{"id":14398,"date":"2025-12-11T06:25:00","date_gmt":"2025-12-11T05:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14398"},"modified":"2025-12-10T18:03:32","modified_gmt":"2025-12-10T17:03:32","slug":"bilancio-linguistico-bicchiere-mezzo-vuoto-o-mezzo-pieno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/12\/11\/bilancio-linguistico-bicchiere-mezzo-vuoto-o-mezzo-pieno\/","title":{"rendered":"Bilancio linguistico. Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Barometro linguistico 2025 pubblicato dall\u2019Istituto provinciale di statistica ASTAT offre un quadro ricco e articolato della complessa realt\u00e0 altoatesina. L\u2019immagine che ne emerge \u00e8 complessivamente positiva, pur evidenziando la persistenza di alcune sacche di pregiudizio e di atteggiamenti etnocentrici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, non mancano gli argomenti: la difficolt\u00e0 di molti altoatesini di lingua italiana nel comprendere e parlare il tedesco; le differenze marcate tra i gruppi linguistici in tema di identit\u00e0; la presenza di una \u2013 seppur ridotta \u2013 quota di persone che ritiene poco o per nulla importante conoscere la lingua dell\u2019altro. C\u2019\u00e8 ancora un 2% che considera inutile o addirittura dannosa la conoscenza di una seconda lingua. Il 6% della popolazione pensa che \u201csi starebbe meglio senza diversit\u00e0 etnica\u201d. Il 28% degli altoatesini ritiene che il proprio gruppo linguistico sia svantaggiato (percentuale che sale al 46% tra gli italofoni). Per il 19% la convivenza \u00e8 giudicata lacunosa o pessima (28% tra gli italiani). E un quinto degli intervistati nega ai propri concittadini il diritto a una toponomastica bi- o trilingue.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci sono pi\u00f9 ragioni per vedere il bicchiere mezzo pieno. La competenza in italiano delle persone di lingua tedesca e ladina \u00e8 nel complesso buona. Cresce il numero di chi si riconosce in identit\u00e0 plurime. Una larga maggioranza considera molto importante conoscere la seconda lingua, e molti percepiscono il multilinguismo come un vantaggio concreto (47%) e un arricchimento personale (36%). Per il 74% la presenza di pi\u00f9 gruppi linguistici \u00e8 \u2013 o potrebbe diventare, a determinate condizioni \u2013 una ricchezza culturale. Quasi due terzi della popolazione ritengono che il proprio gruppo non sia n\u00e9 avvantaggiato n\u00e9 svantaggiato, e oltre un terzo riconosce pienamente il diritto alla toponomastica bi- o trilingue. Per l\u201981% la convivenza \u00e8 soddisfacente o addirittura ottima.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altoatesinosudtirolesi tendono spesso a lamentarsi, talvolta con piena ragione. Eppure il 94% della popolazione \u2013 con percentuali simili tra tutti i gruppi linguistici \u2013 ritiene che la qualit\u00e0 della vita in Alto Adige, rispetto alle altre regioni italiane, sia uguale, migliore o molto meglio. Solo il 6% afferma di stare peggio o molto peggio. Chiss\u00e0 se questi concittadini insoddisfatti hanno mai messo il naso oltre la Stretta di Salorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Barometro linguistico 2025 pubblicato dall\u2019Istituto provinciale di statistica ASTAT offre un quadro ricco e articolato della complessa realt\u00e0 altoatesina. 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