{"id":14541,"date":"2026-01-22T02:00:00","date_gmt":"2026-01-22T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14541"},"modified":"2026-01-22T09:31:30","modified_gmt":"2026-01-22T08:31:30","slug":"la-citta-di-tridentum-e-la-valle-delladige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/01\/22\/la-citta-di-tridentum-e-la-valle-delladige\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 di Tridentum e la valle dell\u2019Adige"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra l\u2019et\u00e0 romana e la prima et\u00e0 medievale, la valle dell\u2019Adige costitu\u00ec uno degli assi territoriali pi\u00f9 rilevanti dell\u2019arco alpino centrale. In questo sistema, Tridentum svolse un ruolo nettamente predominante, non solo come centro urbano, ma come fulcro amministrativo, economico e religioso di un territorio ampio e articolato, che si estendeva lungo il corso dell\u2019Adige e nelle valli laterali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La relativa assenza di grandi centri urbani intermedi nel fondovalle atesino pu\u00f2 stupire ma non va interpretata come segno di marginalit\u00e0, bens\u00ec come il risultato di una precisa organizzazione territoriale accentrata, tipica del modello romano del municipium.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tridentum e il suo hinterland facevano parte della X regio Venetia et Histria, dialogando con municipia di primo piano come Verona, Brixia\/Brescia e Feltria per formare un sistema urbano che garantisse la gestione dei traffici e del territorio tra pianura e Alpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il municipium di Tridentum, promosso probabilmente in et\u00e0 augustea, non si limitava all\u2019area urbana dell\u2019odierna Trento ma abbracciava una vasta porzione della valle dell\u2019Adige, estendendosi a nord ben oltre Salurnis e Pons Drusi fino alla conca di Maja\/Merano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Val d\u2019Isarco raggiungeva probabilmente Sublavione e l\u2019imbocco della Val Gardena. Tra questi poli si collocavano insediamenti minori e nodi viari, come Endidae, che garantivano il controllo del traffico e delle risorse lungo l\u2019asse fluviale. La valle non era soltanto una via di passaggio, ma un territorio integrato, organizzato secondo logiche amministrative, fiscali e produttive coordinate da Tridentum.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa funzione strutturante emerge con chiarezza anche sul piano economico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le evidenze archeologiche rinvenute lungo il corso dell\u2019Adige e nelle valli laterali documentano un territorio attivo e inserito nei circuiti commerciali dell\u2019Italia settentrionale. A Trento sono attestati complessi edilizi, magazzini e infrastrutture connesse ai traffici; nella Bassa Atesina e in Anaunia sono emerse ville rustiche, materiali edilizi standardizzati, ceramiche d\u2019importazione, anfore vinarie e olearie, oltre a una circolazione monetaria significativa. In questo quadro si inserisce anche il tesoretto di monete d\u2019argento risalenti al primo secolo a.C. scoperto a Laives\/Reif.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto all\u2019unit\u00e0 economica e territoriale, la valle dell\u2019Adige presenta anche una notevole coerenza religiosa. Numerose testimonianze attestano la diffusione, accanto a quelli di Giove, Diana e Mercurio, del culto di Saturno tra Tridentum, l\u2019Anaunia (in particolare Cles) e la Val d\u2019Ega (luogo di ritrovamento di una significativa ara Dianae), un\u2019area che conserva evidenti continuit\u00e0 con precedenti culti retici legati alla fertilit\u00e0, al ciclo agricolo e alla protezione della comunit\u00e0. Questo orizzonte religioso condiviso contribu\u00ec a rafforzare l\u2019identit\u00e0 del territorio e la sua<br>integrazione culturale, prima di entrare in tensione con l\u2019avanzata del cristianesimo tardoantico. Il conflitto simbolico e religioso culmin\u00f2 ai tempi di san Vigilio, quando la nuova fede si confront\u00f2 con pratiche cultuali profondamente radicate.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ultimo elemento di continuit\u00e0 riguarda il passaggio dall\u2019et\u00e0 romana a quella medievale. Il venir meno dell\u2019amministrazione imperiale e le successive presenze di amministrazioni \u201cbarbariche\u201d (ostrogote e longobarde) non determinarono una frattura netta: il principato vescovile di Trento, costituito ufficialmente nel 1027, si sovrappose in larga misura all\u2019antico territorio del municipium, estendendo la propria giurisdizione fino a Bolzano. Questa continuit\u00e0 territoriale e funzionale conferma il ruolo duraturo di Tridentum come centro ordinatore della valle dell\u2019Adige, capace di strutturare lo spazio ben oltre la fine del mondo romano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra l\u2019et\u00e0 romana e la prima et\u00e0 medievale, la valle dell\u2019Adige costitu\u00ec uno degli assi territoriali pi\u00f9 rilevanti dell\u2019arco alpino centrale. 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