scelto per questo incarico, dando avvio a una vera e propria ricerca a ritroso nel tempo, tra documenti, ricordi e connessioni che si rivelano sempre pi\u00f9 sorprendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo, che si sviluppa in poco meno di 200 pagine, trova il suo ritmo dopo le prime sezioni introduttive e diventa via via sempre pi\u00f9 coinvolgente. L\u2019intreccio familiare \u00e8 complesso e richiede attenzione, soprattutto nella comprensione dei legami parentali, ma Zangrando \u00e8 abile nel gestire la trama, ricompensando il lettore con una seconda parte del libro ricca di rivelazioni. Le ultime ottanta pagine scorrono con ritmo serrato, chiudendo sapientemente i cerchi narrativi aperti all\u2019inizio. E il finale \u2013 o, meglio, i finali \u2013 arrivano inaspettati, lasciando il segno con tutta la tensione emotiva della vita vera.<\/p>\n\n\n\n<p>I padri si saltano \u00e8 un romanzo che riflette sulle eredit\u00e0, visibili e invisibili, che ci formano e ci condizionano, ma anche sulle fratture, le assenze e le domande lasciate in sospeso. Un\u2019opera che interroga in profondit\u00e0 i legami familiari, spingendo a confrontarsi con ci\u00f2 che ci \u00e8 stato trasmesso, scelto o negato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che ruolo ha la traduzione nel suo percorso di scrittore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La traduzione, per me, \u00e8 un atto di servizio. Al servizio dell\u2019opera, certo, ma anche di chi la legger\u00e0 in un\u2019altra lingua. Tradurre significa mettere a disposizione la propria sensibilit\u00e0, il proprio stile, il proprio orecchio. Occorre saper calibrare registri, toni, ritmi. In questo senso, credo che un buon traduttore debba essere anche un po\u2019 scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, tradurre parte da qualcosa che esiste gi\u00e0. Scrivere, invece, \u00e8 un gesto di invenzione. Non solo immaginazione linguistica \u2013 che pure \u00e8 centrale in ogni buona traduzione \u2013 ma anche creazione di un mondo, di personaggi, di motivazioni. \u00c8 un processo pi\u00f9 ampio, che coinvolge anche la dimensione profonda dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il suo ultimo romanzo \u00e8 pubblicato da un editore sardo. Come nasce questa collaborazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una storia curiosa. Il mio libro precedente, uscito nel 2018, fu pubblicato proprio da Arcadia, il principale editore sardo di narrativa. Da l\u00ec \u00e8 nata una collaborazione che ho deciso di proseguire anche per I padri si saltano.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la storia, del resto, ha un legame con la Sardegna: uno dei protagonisti \u00e8 un uomo di origini altoatesine che vive nel porto di Cagliari. In questo senso, mi \u00e8 sembrato coerente restare con un editore radicato in quel territorio. E poi tra Sardegna e Alto Adige esistono affinit\u00e0 profonde: sono entrambe regioni autonome, con lingue e culture forti, fiere, attraversate da forme di bilinguismo. Forse tutto questo non \u00e8 esplicito nel romanzo, ma \u00e8 certamente presente in filigrana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il titolo colpisce: I padri si saltano\u2026&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un riferimento a una dinamica generazionale molto diffusa. Crescendo, in particolare nell\u2019adolescenza, ci si definisce spesso per opposizione ai genitori, e ai padri in modo particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mio romanzo, il protagonista cerca di ricostruire le proprie origini. Parla molto dei nonni, degli antenati, ma il padre \u00e8 un\u2019assenza. Un\u2019assenza pesante: lo ha rinnegato. Quel silenzio diventa un vuoto centrale, attorno al quale si costruisce la narrazione. \u00c8 un vuoto che, pagina dopo pagina, si carica di significati e porta alla luce un segreto che non posso svelare qui.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il libro \u00e8 uscito da poco. Come sta venendo accolto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le prime reazioni sono molto incoraggianti. Il quotidiano Il Messaggero, ad esempio, lo ha inserito tra i \u201cgialli italiani\u201d da regalare, accanto a nomi importanti del genere. Anche se I padri si saltano non \u00e8 solo un giallo: \u00e8 un thriller letterario, un romanzo che parla anche di musica, di Storia, di identit\u00e0. \u00c8 un libro che cerca di tenere insieme tensione narrativa e profondit\u00e0 di sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore e traduttore di lungo corso, originario di Bolzano e oggi residente a Rovereto, Stefano Zangrando ha recentemente pubblicato con l\u2019editore nazionale Arcadia (Cagliari) il romanzo \u201cI padri si saltano\u201d: una storia che intreccia memoria, identit\u00e0 e territori interiori. Lo abbiamo incontrato per parlare di scrittura, traduzione e delle affinit\u00e0 silenziose tra l\u2019Alto Adige e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14387,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-14391","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14391"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14392,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14391\/revisions\/14392"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}