{"id":14645,"date":"2026-02-19T02:05:00","date_gmt":"2026-02-19T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14645"},"modified":"2026-02-18T12:44:03","modified_gmt":"2026-02-18T11:44:03","slug":"una-chitarra-solidale-riprende-a-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/02\/19\/una-chitarra-solidale-riprende-a-vivere\/","title":{"rendered":"Una chitarra solidale riprende a vivere"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Eugenio Pennini \u00e8 una vecchia gloria della scena musicale bolzanina. Sul finire degli anni Sessanta calcava i palchi della regione coi suoi Wat 69, che in tempi recenti, anzich\u00e9 appendere la chitarra a un chiodo ha cominciato a portare un po\u2019 di musica nelle RSA, con lo scopo di animare i pomeriggi degli anziani ospiti. Proprio in una di queste strutture il suo percorso si \u00e8 incrociato con quello di Roberto Loperfido, che di un\u2019ospite della RSA \u00e8 amministratore di sostegno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA casa \u2013 racconta Roberto \u2013 avevo una chitarra che non avevo mai imparato a suonare del tutto. Era l\u00ec, accantonata ed impolverata e avendo incontrato Eugenio in casa di riposo, ho pensato di chiedergli se avesse idea di cosa si poteva fare con quella chitarra dimenticata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpesso \u2013 prosegue Eugenio \u2013 accade che chi va in casa di riposo come ospite, finir\u00e0 l\u00ec i suoi giorni, \u00e8 per questo che invece di andare ancora a cercare ingaggi negli alberghi per serate musicali, ho deciso di suonare come volontario per queste persone. La musica \u00e8 un grande veicolo per solidarizzare, spesso e volentieri pu\u00f2 avere effetti terapeutici, pu\u00f2 aiutare a placare gli animi agitati e dare gioia a chi suona uno strumento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec a Eugenio \u00e8 venuto in mente che c\u2019era un modo di riciclare in modo creativo e utile la chitarra di Roberto e a questo punto \u00e8 entrato in ballo Erion Zeqo, operatore sociale e musicista noto anche come Zio Cantante. Eugenio aveva letto qualche anno fa, che Erion aveva fatto una raccolta di strumenti musicali dismessi o abbandonati, per organizzare un laboratorio creativo all\u2019interno della casa circondariale.<\/p>\n\n\n\n<p>Inutile dire che Erion ha raccolto con entusiasmo l\u2019idea di accogliere anche la chitarra di Roberto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDue anni fa \u2013 ci spiega Erion \u2013, ho fatto una campagna per raccogliere strumenti usati e portarli all\u2019interno del carcere per creare un laboratorio musicale. Abbiamo sempre bisogno di strumenti, nuovi strumenti, altri strumenti, insomma, anche per cercare di occupare il tempo di queste persone con delle attivit\u00e0 che siano ricreative ma allo stesso tempo che possano far del bene a loro, perch\u00e9 quando fanno musica poi, inevitabilmente, c\u2019\u00e8 una sorta di benessere di ritorno, e c\u2019\u00e8 anche una motivazione pi\u00f9 importante perch\u00e9 li aiuta ad affrontare le difficolt\u00e0 che ci sono in quel contesto. Perch\u00e9 la cosa principale che pu\u00f2 accadere all\u2019interno di un carcere \u00e8 che una persona perda le motivazioni, perdendo anche l\u2019abitudine alla quotidianit\u00e0 abituandosi a una quotidianit\u00e0 che \u00e8 quella dell\u2019istituzione, cio\u00e8 data dei ritmi e dei tempi dell\u2019istituzione, e quindi se tu prima ti alzavi a una certa ora, facevi una certa cosa, facevi una camminata, facevi una chiacchierata, andavi al bar a giocare a carte con gli amici, coltivavi i tuoi hobby, oltre al lavoro, perch\u00e9 il lavoro \u00e8 una cosa, ma quello che riempie la nostra vita, anche da un punto di vista delle passioni, degli interessi, \u00e8 l\u2019imparare qualcosa di nuovo, spendere del tempo anche in modo creativo. Questa cosa in carcere viene quasi annullata del tutto. E ci sono pochi strumenti che ci permettono di progredire in questo senso. Uno, diciamo, di questi sicuramente pu\u00f2 essere la musica, poi c\u2019\u00e8 anche altro, come il disegno, il teatro, la lettura, la scrittura e via dicendo. Quindi due anni fa cosa abbiamo fatto? Con altri colleghi che lavorano con me come insegnanti, come educatori in carcere, abbiamo, tra virgolette, occupato uno spazio, noi facciamo come quelli che non solo occupano uno spazio ma gli danno poi una finalit\u00e0 utile, una finalit\u00e0 sociale\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Addirittura, non avendo all\u2019inizio un luogo in cui ritagliare questo spazio, Erion e i suoi collaboratori hanno potuto usare l\u2019appartamento della direttrice ad interim che lei non occupava e quello \u00e8 diventato il loro laboratorio musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nel corso di un simbolico incontro in RSA, Roberto, in presenza di Eugenio, ha consegnato a Erion la sua vecchia chitarra, con l\u2019obiettivo di donarle una nuova vita, utile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon abbiamo soltanto le chitarre \u2013 conclude Erion \u2013 ma anche la fisarmonica, strumenti a fiato, a corda, tastiere, persino una batteria. Il momento pi\u00f9 bello \u00e8 quando qualcuno viene e chiede di poterla suonare cinque minuti. Sanno di fare un casino incredibile, ma scaricano l\u2019adrenalina, anche senza rendersene conto. Sai che beneficio ne traggono? Sai che gioia provano? La ciliegina sulla torta sarebbe che qualcuno gli insegnasse a suonarla, la batteria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eugenio Pennini \u00e8 una vecchia gloria della scena musicale bolzanina. Sul finire degli anni Sessanta calcava i palchi della regione coi suoi Wat 69, che in tempi recenti, anzich\u00e9 appendere la chitarra a un chiodo ha cominciato a portare un po\u2019 di musica nelle RSA, con lo scopo di animare i pomeriggi degli anziani ospiti. 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