{"id":14781,"date":"2026-03-19T02:30:00","date_gmt":"2026-03-19T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14781"},"modified":"2026-03-18T16:26:43","modified_gmt":"2026-03-18T15:26:43","slug":"dal-mercatino-allalta-moda-la-storia-di-carlos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/03\/19\/dal-mercatino-allalta-moda-la-storia-di-carlos\/","title":{"rendered":"Dal mercatino all\u2019alta moda: la storia di Carlos"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dalla scuola alberghiera all\u2019accademia di alta sartoria Fashion. Oggi incontriamo un giovane bolzanino di origine peruviana che ha appena iniziato il suo personale percorso creativo nel mondo della moda, intrecciando con coraggio il suo passato e il suo futuro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha iniziato con un ricamo, un gesto semplice, affettuoso che non aveva l\u2019ambizione di essere altro: il nome di sua madre, Rosa, cucito a mano e circondato da piccoli fiori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Carlos Benny Gir\u00f3n Levano tutto comincia l\u00ec, in quel filo che attraversava la stoffa per disegnare lettere e petali, era gi\u00e0 nascosta una direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlos, prima che si rendesse conto che la moda sarebbe diventata il suo linguaggio, frequentava la scuola alberghiera e alternava gli studi alle stagioni di lavoro lontano da casa.&nbsp; Un mondo fatto di disciplina, turni, organizzazione impeccabile; ma anche di sprechi. Nei grandi alberghi Carlos vede quantit\u00e0 di cibo buttato, oggetti utilizzati una volta sola, risorse consumate con leggerezza. \u00c8 un\u2019immagine che lo colpisce e che, col tempo, si trasforma in domanda: che senso ha creare se tutto \u00e8 destinato a essere scartato?<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricamo diventa, allora, un punto di svolta. Inizia a personalizzare capi per amici, aggiunge dettagli, interviene sulle superfici; ma presto capisce che non basta decorare: vuole comprendere la struttura, l\u2019ossatura dell\u2019abito. Decide cos\u00ec di iscriversi alla Alta Sartoria Fashion School di Verona, una scuola fortemente pratica, dove si impara creando. Qui scopre che un pantalone non \u00e8 solo una forma, ma un equilibrio di misure; che ogni corpo ha asimmetrie, curve, inclinazioni da rispettare. Realizzare un capo su misura significa leggere quelle differenze e trasformarle in armonia. \u00c8 un lavoro tecnico e quasi scientifico, ma per lui ha qualcosa di profondamente umano: \u201c\u00e8 come diventare ingegnere dell\u2019abito\u201d, dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo anno \u00e8 fatto di basi solide: punti a mano, studio del cartamodello, attenzione maniacale al dettaglio. Il secondo si intreccia con il lavoro e richiede autonomia. Ed \u00e8 proprio in quel periodo che un viaggio in Per\u00f9 lo riporta alle radici familiari. L\u00ec riscopre la cultura andina e il concetto di Pachamama, la madre terra che diventa, per Carlos, una chiave di lettura. La natura non \u00e8 sfondo, ma organismo vivo, presenza da rispettare. L\u2019esperienza personale si fonde con la consapevolezza maturata negli anni e capisce che la sua moda dovr\u00e0 parlare di questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce cos\u00ec la sua prima opera compiuta: una piccola capsule collection accompagnata da un libro interamente cucito a mano. Non un catalogo tradizionale, ma un oggetto tessile narrativo. Con i tessuti avanzati realizza pagine di stoffa ricamate, sulle quali compaiono parole come \u201cPazzo\u201d, \u201cArmonioso\u201d, \u201cElegante\u201d. Sfogliandolo, una guida audio racconta il significato di ogni pezzo. Un albero della vita che lascia bacche nel tempo, cicatrici che definiscono l\u2019identit\u00e0, animali mutanti che alludono all\u2019iperconsumo e alle fabbriche intensive. Il caos apparente diventa ordine naturale, proprio come accade in un ecosistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, per assicurarsi che il suo elaborato fosse composto in gran parte da materiali riciclati, Carlos ha trascorso i sabati tra i banchi dei mercatini dell\u2019usato, alla ricerca di tessuti dimenticati e capi da trasformare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio accumula tutto; poi impara a scegliere. Cerca lino di qualit\u00e0, bottoni dimenticati, jeans bianchi da tingere e ritingere finch\u00e9 non trovano una nuova sfumatura. La sua stanza si riempie di tessuti salvati dall\u2019oblio: per lui il recupero non \u00e8 tendenza, ma responsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ridare vita a ci\u00f2 che \u00e8 stato scartato significa opporsi alla logica del consumo veloce.