{"id":14743,"date":"2026-03-05T02:00:00","date_gmt":"2026-03-05T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14743"},"modified":"2026-03-06T08:32:13","modified_gmt":"2026-03-06T07:32:13","slug":"gertrud-von-le-fort-e-le-sue-undici-volte-a-merano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/03\/05\/gertrud-von-le-fort-e-le-sue-undici-volte-a-merano\/","title":{"rendered":"Gertrud von le Fort\u00a0e le sue undici volte a Merano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Gertrud von le Fort \u00e8 una delle grandi figure letterarie del XX secolo.\u00a0A quasi cinquant\u2019anni d\u2019et\u00e0, dopo anni di studio e attenta riflessione, nel 1926 decise di convertirsi e ricevette il battesimo nella chiesa di Santa Maria dell\u2019Anima a Roma. Negli anni seguenti pubblic\u00f2 moltissimo, fra cui\u00a0La Donna Eterna che fu una sorta di manifesto del femminismo cattolico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era nata nel 1876 a Minden in Westfalia, figlia del barone Lothar e della nobildonna brandeburghese Elsbeth Wedel-Parlow. Gertrud, dall\u2019intelligenza assai vivace, aveva studiato nelle migliori scuole tedesche ed era stata allieva e infine collaboratrice del grande storico Ernst Troelsch.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019Universit\u00e0 di Heidelberg era&nbsp;stata una delle rarissime donne iscritte. Come tutti i rampolli dell\u2019alta societ\u00e0 del tempo, comp\u00ec il Grand Tour in Europa e soprattutto in Italia. Tra il 1905 e il 1910 e sempre fra aprile e maggio, la scrittrice trascorse numerose settimane a Castel Labers, godendo del paesaggio, delle possibilit\u00e0 di passeggio, del tepore del clima, della fioritura di numerose tipologie di piante e fiori. Con lo scoppio della Grande Guerra, il suo mondo per\u00f2 fin\u00ec col cambiare radicalmente, ella non solo ella prest\u00f2 servizio come semplice infermiera negli ospedali militari, ma la sconfitta e lo smembramento territoriale finirono col sottrarle i possedimenti di famiglia. Si trasfer\u00ec allora nella campagna intorno a Monaco e, nel 1926 torn\u00f2 per la quarta volta a Roma. Che cosa la attirava cos\u00ec tanto nella capitale cattolica? Un lento scivolamento, frutto di studio e riflessione, verso quel \u201cpapismo\u201d che le era stato insegnato a disprezzare; scivolamento culminato, l\u2019anno precedente, nella pubblicazione degli&nbsp;Inni alla Chiesa, un\u2019opera che le diede subito fama. Negli anni seguenti pubblic\u00f2 moltissimo. Le sue opere forse pi\u00f9 note sono \u201cL\u2019ultima al patibolo\u201d e \u201cLa&nbsp;moglie&nbsp;di Pilato\u201d. Fra ottobre 1931 e marzo1932 torn\u00f2 a Castel Labers godendo e trovando ispirazione nel foliage autunnale, nell\u2019inverno mite e nel primo annuncio di primavera. Nel 1934 pubblic\u00f2 un importante saggio,&nbsp;La Donna Eterna, pi\u00f9 volte riedito e tradotto in molte lingue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui emerge il manifesto del femminismo cattolico: attraverso riflessioni ed esempi storici, l\u2019autrice coglie, tra l\u2019altro, l\u2019aspetto infernale della guerra totale moderna e lo paragona al modo di guerreggiare di un guerriero cristiano come il principe Eugenio di Savoia per il trattamento umano che riservava ai suoi uomini e anche ai vinti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Col passare del tempo Gertrud era diventata amica di numerose scrittrici come la norvegese Sigrid Undset, anche lei convertita e poi premio Nobel per la letteratura, del famoso romanziere Hermann Hesse e soprattutto di Edith Stein, l\u2019ebrea allieva del celebre filosofo Edmund Husserl poi diventata suora carmelitana e morta ad Auschwitz, e infine canonizzata da Giovanni Paolo II. Quando quest\u2019ultima decise di prendere i voti religiosi, Gertrud von le Fort fu l\u2019unica a incoraggiarla e a esprimerle vicinanza mentre tutti gli amici e i familiari avevano troncato i rapporti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gertrud von Le Fort torn\u00f2 a Merano, come si torna ad un rifugio protetto e rasserenante pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nel 1962, 1964, 1965, 1966. Nella Merano degli anni Sessanta poteva contare s\u00ec su quei comfort della modernit\u00e0 ma conservava ancora quella rassicurante quotidianit\u00e0 tradizionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gertrud mor\u00ec nel 1971 a Oberstdorf in Baviera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gertrud von le Fort \u00e8 una delle grandi figure letterarie del XX secolo.\u00a0A quasi cinquant\u2019anni d\u2019et\u00e0, dopo anni di studio e attenta riflessione, nel 1926 decise di convertirsi e ricevette il battesimo nella chiesa di Santa Maria dell\u2019Anima a Roma. 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