{"id":14643,"date":"2026-02-19T02:00:00","date_gmt":"2026-02-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14643"},"modified":"2026-02-18T12:42:51","modified_gmt":"2026-02-18T11:42:51","slug":"droni-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/02\/19\/droni-3\/","title":{"rendered":"Droni #3"},"content":{"rendered":"\n<p>Il riferimento principale \u00e8 la Direttiva 128\/2009\/CE, che definisce il quadro per l\u2019uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: riduzione dei rischi, limitazione della deriva, tecniche pi\u00f9 efficienti, formazione degli operatori. Ogni trattamento deve essere giustificato, mirato e compatibile con la protezione delle risorse naturali. In questo contesto i droni possono essere strumenti virtuosi, ma richiedono criteri operativi pi\u00f9 severi rispetto alle attrezzature tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello nazionale la direttiva \u00e8 stata recepita con il D.Lgs. 150\/2012, che disciplina formazione obbligatoria, patentini, registrazioni e distanze di sicurezza. Per chi opera con UAS (Sistemi di Aeromobili a Pilotaggio Remoto) significa integrare competenze aeronautiche e agronomiche: non basta saper pilotare, occorre saper trattare. Ogni intervento deve essere tracciabile, motivato e conforme ai protocolli tecnici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cdecreto MIPAAF del 2014\u201d \u00e8 un insieme di provvedimenti, tra cui il PAN, per l\u2019uso sostenibile dei fitosanitari (22 gennaio 2014), le norme sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e olivicoli e il decreto che istituisce il marchio di qualit\u00e0 SQNPI. Sono strumenti che contribuiscono a uniformare criteri, controlli e buone pratiche agroalimentari. Il quadro per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 cambiato con l\u2019introduzione della Legge 2 dicembre 2025, n. 182, che sostiene la digitalizzazione delle attivit\u00e0 agricole, incluse le applicazioni con droni. L\u2019articolo 6 di questa norma introduce una novit\u00e0 attesa: una fase di sperimentazione regolamentata dell\u2019irrorazione aerea tramite UAS, finora soggetta a divieti o forti limitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra metodi tradizionali e sorvoli pi\u00f9 o meno ravvicinati, e dopo svariati test a base di coloranti alimentari e cartine idro-sensibili, cade pertanto \u2013 anche in agricoltura \u2013 l\u2019ultimo velo nell\u2019impiego di fitofarmaci tramite UAS.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge inserisce un nuovo articolo nel D.Lgs. 150\/2012 e consente l\u2019irrorazione con droni in via sperimentale per tre anni su terreni agricoli, derogando temporaneamente alle norme vigenti. Inoltre, esso delega alle Province Autonome di Trento e Bolzano poteri amministrativi e normativi significativi per l\u2019attuazione del Piano d\u2019Azione Nazionale (PAN), gestendo le abilitazioni professionali (consulenti, applicatori) e definendo misure specifiche (es. divieto irrorazione aerea, aree sensibili), pur nel quadro delle direttive nazionali e comunitarie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutte quelle che saranno le sfide, le problematiche, i retaggi e le papabili soluzioni che verranno, l\u2019Italia resta una paziente in cura e perennemente sotto osservazione. Mentre il riscaldamento globale tira dritto e se ne frega delle nostre liti da cortile noi cerchiamo di ricordarci sempre da dove veniamo e dove stiamo andando: implementare una serie di riflessioni e adottare misure concrete rivolte all\u2019ecologia, alla salute e al rispetto della Natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riferimento principale \u00e8 la Direttiva 128\/2009\/CE, che definisce il quadro per l\u2019uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: riduzione dei rischi, limitazione della deriva, tecniche pi\u00f9 efficienti, formazione degli operatori. Ogni trattamento deve essere giustificato, mirato e compatibile con la protezione delle risorse naturali. 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