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa visione prende forma nella collezione \u201cNatura Viva\u201d, presentata il 6 ottobre 2025 al Glasshouse del Parkhotel Laurin. Quindici abiti, realizzati per il 70\/80% con materiali riciclati, cuciti con lentezza e cura artigianale. La sfilata \u00e8 concepita come una cerimonia dedicata alla madre natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni abito diventa un personaggio: c\u2019\u00e8 la madre resiliente, forte e indipendente; la principessa e la sua gemella punk, speculari ma diverse; il figlio maschio gravato dalle aspettative familiari, con occhiali scuri a proteggere una fragilit\u00e0 interiore; la sorella solare che tiene unita la famiglia; le candidate simboliche alla successione spirituale, protette da figure che incarnano montagna, spine, barriera corallina. Una giacca con fili di ferro cuciti a mano mantiene la forma come un tronco resistente; un completo nato da jeans bianchi tinti pi\u00f9 volte conserva sfumature irregolari, memoria visibile del processo. La tecnica non \u00e8 mai fine a s\u00e9 stessa, ma diventa linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>La forza del progetto \u00e8 anche collettiva, la sfilata nasce da una rete di relazioni autentiche. Modelle e modelli, fotografi, videomaker sono amici conosciuti negli anni tra lavoro e vita in citt\u00e0. Guardandosi indietro, Carlos riconosce che ogni esperienza (il pendolarismo tra Bolzano e Verona, le stagioni all\u2019estero, le connessioni costruite con pazienza) lo ha condotto a quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la ricerca, per Carlos, continua. Il suo prossimo obiettivo \u00e8 la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, istituzione storica che ha formato generazioni di designer capaci di ridefinire i codici della moda contemporanea. Sta preparando il portfolio, lavorando sull\u2019equilibrio tra immagini e narrazione. Sa che non basta mostrare abiti; occorre raccontare un pensiero coerente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero di Carlos Benny Gir\u00f3n Levano \u00e8 chiaro: l\u2019alta moda pu\u00f2 nascere dal vecchio, la lentezza \u00e8 un atto politico, la sostenibilit\u00e0 non \u00e8 slogan ma pratica quotidiana. Ogni capo \u00e8 memoria cucita, identit\u00e0 stratificata, gesto di resistenza. A Bolzano, il talento di Carlos \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 e il suo percorso sembra solo all\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHI E&#8217;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Carlos Benny Gir\u00f3n Levano nasce in Per\u00f9 e da bambino si trasferisce in Italia, a Bolzano, insieme alla madre e alla sua famiglia. Bolzano \u00e8 stata la citt\u00e0 dove \u00e8 cresciuto e ha costruito il suo percorso. Qui frequenta la scuola, condividendo l\u2019esperienza con le sue due sorelle maggiori, anche loro studentesse negli istituti della citt\u00e0. \u00c8 proprio a Bolzano che prende forma il contesto in cui Carlos cresce e sviluppa le sue prime passioni assieme a numerosi amici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Salma Sammah COOLtour<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla scuola alberghiera all\u2019accademia di alta sartoria Fashion. Oggi incontriamo un giovane bolzanino di origine peruviana che ha appena iniziato il suo personale percorso creativo nel mondo della moda, intrecciando con coraggio il suo passato e il suo futuro. 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