{"id":14529,"date":"2026-01-22T02:00:00","date_gmt":"2026-01-22T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14529"},"modified":"2026-01-21T17:38:06","modified_gmt":"2026-01-21T16:38:06","slug":"il-castel-naturno-burg-hochnaturns","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/01\/22\/il-castel-naturno-burg-hochnaturns\/","title":{"rendered":"Il Castel Naturno &#8211; Burg Hochnaturns"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La val Venosta, si sa, \u00e8 uno scrigno di tesori d\u2019arte e di storia e fra i numerosi siti raggiungibili e visitabili in ogni stagione c\u2019\u00e8 il Castello Naturno, che diede il nome al paese che si estende all\u2019inizio della valle.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima menzione del Castello risale al 1237, come facente parte dei possedimenti dei signori di Naturno, vassalli dei Conti di Tirolo. In origine consisteva in una sola torre residenziale romanica. Nel corso del tempo la torre venne ristrutturata e ampliata dando vita ad un intero complesso castellano. La torre fu intitolata ad Osvaldo di Naturno, cavaliere dell\u2019Ordine Teutonico. Dopo l\u2019estinzione dei primi proprietari, il castello pass\u00f2 agli Starkenburg, agli Maretsch e ai V\u00f6ls. I numerosi lavori di ricostruzione hanno totalmente nascosto la struttura originale. La parte pi\u00f9 antica del complesso \u00e8 il mastio quadrato, chiamato anche Torre di Oswald, in riferimento al cavaliere Oswald von Naturns. La torre, alta 26 metri, aveva al suo interno cinque piani. Il piccolo castello era stato ricavato dalla torre residenziale romanica e fungeva da residenza della famiglia nobile dei ministeriali di Naturno. Il castello nella sua forma attuale \u00e8 costituito dalla ristrutturazione di almeno due, forse tre torri residenziali, di cui la pi\u00f9 alta \u00e8 la pi\u00f9 antica. L\u2019accesso sul lato nord-ovest conduce a un piccolo cortile. A sud si trova una torre semicircolare. Il castello di Hochnaturns si trova all\u2019estremit\u00e0 settentrionale del paese di Naturno, su un pendio non troppo ripido.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un grosso incendio propagatosi nel 1538, fu Abundus von Tsch\u00f6tsch a farlo completamente ristrutturare creando una interessante sala \u2013 galleria dei ritratti che prese il nome di \u201cSala dei Riformatori\u201d, dei pi\u00f9 famosi protestanti dell\u2019epoca fra cui Lutero, Calvino e Zwingli. Nel XVI secolo il castello raggiunse il suo massimo splendore: fu aumentato il numero delle stanze, furono costruiti soffitti a cassettoni e aggiunti stipiti di portali marmorei e stufe di maiolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla morte di Abundus nacque una leggenda, secondo la quale rimase vittima di un&nbsp; incidente di caccia e venne trasformato in un cane nero condannato a errare in eterno su questa terra come pena per aver abbandonato la fede cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pochi decenni inizi\u00f2 il declino. Il Castello fu quindi ceduto a Franz von Goldegg che nel 1895 lo ristruttur\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Acquistato nel 1952 dalla signora Mastropaolo-Schguanin che lo ristruttur\u00f2 trasformandolo in un hotel. Purtroppo, nel XIX e XX secolo sono state apportate modifiche considerate oggi inappropriate alla struttura dell\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La val Venosta, si sa, \u00e8 uno scrigno di tesori d\u2019arte e di storia e fra i numerosi siti raggiungibili e visitabili in ogni stagione c\u2019\u00e8 il Castello Naturno, che diede il nome al paese che si estende all\u2019inizio della valle. 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